Simona Flavia Malpezzi

Simona Flavia Malpezzi

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06/05/2026

Per una politica davvero libera e per tutti: scrivi M20 nella tua dichiarazione dei redditi.

06/05/2026

Nella settimana della vittoria del ventunesimo scudetto dell’Inter, perdiamo un campione di un altro scudetto, quello di quando ero piccola. Troppo piccola per ricordarmi quei giorni ma non per dimenticarmi quel nome e la stima e l’amore che i tifosi come mio papà nutrivano per lui. Un signore. Sempre. Anche negli anni successivi quando in molti lo hanno conosciuto nelle trasmissioni sportive. Buon viaggio Evaristo Beccalossi.

03/05/2026

Oggi abbiamo provato a nostro modo a comunicare e le cose che ci siamo dette rimangono tra noi, negli sguardi, nei baci, negli abbracci. Ti voglio bene mamma.

02/04/2026

Nella giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo non posso non postare questa foto del gennaio 2018 quando non era già più di un sogno ma non era ancora quello che é oggi. In questa foto ci sono due dei ragazzi storici meravigliosi e ci sono Nico Acampora, volto,,testa, cuore, motore di tutto (quanta strada da allora) e che nella scorsa legislatura quando io ero capogruppo al Senato, ha lavorato attivamente sul tema per avere le prime norme riguardanti il lavoro. Perché É vietato calpestare i sogni e chi crede nei sogni va avanti. C’eravamo allora, Nico, ci saremo sempre. Grazie a tutti i ragazzi, alle famiglie, ai volontari, di Pizzaut e di tutte le esperienze che mirano a dare dignità e rispetto.

26/03/2026

Sono profondamente perplessa dalla scelta di alcune testate giornalistiche di pubblicare in home page il video girato dal ragazzino autore dell’accoltellamento della docente.
Mi chiedo sinceramente: cosa aggiunge quel video alla comprensione dei fatti? Quale valore informativo apporta rispetto alla ricostruzione della notizia? La sua diffusione non sembra rispondere a un’esigenza di approfondimento o di interesse pubblico, ma piuttosto rischia di alimentare dinamiche di spettacolarizzazione che, a mio parere, nulla hanno a che fare con il diritto e con la sacrosanta libertà di informazione.
Qui non siamo di fronte a un contenuto necessario per capire, ma a un materiale estremamente sensibile che coinvolge una vittima, una comunità scolastica e un minore.
Il diritto di cronaca comporta anche una responsabilità: quella di scegliere cosa pubblicare e come farlo, nel rispetto delle persone e del contesto, soprattutto quando si tratta di episodi di violenza e di soggetti vulnerabili.
Per queste ragioni, ritengo che la decisione di mettere in evidenza quel video sia profondamente discutibile e meriti una seria riflessione. Informare non significa mostrare tutto. Significa, al contrario, esercitare un giudizio consapevole su ciò che è davvero utile alla comprensione dei fatti, evitando di trasformare il dolore e la violenza in contenuto da consumo.

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