In.FEST.ante
26/04/2026
il viaggio sensoriale di “Orbite” al TingelTangel
Stasera ho assistito a “Orbite”, il solo per chitarra elettrica di Stefano Danusso. Più che un concerto, è un lavoro costruito sull’incontro tra musica e immagini: deserti, paesaggi naturali e cieli notturni accompagnano l’intero sviluppo sonoro.
Le composizioni si susseguono come ambienti da attraversare. Il linguaggio di Danusso, spesso intimo e melodico ma aperto alla sperimentazione, amplia le possibilità della chitarra, trattata come uno strumento quasi orchestrale, capace di passare da sonorità rarefatte a momenti più densi.
Nel corso dello spettacolo, però, la relazione tra suono e immagine resta per lo più diretta: funziona, ma raramente crea uno scarto o una tensione inattesa. Questo rende il flusso molto compatto, ma anche piuttosto uniforme nella dinamica complessiva.
Si riconosce chiaramente l’esperienza di Danusso, attivo da oltre vent’anni nella scena indipendente torinese. Chitarrista e compositore, ha attraversato progetti diversi dai Cletus ai Ma.Ca.Bro fino a Totò Zingaro muovendosi tra formazione jazz e classica ed esperienze rock e sperimentali.
Nella dimensione raccolta del TingelTangel, “Orbite” resta comunque un’esperienza immersiva e ben costruita, che trova la sua forza proprio nella sua compattezza. E poi, comunque, è sempre bello conoscere da vicino il mondo dei chitarristi.
Grazie
Aprile
08/02/2026
Performance sonore alle OGR Torino tra caos e bellezza
Alle OGR Torino, l’evento con gli artisti giapponesi Rie Nakajima e Asuna Arashi ha mostrato fin da subito le sue contraddizioni. Molti spettatori, pur avendo il biglietto, non sono riusciti ad accedere alle performance o alla mostra: file disordinate, indicazioni poco chiare e accrediti mal gestiti hanno creato confusione e frustrazione. In mezzo al caos, l’unica figura davvero accogliente era una donna delle pulizie, capace di sorridere e aiutare chi era perso tra le file.
Non ho potuto assistere alla performance di Rie Nakajima, ma chi era presente ha raccontato di uno spazio troppo affollato per godere appieno dei suoi interventi delicati e minimi, basati su gesti sonori e materiali semplici. Un’occasione persa, che però non riduce il valore del suo lavoro, fondato sull’ascolto attento e sulla percezione dello spazio più che sulla spettacolarità.
Alle 19:00, invece, sono riuscita a vedere Asuna Arashi con il suo 100 Keyboards. Oltre cento tastiere giocattolo disposte in cerchi concentrici producono la stessa nota, ma le differenze di accordatura e timbro tra gli strumenti creano un suono stratificato, fatto di battimenti e interferenze, che cambia a seconda di dove ci si trovi nello spazio. Muoversi nell’installazione significa diventare parte dell’opera, sperimentare un tempo sonoro ipnotico che cattura e immerge l’ascoltatore.
Nonostante il caos iniziale e i problemi organizzativi, la performance riesce a imporsi per la sua semplicità, coerenza concettuale e capacità di trasformare strumenti elementari in un’esperienza intensa e coinvolgente. Malgrado tutto, il lavoro di Arashi resta memorabile e conferma quanto queste pratiche sonore meritino spazi attenti e cura per il pubblico, capaci di rispettare l’attenzione che gli artisti dedicano al suono. Foto e video Antonello Vaccaro Grazie !
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Turin
10143
Orario di apertura
| Martedì | 15:00 - 19:00 |
| Mercoledì | 15:00 - 19:00 |
| Giovedì | 15:00 - 19:00 |
| Venerdì | 15:00 - 19:00 |
| Sabato | 15:00 - 19:00 |