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17/06/2026

STATO SPAGNOLO, VISITA DEL PAPA IN MASCHERA "PASTORALE"

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La visita di Leone XIV ha messo in luce lo stretto legame tra la Chiesa cattolica e le istituzioni statali. In un contesto di crescente secolarizzazione, questa visita riaccende il dibattito sui privilegi, gli abusi, le complicità e il finanziamento pubblico della Chiesa, nonché sull’opposizione della gerarchia cattolica a importanti conquiste democratiche e sociali

🔴 IL PAPA IN TOUR

Non solo per vedere il mondo e mescolarsi alla gente comune, ma anche perché ha una missione: nonostante l’opulenza del Vaticano, quest’ultimo non può evitare le sue numerose sfide. Non solo la fede e la pratica religiosa stanno diminuendo, in particolare tra i giovani e in tutti i paesi (il che non è incompatibile con una forma minoritaria, e a volte straordinaria, di fondamentalismo), ma la concorrenza è feroce, specialmente da parte delle chiese evangeliche più reazionarie, la cui crescita conta sul sostegno di Trump.

Inoltre, nei suoi bastioni storici dell’America Latina e dell’Europa meridionale, la Chiesa cattolica osserva con costernazione che non solo avanza la secolarizzazione, ma che le lotte sociali stanno ottenendo progressi nei diritti delle donne, compreso l’aborto, così come in quelli delle persone LGBTQIA+.

Francia, Spagna, Portogallo e persino l’Italia sono “territori di missione”, fortunatamente senza conquistatori né «guerrieri di Cristo Re», ma piuttosto come all’epoca del Concilio di Trento, quando si invitava il popolo ad ammirare la bellezza delle cattedrali costruite con il proprio denaro e sudore, a contemplare belle immagini, ad ascoltare musica liturgica e a obbedire ai sacerdoti in tutte le questioni della vita terrena.

🔴 BENEDIZIONI E MIGLIAIA DI FEDELI RIUNITI

Il Papa inaugura la Sagrada Familia, ormai quasi terminata, e Gaudí viene acclamato (il suo fervente cattolicesimo non sminuisce affatto il suo talento, né la strumentalizzazione del Barocco ci fa dimenticare le sue meraviglie artistiche). Si parla addirittura di una sua possibile canonizzazione.

Leone XIV ha radunato f***e di fedeli a Madrid e Barcellona, con un’importante copertura mediatica. Il problema non sta qui, anche se la compiacenza della maggior parte dei giornalisti, che si astengono dal porre domande scomode come quelle relative alle proprietà immobiliari della Chiesa cattolica, alla sua innegabile misoginia, al suo rifiuto delle rivendicazioni LGBTQ+, agli abusi sui minori nelle chiese spagnole e ad altre posizioni reazionarie che non vengono mai messe in discussione, risulta sorprendente e indignante.

🔴 LA CLASSE POLITICA IN GINOCCHIO

Ma la cosa più scandalosa è che la stragrande maggioranza della classe politica si sia piegata al Papa, e che tutte le istituzioni abbiano collaborato al finanziamento di questo evento. Se un tempo la Francia era considerata la figlia maggiore della Chiesa, la Chiesa rimane la preferita dello Stato spagnolo. Il Concordato firmato con Franco nel 1953, leggermente modificato nel 1979, le garantisce ancora privilegi e introiti considerevoli. Come c’era da aspettarsi, la destra lo sostiene, ma i governi “progressisti” si guardano bene dall’abrogarlo.

Il Papa non è venuto per offrire (siano esse in catalano, spagnolo o latino) le scuse del Vaticano per il suo sostegno alla «crociata» franchista, né per mettere in discussione l’appoggio di quasi tutto l’episcopato alla rivolta militare franchista. Il desiderio della gerarchia cattolica di imporre la propria morale particolare a tutta la società è ancora molto presente. Ciò si è manifestato nella sua opposizione al matrimonio civile e al divorzio (legalizzati nel 1931 e poi aboliti da Franco), all’istruzione laica, ecc. Costretta ad arretrare a livello istituzionale, la Chiesa si oppone ancora risolutamente — e il Papa si è affrettato a ricordarlo — al diritto all’aborto, così come al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Ma invece di denunciare tutta questa ipocrisia, la maggior parte dei cosiddetti politici di “sinistra” ha moltiplicato i propri inchini e i commenti entusiastici, nella speranza che le parole del Santo Padre possano smuovere alcuni elettori. Che uomo coraggioso e che bravo Papa, che invita alla fratellanza con i nostri fratelli e sorelle immigrati, è aperto al dialogo e non propone di riaccendere i roghi per purificare il mondo da eretici, omosessuali e altri orrori condannati dalla sua Chiesa!

Deplorevole è stata anche la posizione dei “catalanisti”, disposti ad assistere alla messa se celebrata in catalano. Che argomento affascinante, senza dubbio più importante della questione della casa (anche se la Chiesa è una grande proprietaria), degli stipendi e della precarietà del lavoro! La Generalitat e il Comune di Barcellona (guidato dal PSC, Partido de los Socialistas de Cataluña) si sono mobilitati e sono stati molto generosi durante la visita papale, più attenti alle richieste della Chiesa che a quelle dei docenti in lotta.

Questi falsi socialisti e pseudocatalanisti hanno persino tradito il programma repubblicano tradizionale, ovvero l’esigenza democratica di una completa separazione tra lo Stato e le istituzioni pubbliche da un lato e le chiese dall’altro, il che richiede l’abrogazione del Concordato e l’abolizione di ogni finanziamento, sia esso palese o occulto, in particolare per l’istruzione privata.

🔴 SENSIBILITÀ VERSO GLI IMMIGRATI? DALLE PAROLE AI FATTI

Le parole di Leone XIV sulla sofferenza dei migranti, i naufragi e la necessità di integrazione sono il minimo che si possa dire della barbarie razzista dei governi europei e della drammatica realtà delle persone che cercano disperatamente asilo. Tuttavia, il Papa evita di indicare con nome e cognome i responsabili politici e istituzionali di questa tragedia: i governi dell’Unione Europea, la Commissione Europea e gli Stati che sostengono la politica dell’“Europa Fortezza”, responsabile della militarizzazione delle frontiere, del finanziamento delle deportazioni, dell’esternalizzazione delle espulsioni e della trasformazione del Mediterraneo e dell’Atlantico in fosse comuni per migliaia di esseri umani.

Mentre invoca la solidarietà e l’integrazione, la Chiesa porta avanti una critica astratta che non mette in discussione in modo coerente le cause profonde del dramma migratorio. Non denuncia il saccheggio economico dell’Africa e di altri paesi dipendenti da parte delle multinazionali europee, né il ruolo delle potenze imperialiste nelle guerre, nell’indebitamento e nella distruzione di intere economie che costringono milioni di persone ad abbandonare le proprie case. Le parole di compassione verso i migranti contrastano così con il silenzio di fronte a chi erige muri, finanzia centri di detenzione e fa della persecuzione dei migranti una politica di Stato.

🔴 LE ISTITUZIONI MARCE DEL SISTEMA

In definitiva, la Chiesa e lo Stato borghese agiscono storicamente come pilastri complementari di uno stesso ordine sociale basato sullo sfruttamento economico e sull’oppressione di genere, sessuale e sociale. Attraverso le loro istituzioni, leggi e meccanismi di influenza ideologica, contribuiscono a sostenere rapporti di dominio che riproducono disuguaglianze, discriminazione e privilegi per le classi dominanti. Di fronte ai mali del sistema capitalista, è necessario lottare per la completa separazione tra Chiesa e Stato, l’eliminazione di ogni ingerenza religiosa nella vita pubblica, la piena parità di diritti per le donne e le persone LGBTQIA+, e la costruzione di una società libera dallo sfruttamento, dall’oppressione e dalle ideologie reazionarie utilizzate dal sistema capitalista per giustificare e perpetuare tali forme di dominio. Una società che non può che essere socialista.

📰 Gérard Florenson e Rubén Tzanoff

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