MDMart
15/03/2022
Un racconto inedito e sorprendente dedicato ai depositi del museo della Galleria d'Arte Moderna di Milano, che si sviluppa attraverso un allestimento speciale, concepito dall’artista stessa lungo le cinque sale della Villa Reale dedicate alle esposizioni temporanee.
Il percorso espositivo riunisce un corpus di circa 25 immagini tra stampe fotografiche su carta, una stampa su gesso e due sculture provenienti dal deposito sculture della GAM di Milano.
Elisa Sighicelli | Untitled (9590), 2021, stampa fine art e pigmenti in cornice di legno, 208×158x4 cm
Opera esposta presso la mostra:
As Above, So Below | Elisa Sighicelli a cura di Paola Zatti
Galleria d’Arte Moderna, Milano
29.3 >> 3.7. 2022
07/02/2022
◾ C'è qualcosa che sobbolle nei nostri sonni inquieti. Si tratta di un dubbio che tutte le sere ci portiamo appresso: la nostra fortezza dove giace? nel luogo che abitiamo?
◾ E se tutto crollasse? mi pare che non abbiamo nulla di molto di stabile che ci sostiene. Sì, metto in dubbio anche questo luogo, la mia casa. E se anche questo fosse semplicemente un desiderio inconscio di un luogo sicuro?
◾ Proviamo a salire allora. Vi si accede dai pioli di una traballante scala, su in salita ci imbattiamo in alcuni vasi, lì si custodiscono i sogni, vi straboccano come cascate. A guardarli bene fanno venir sete anche perché hanno una strana fisicità, sono filamentosi ed
hanno il colore della sabbia del mare appena bagnata. Poi su per il cammino incontro anche delle piccole piramidi in ceramica, strane forme, attimi imponderabili, piccole epifanie estetiche.
◾ So cosa state pensando. No, non è affatto un bric-à-brac, ogni elemento è calcolato al limite, si tratta di un gioco a quattro mani estremamente ingegnoso, vi abbiamo lavorato come degli alchimisti per creare questi strambi equilibrismi!
◾ Giunto nel mio luogo me ne sto lassù, sguardo verso il cielo, così distendo il mio braccio, giusto per assicurarmi che questo desiderio non rimanga inconscio.
◾ Chiudo gli occhi e mi lascio cullare dal ritmo traballante di tutto ciò che in realtà dovrebbe sorreggermi. Sono alla sorgente dei miei desideri, così godo la possibilità di reificarli. Ed ora silenzio, chiudo gli occhi e mi lascio dondolare dal mio equilibrio instabile.
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Il continuo desiderio inconscio di un luogo sicuro
Installazione site-specific di Gian Maria Marcaccini e Valerio Di Fiore
Tubi e giunti di metallo, legno, ceramica dipinta, canapa tinta, materasso gonfiabile
210x320x130 cm, 2022
Materia Nova a cura di Massimo Mininni
Ph. Credit Alessandro Vasari
19/01/2022
La metamorfosi ha un suono. Inizialmente è acuto, poi si tramuta e diventa grave, fino a ripartire nuovamente per raggiungere il suo zenit, ma attenzione, non è un concerto è un'alterazione sonora. A sottofondo di quel suono si generano immagini visive postumane, in cui la natura dell'uomo vive una tensione fisica all'insegna della propria fragilità e transitorietà.
In queste figure metamorfiche emergono codici e simboli della nostra tradizione pittorica, tuttavia i rimandi esatti ci sfuggono. Pertanto, si sprigiona un chiaro sentimento secondo cui amare la tradizione non significa adorarne le ceneri, ma custodirne il fuoco creativo.
Proprio da quel fuoco, si ergono con sconcertante evidenza ed allucinante assurdità nuove figure fluttuanti in un plasma rosso che abbacina i nostri occhi ed orecchie.
Alessandro Giannì
A sound that Trasmutes Everything
Olio su tela | 183x150 cm, 2021
Opera esposta presso la collettiva:
Global Song a cura di Fiona Lu
Marion Bataillard, Jade Ching-yuk Ng, Alessandro Giannì, Gao Hang,
Hao Zecheng, Diren Lee, Rhiannon Salisbury, Ruby Swinney, Jessica Williams
Dal 1.6>>2.12.2022
Hong Kong, H Queen's
17/01/2022
Esiste certamente un lessico della sparizione, in cui tutto viene annientato per essere risucchiato in un buco dall'alone chiaro, una candida furia devastatrice, per intenderci.
Là dentro le architetture industriali della nostra città si disintegrano, per poi ricomparire in un lampo accecante, pulite ordinate regolate da armoniche leggi ambientali, secondo un patto silenzioso tra il mondo e la sua struttura.
Ma a noi non ci è dato conoscere i patti di sparizione. Siamo gli spettatori passivi di queste misteriose assenze regolate da qualcuno che decide per noi gli equilibri delle cose.
Alex Ghandour, Gases for life, 2021, fotografia su dibond, Ph.Credit Marco De Rosa
60 x 90 cm, Courtesy Spazio In Situ
Opera esposta presso la mostra:
Un ipotetico corso, 2021, Spazio In Situ, Roma
11.12.2020>>22.1.2022
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