Studio Baratello
Lo Studio Baratello, è da molti anni, uno dei principali punti di riferimento, a livello locale e su scala regionale, per le aziende e le persone fisiche, interessate all'attività di consulenza tributaria, finanziaria, societaria, contrattuale e di analisi di bilancio.
GOVERNO, ULTIMATUM A BCE: SCUDO ANTI SPREAD O EURO SARÀ SMANTELLATO
Inattesa invettiva su Twitter di Claudio Borghi della Lega alla Bce che chiede a Mario Draghi di mettere in piedi uno scudo anti Spread, altrimenti l’euro finirà per essere “smantellato”.
Il consulente economico del partito di governo, euroscettico alla testa della Commissione Bilancio alla Camera, sottolinea che non è soltanto lo Spread dell’Italia con la Germania che si sta ampliando, bensì anche quello di altre nazioni come la Spagna.
Borghi ha fatto capire che o la Bce offre una garanzia oppure l’euro sarà smantellato: non ci sono opzioni alternative.
“Vediamo se oggi cominciano ad accorgersi che salgono anche gli spread di Spagna e c. e che solo un fesso poteva pensare che con BCE inattiva potesse salire solo lo spread di un paese?”
“Io sono sereno come l’arcobaleno… ormai credo che il meccanismo sia innescato. O arriverà la garanzia Bce o si smantellerà tutto… Non vedo terze vie”.
Il fatto è che difficilmente la Bce può permettersi di offrire le garanzie di cui parla Borghi e dalle sale operative segnalano che l’uscita di Borghi rischia di mettere sotto pressione l’euro sui mercati finanziari.
BANCHE TENTANO DI RISCATTARSI, MA MERCATI TEMONO SCURE AGENZIE RATING
Dopo la nuova impennata dello spread, che ieri ha superato i 280 punti base, il governo – con il vicempremier Luigi Di Maio in prima fila – sta tentando di rassicurare i mercati, confermando l’impegno per la stabilità delle finanze pubbliche e il percorso per la riduzione del rapporto tra debito e Pil. Lo fa sapere in una nota Palazzo Chigi, uscita in seguito a un vertice di governosulla prossima legge di bilancio. All’incontro erano presenti il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i vice premier Matteo Salvini e Di Maio, nonché il ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria.
Detto questo i mercati temono il giudizio sulla qualità del credito italiano delle agenzie di rating internazionale,. che dovrebbe arrivare dopo l’estate. Intanto sul mercati secondario, i Btp recuperano qualcosa sul Bund con il differenziale di rendimentie che si restringe rispetto ai valori di ieri. Le Borse europee provano la risalita, con le banche che recuperano terreno dopo le vendite di ieri alimentate in particolare dalla crisi della lira e del debito turchi. I guadagni sono di circa mezzo punto percentuale nei primi scambi.
LIVEBLOG IN CORSO: GLI AGGIORNAMENTI SONO AUTOMATICI
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L’economia tedesca allunga il passo nel secondo trimestre del 2018: il Pil, secondo la stima preliminare dell’ufficio di statistica Destatis, si sarebbe espanso dello 0,5%, a fronte del +0,4% del trimestre precedente. Il dato sarebbe al di sopra delle attese degli economisti, che avevano intravisto un dato in linea con il trimestre precedente. L’aumento su base annua è stato del 2,3%.
L’indice dei prezzi al consumo ha superato il dato della stima preliminare, mettendo a segno un +0,3% a luglio (+2% su base annua, in linea con il dato del mese precedente).
L’inflazione armonizzata è, infine, aumentata dello 0,4% congiunturale, e del 2,1% su base annua.
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Nonostante il periodo difficile per il mercato immobiliare americano, Home Depot ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in ripresa e più alti delle attese per i suoi punti di vendita. La domanda di prodotti di stagione ha consentito al gruppo di ottenere un risultato convincente in un periodo difficile per il settore del mattone, in cui le vendite di nuove case monofamiliari sono calate negli Stati Uniti. A giugno il numero di case acquistate è sceso ai minimi di otto mesi e i dati del mese precedente sono stati rivisti decisamente al ribasso.
I titoli della catena di negozi di prodotti e attrezzature per la casa è in rialzo del 2,4% nel preborsa a quota 198,8 dollari. Il fatturato ha fatto meglio non soltanto delle stime, ma anche rispetto al primo trimestre, quando le condizioni meteo più rigide del previsto hanno influenzato negativamente la vendita di prodotti per la primavera. Le operazioni realizzate dai consumatori presso i rivenditori Home Depot sono cresciute del 3,1% nel secondo trimestre fiscale, che si è concluso il 29 luglio.
25 MINUTI FA
Con gli Usa in piena guerra commerciale con la Cina, i dati sui prezzi alle importazioni e alle esportazioni assumono una valenza particolarmente rilevante. I prezzi alle importazioni sono saliti più del previsto a luglio, balzando del 4,8% su base annuale, il rialzo più marcato da febbraio 2012.
Allo stesso tempo la crescita dei prezzi alle esportazioni ha subito un brusco rallentamento (da +5,3% su base annuale a +4,3%). Se contestualizzati escludendo il petrolio, tuttavia, i prezzi all’import sono scesi dello 0,1% su base mensile, facendo peggio delle aspettative di mercato che erano per un’espansione di altrettanta intensità. È il secondo calo mensile di fila.
I prezzi all’export in questo caso sono calati dello 0,5% dopo l’incremento dello 0,2% di giugno. Il principale fattore dietro alla frenata dei prezzi all’export è stato il valore delle esportazioni agricole Usa, che – complice la già citata disputa commerciale con la Cina – ha subito la contrazione più accentuata in più di sei anni di tempo.
TESLA: MUSK VUOLE LASCIARE WALL STREET, MA PER I MERCATI NON CE LA FARÀ
Dopo che Elon Musk ha cercato di offrire una spiegazione al suo tweet bomba sulla fuga di Tesla da Wall Street, gli investitori ora sanno che i soldi per finanziare l’operazione in teoria ci sono ma che le dichiarazioni sul buyout della casa di auto elettriche dell’imprenditore visionario ma spesso troppo impulsivo erano premature.
Le precisazioni di Musk sulla quota del 5% in mano ai fondi sauditi non hanno tranquillizzato i mercati che a giudicare dall’andamento del titolo ieri in Borsa non credono che Musk riuscirà facilmente a mandare in porto l’operazione. I titoli valgono tuttora meno della soglia di 420 dollari stabilito da Musk proprio nel famigerato tweet di qualche giorno fa.
Il top manager Musk ha poi fornito ulteriori dettagli sul suo piano di fare uscire Tesla dai mercati finanziari. In un tweet lunedì sera ha rivelato di essere al lavoro con legali e consulenti finanziari di alto profilo sull’operazione per cui ci sarebbe bisogno di circa $70 miliardi di finanziamenti.
“Sono entusiasta di lavorare con Silver Lake e Goldman Sachs come consulenti finanziari”, ha detto il co-fondatore e amministratore delegato di Tesla, che ha citato anche due importanti studi legali noti per il loro lavoro su casi complessi e di alto profilo.
Musk ha pubblicato un post sul blog che contiene osservazioni interessanti: “Tornando indietro di quasi due anni, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita mi ha contattato più volte sull’operazione di buyout di Tesla”.
Con queste parole Musk ha cercato di gettare acqua sul fuoco delle polemiche generate dal suo commento della scorsa settimana ai limiti dell’insider trading, in cui diceva di avere già trovato un “finanziamento garantito”. Con il messaggio l’imprenditore si era attirato su di sé le ire degli investitori ribassisti sui titoli della casa di auto elettriche americana.
“Ho lasciato l’assemblea del 31 luglio senza nutrire il minimo dubbio sul fatto che un accordo con il fondo sovrano saudita si sarebbe potuto concludere e sul fatto che si trattasse solo di far procedere le cose”, scrive Musk nel post.
A parte le risorse necessarie al finanziamento dell’operazione, restano una serie di dubbi intorno al tentativo di Tesla di abbandonare la quotazione in Borsa. Per esempi rimane da chiarire se con i suoi tweet martedì della settimana scorsa Musk abbia violato o meno i regolamenti di mercato. La fuga di Tesla dalla Borsa Usa non si può insomma ancora dare per certa.
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