Vod Differences

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12/09/2024

Postfazione a “LA NAVE: A BORDO DELLA LIFE SUPPORT DI EMERGENCY”, Becco Giallo
DILATARE I CONFINI MENTALI DELL’UOMO
di Giuseppe Longhi

Il problema dei migranti va considerato all’interno di un Paese, che, come gran parte dei paesi europei, è in via di estinzione demografica. La questione principale diventa quindi l’asimmetria coniata dal qualunquismo politico “estinzione versus immigrazione”, che ignora che l’assenza di empatia per il diverso è la causa principale del collasso di un sistema. L’immigrazione, al contrario, deve essere simmetrica ad una politica di accoglienza, così il tasso di rigenerazione del capitale umano diventa l’antidoto al tasso di estinzione del sistema per il suo invecchiamento (o per la sua mancata ospitalità al diverso). Ma la politica dell’accoglienza è difficile per la limitatezza del ‘confine mentale’ che caratterizza una grande quantità di uomini. Quindi il problema della dotazione di nuove infrastrutture per i migranti sarà risolto, come ci ricorda Jay Forrester, padre di “Urban Dinamics e de “I limiti della crescita”, solo quando saremo stati capaci di dilatare i confini mentali dell’uomo (questione non proprio semplice) e saremo stati in grado di rinnovare la cultura della popolazione locale. Questo produrrà nuovi valori, anche monetari, con cui i nuovi cittadini saranno in grado di soddisfare le loro necessità, anche quella della casa.
Senza la crescita di accoglienza e dignità, ossia dell’intelligenza ecologica del sistema non saremo in grado di affrontare i nuovi ‘bisogni’.

15/02/2023

Abbiamo un problema: il rinnovo della democrazia.
Giuseppe Longhi

Le elezioni regionali, per le regioni Lombardia e Lazio, si sono concluse con la schiacciante vittoria del variegato partito dell’astensione, che non avrà diritto di rappresentanza nei rispettivi Consigli regionali. La minoranza che ha optato per la scelta istituzionale, attraverso il voto, al contrario avrà il monopolio della rappresentanza. Questa rappresentanza sarà gestita da un’alleanza che promette un tranquillizzante controllo (fatto di ferrovie che arriveranno in orario -secondo tradizione - e di mitigazione delle liste di attesa per accedere alle cure sanitarie), della realtà dirompente che osserviamo quotidianamente, fatta da biblici cambiamenti climatici (che si manifestano attraverso lo scioglimento dei ghiaccia alpini lombardi e l’esaurirsi di storici cicli alimentari - la coltivazione del riso, la riduzione del numero degli sfalci,…..) e da altrettanto biblici cambiamenti tecnologici, che sostituiscono a ritmi esponenziali il lavoro umano.In sintesi, la maggioranza dell’invecchiato esercito dei votanti affida la governance ad una ‘bolla’ che ignora la realtà illudendosi di poterla controllare. La storia ci insegna che questi isolamenti dalla realtà hanno avuto esiti tragici. E’ evidente che i risultati elettorali sono l’ultima chiamata per il rinnovo di infrastrutture democratiche chiuse verso strutture democratiche aperte e resilienti, che siano inclusive, capaci cioè di comprendere e rappresentare l’intero universo dei cittadini, dagli alfabeti digitali agli analfabeti, che siano aperte all’impensabile offerto dalle nuove tecnologie e dai loro dirompenti effetti sociali ed ambientali.La democrazia è alla ricerca di una nuova generazione di statisti. Nel ricordo di Cattaneo, Romagnosi e Gioia, che da un punto locale seppero indicare al mondo intero la nuova scienza dello Stato, chi sarà la/lo statista lombardo che insegnerà i nuovi alfabeti della governance a una nuova classe di dirigenti pubblici e di cittadini creativi, proattivi, in sintesi, democratici?

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