PiemontExperience

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Photos from PiemontExperience's post 23/11/2021

🔴 Affrescata da più di 6000 metri quadri di affreschi, la cupola del Santuario di Vicoforte è la più grande al mondo tra quelle di forma ellittica ed è la quinta, per dimensioni, dopo San Pietro in Vaticano, il Pantheon di Roma, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze e la cupola del Gol Gumbaz in India.

🔵 Dedicato alla Natività di Maria Santissima, il complesso “Regina Montis Regalis” è uno dei principali capolavori del Barocco piemontese, stile architettonico affermatosi nella regione da fine ‘500 a inizio ‘700 con l’ascesa del regno Sabaudo. Lo stile è caratterizzato da linee sobrie all’esterno delle costruzioni e ricchissime e scenografiche composizioni architettoniche all’interno.

🟠 La costruzione del pilone che originò il Santuario si colloca intorno al 1500. Una tradizione tramanda che esso fu l’omaggio di un fornaciaio, su suggerimento della figlia, per ottenere dalla Madonna la grazia del sole: il cattivo tempo impediva una buona cottura dei mattoni necessari per la costruzione del castello di Vico, antico nome di Mondovì. Il nome deriva infatti da “Mont ëd Vi“, cioè “il monte di Vico” (“Vi” abbreviato): gli abitanti di Vico, ribellatisi al Vescovo d’Asti feudatario del territorio, la fondarono con Monastero e Carassone. Nel 1592 lo sparo accidentale di un cacciatore, Giulio Sargiano, colpì inavvertitamente l’effigie ormai nascosta dai rovi e dalla boscaglia: tale fatto, seppure accidentale, venne considerato nefasto dalla popolazione già decimata da peste e miseria al punto che i vicesi si convinsero a chiedere l’aiuto del cielo. Nel 1594 attorno al pilone fu costruita, ad opera del diacono del vicino borgo di Fiamenga, Cesare Trombetta, una prima ca****la in ringraziamento alla Madonna che in breve tempo raccolse intorno a sé un gran numero di fedeli provenienti da tutto il Piemonte. L’interesse per tale devozione colpì profondamente la moglie del Duca Carlo Emanuele I, figlia di Carlo V di Spagna, che si adoperò per informare i fedeli, al di fuori dei confini nazionali, dei fatti prodigiosi avvenuti intorno a quella ca****la. Persone da ogni dove giunsero sul posto, incrementando il commercio, lo sviluppo urbano e le ricchezze al punto che furono necessari opere urbanistiche di importante rilievo, tra cui un piccolo acquedotto, il primo in questi luoghi, per dissetare i fedeli.

🟢 Il Vescovo di Mondovì, si fece promotore della costruzione di un grande tempio della fede per l’accoglienza dei fedeli. Il progetto venne assecondato dal Duca Carlo Emanuele I che ne appoggiò la realizzazione, intenzionato a farne il luogo di sepoltura per i defunti di casa Savoia, ad imitazione di quello spagnolo, l’Escurial. Fu nominato a capo del progetto l’architetto orvietese Ascanio Vitozzi, (Orvieto, 1539 – Torino,1615), che ne previde la forma ellittica. Egli seguì da giovane la carriera militare, arruolandosi nell’esercito pontificio finchè venne nominato architetto militare da Emanuele Filiberto di Savoia. Giunto nella capitale, Torino, allora in fermento rinnovativo, si dedicò anche all’architettura civile ed è oggi riconosciuto come antesignano del primo barocco piemontese. La costruzione si scontrò ben presto con gravi problemi statici a causa dell’errata scelta del sito, caratterizzato dalla presenza
di strati di terreno argilloso, al punto che il cantiere venne abbandonato. Le funzioni religiose per i successivi 200 anni furono officiate nella piccola ca****la voluta dal suddetto Cesare Trombetta. Nel Settecento avvenne una forte spinta alla ripresa dei lavori nonostante si scelse di destinare la Basilica di Superga di Torino come mausoleo per famiglia regnante. L’architetto Francesco Gallo (Mondovì, 1672 – 20 giugno 1750) fu impegnato per oltre trent’anni nel completamento del Santuario. Egli realizzò un tamburo alleggerito da grandi finestrature, progettando nel 1731 la cupola ellittica e la cosiddetta “lanterna” che la sovrasta, donando una luce all’interno dell’edificio che in particolari condizioni dona un’aura quasi mistica agli affreschi. Il geniale Francesco Gallo all’epoca aveva sono 29 anni. Sorprende che, fino ad allora, egli avesse lavorato solo per chiese di piccole dimensioni come la Parrocchiale di Frabosa Soprana o la Parrocchiale di Carrù.

🟣 Nella seconda metà dell’Ottocento il tempio venne dichiarato monumento nazionale attraverso un regno decreto del 1880. Già all’epoca fu necessaria una serie di interventi per sistemare definitivamente la facciata principale e di ponente, la copertura della cupola in rame e l’adattamento dei campanili, cui partecipò con un progetto anche l’architetto Antonelli. Ulteriori lavori di manutenzione furono avviati a inizio anni Ottanta per il risanamento del terreno e delle fondamenta necessari per consentire un migliore drenaggio delle acque. Nel 1985 si procedette a un ulteriore restauro della struttura e delle pitture: oltre a lavori di consolidamento, si restaurò il grande affresco che conserva ancora oggi una sorprendente luminosità ed al fissaggio delle lastre esterne in pietra arenaria.

🟡 I numeri della cupola sono sorprendenti: alta 74 metri, con un diametro maggiore di oltre 36 metri ed uno minore di 25. Conclusi i lavori di costruzione, che vennero ultimati solo nel XIX secolo con le tre facciate ed i campanili, giunse il momento di iniziare a pensare alla decorazione.

Photos from PiemontExperience's post 16/11/2021

🔴 La Basilica di Sant’Andrea a Vercelli rappresenta uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia. Costruita in un breve lasso di tempo dal 1219 al 1227 per volere del Cardinal Guala Biccheri, ha esposto per la prima volta in Italia la Magna Charta Libertatum, nel 2019.

🔵 Prima fra tutto troneggia la facciata a capanna costruita in mattoni e pietra locale, sormontata da due snelle torrette e decorata da tre stupendi portali strombati a tutto sesto. Tra questi il portale centrale e quello si sinistra sono decorati tutt’oggi con lunette scolpite attribuibili alla scuola antelamica raffiguranti rispettivamente il martirio di Sant’Andrea, e il fondatore Biccheri in atto di donare la chiesa al Santo. L’interno è a croce latina suddiviso in tre navate scandite da campate con volte a crociera costolonate e archi a sesto acuto. Direttamente sul capocroce del transetto si affaccia l’abside centrale in cui si trova l’altare maggiore e un bellissimo coro ligneo del XVI secolo, illuminati dal grande rosone che domina la testata rettangolare dell’abside.

🟣 Adiacenti all’abside centrale si trovano inoltre quattro cappele laterali(due per lato) e all’interno di una di queste si trova tutt’ora la tomba di Tommaso Gallo, primo abate di Sant’Andrea. L’incrocio del transetto è poi sormontato da un tiburio ottagonale sempre costruito in mattoni mentre la torre campanaria che affianca la l’edificio sulla destra è più tarda e risale al XV secolo.

🟠 Sulla sinistra invece la chiesa è affiancata da un chiostro che in origine ospitava i canonici vittorini a cui era affidata la gestione dell’Abbazia; tra gli ambienti del chiostro: vi sono il Piccolo Studio e l’Aula Magna dell’Università del Piemonte Orientale che occupano gli spazi un tempo destinati rispettivamente alla Foresteria e al refettorio. Infine vi è la sala Capitolare che conserva le sue forme medievali e ospita una dolcissima Madonna col Bambino di Bernardino Lanino.

🟢 Per le sue straordinarie peculiarità la critica oggi lo ritiene un episodio unico del suo genere sia in Italia che in Europa.

Photos from PiemontExperience's post 15/11/2021

Arroccato sul Monte Crovero e immerso in un ambiente di elevato interesse naturalistico e geologico, il Castello di Montalto Dora si erge a guardia del Canavese e dei Cinque Laghi di Ivrea.

Antica fortezza restituita alla storia grazie a lungo ed attento restauro, invita ad un percorso a ritroso nel tempo, tra presenze medievali e suggestioni gotiche. Nell’antichità funzionava da fortezza a guardia della piana lacustre di Ivrea e della strada che conduce in Valle d’Aosta. Risale infatti alla metà del XII secolo, ma ha subito nei secoli molteplici distruzioni, riedificazioni e ristrutturazioni, sino ad assumere, nel 1890, con il restauro progettato da Alfredo d’Andrade, l’aspetto che, grosso modo, ha conservato sino ad oggi.

Il parco annesso al Castello presenta alcune specie tipiche della flora pedemontana ed essenze arboree quali la quercia, il frassino comune, il castagno ed i ciliegi selvatici.
Oggi di proprietà privata, il castello è parte integrante del borgo di epoca romana su cui sorge ed ha pianta quadrata irregolare con una doppia cinta. Un’alta torre domina la parte interna intorno al mastio, l’annessa ca****la, gli ambienti in parte visitabili e il camminamento di guardia.

Photos from PiemontExperience's post 13/11/2021

Quando la regina delle carni incontra il re dei vini nasce il Brasato al Barolo, uno dei piatti tipici della tradizione langarola e piemontese, perfetto da preparare nelle giornate d'autunno! 🍂🍁🌰
Si tratta di uno stufato cotto a lungo nell'omonimo celeberrimo vino amato dal Conte di Cavour, dove l'inconfondibile sapore dell' "arrosto della vena" o "cappello del prete", taglio ricavato dal quarto anteriore dei bovini appartenenti esclusivamente alla razza piemontese, si unisce con le qualità organolettiche del rosso delle Langhe, la cui produzione è consentita in soli 11 comuni.

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