Marco Cacciatore
90 minuti di applausi al Sindaco Cecchi: gli si contestano possibili violazioni di norme e lui...conferma!
Incredibile ma vero, nel suo video di risposta a diverse critiche, tra le quali l'argomento Piano Urbanistico Generale Comunale (PUGC), il sindaco Cecchi dichiara che tra i terreni sui quali si abbatteranno cubature, ci sono anche quelli di suoi parenti entro il 4º grado.
La Legge (l'art. 78 del Testo Unico Enti Locali), impone agli amministratori di astenersi dal votare e intervenire su atti che coinvolgono interessi propri o di parenti (fino al 4º grado, appunto). La stessa disposizione sembra escludere i piani urbanistici dall'obbligo di astensione, salvo che non rilevi una "diretta correlazione" tra la decisione e gli interessi propri o di parenti coinvolti.
Intanto, preme ricordare che lo stesso Cecchi, nel 2021, quando questo piano era in fase di adozione, ma ispirato alla riduzione del consumo di suolo, non solo si astenne ma era assente: se risultasse vero che le modifiche (anzi la "Revoca e approvazione"), promosse dall'attuale amministrazione di Marino sul Piano adottato, avessero aumentato la cubature su quei terreni, allora decadrebbe anche la difesa del sindaco, che tuttavia ha votato un Piano che prevede cubature o aumenti di cubature su terreni di proprietà di suoi parenti: ora che ce lo ha detto in mond visione, possiamo starne certi. E c'è chi dice che questo aumento sia dimostrato carte alla mano... Per non considerare poi che il Sindaco, sempre nel video di cui sopra, ha identificato privati cittadini che hanno inoltrato ricorso alle sedi giudiziarie competenti: violazione della privacy lampante, in una questione del tutto delicata.
Poi però c'è il piano che, anche al di là del conflitto di interesse, si è avvalso di una prima fase di adozione a riduzione di suolo, passata per la Regione che ha di conseguenza prescritto minori interventi a servizio di nuove edificazioni, per prevedere nella successiva fase di approvazione, una volta salito a palazzo colonna, l'insediamento di 300.000 mq su terreni agricoli (che in termini di metri cubi potrebbero oltre che triplicarsi, tra premi di cubatura e compensazioni). E questo avverrebbe a parità di prescrizioni regionali: praticamente costruire senza servizi, come accaduto a Marino e non solo per decenni, diverrebbe un obbligo. Se non fosse che, oltre alla fase giudiziaria, ci sarà anche il passaggio amministrativo in Città Metropolitana. È lì, mettendo a confronto la Valutazione Regionale che indicava minori interventi, in ragione della riduzione del consumo di suolo, e l'estremo aumento di insediamenti previsti, vedremo se si darà parere favorevole (se sì, sarò curioso di leggere le motivazioni).
Ultimo ma non ultimo, il PUCG dovrebbe essere uno strumento a partecipazione estesa. Invece, per questo provvedimento, la Giunta Cecchi ha anche disposto una vera e propria tagliola sulle osservazioni, che di fatto ha impedito l'esercizio del diritto di partecipazione.
Vedremo tra tutte queste strade, quale sarà la più breve per dimostrare in maniera formale quello che è già evidente nelle carte: questo PUCG no s'ha da fare, per il bene dei cittadini.
26/09/2025
Marco Cacciatore e la lotta contro il cemento a Marino: una figura di valore per fermare la nuova colata di Cecchi ‒ Noi Cambiamo Ancora una volta ad emergere nella seconda Assemblea pubblica del 24 settembre, nelle analisi e nella strategia per contrastare il Piano Urbanistico Comunale Generale (PUCG) del cemento voluto da Cecchi e dalla sua 'ridotta' maggioranza, è stato proprio lui, Marco Cacciatore. Sarà per le sue compe...
PIETRALATA: DOPO LO STADIO ANCHE LA BEFFA
Ciao Facebù, chi si rivede…
C’era una volta (e per fortuna) il progetto di Stadio della Roma a Tor di Valle. Un insediamento nato male, che prevedeva opere faraoniche a spese di un’impresa, affidataria della proponente AS Roma, che evidentemente non avrebbe potuto sostenerle. Si provava a spiegare, all’epoca, come i lavori avrebbero tenuto bloccata la città, che il sistema di trasporti previsto, con preminenza di quello su rotaia, prospettava scenari davvero poco realizzabili, che la stessa AS Roma sarebbe stata costretta a spese esose per finanziare misure alternative sulla mobilità, nelle more della realizzazione di tutte le infrastrutture necessarie – ammesso e non concesso che avrebbero mai visto luce. Quel progetto fu interessato da scossoni giudiziari, che tuttavia non furono sufficienti a vederlo tramontare. Costò la “testa” (solo quella politica, perché quella intellettuale per fortuna è ancora lì ben salda) al grande Assessore all’Urbanistica, della allora Giunta Capitolina a 5Stelle Paolo Berdini. Eppure il progetto fu portato avanti dal punto di vista politico, fino al ritiro da parte della AS Roma stessa (squadra presieduta da immobiliaristi, ormai da anni).
Oggi il progetto di stadio si è spostato, con una Giunta di centro-sinistra, sul quadrante di Pietralata. Prendendo “in prestito” cubature del vecchio progetto dello SDO – col quale, fino a fine anni ’90, si prevedeva la dislocazione di ministeri, università e altri uffici, lo stadio di Pietralata dovrebbe sorgere in uno dei pochi spazi verdi rimasti sul territorio del IV Municipio di Roma. In molti definiscono quello spazio come un ammasso di rifiuti abbandonati, ma chi lo ha visitato ha potuto testimoniare che così non è. Se il progetto di Tor di Valle rischiava di essere “catastrofico” dal punto di vista della mobilità (così lo definì un parere illustre, se non sbaglio del Politecnico di Torino: poi rivisto), quello di Pietralata risulta un abominio, ancor più irrealizzabile. La sola Stazione Tiburtina, una delle tre interessate dal progetto, stando al trasporto ferroviario, dovrebbe in teoria ospitare 18000 utenti in più i giorni delle partite, che nel caso di competizioni infrasettimanali si sommerebbero, in piena ora di punta, ai pendolari che quotidianamente si servono dei trasporti pubblici a Roma: già proverbialmente carente. Non solo. Nel progetto preliminare si parlava di passaggi pedonali che avrebbero consentito di raggiungere lo stadio dalle stazioni, così come di altre opere di alleggerimento o a compensazione, che avrebbero dovuto garantire maggior vivibilità e sostenibilità dell'indotto previsto intorno alla stadio. Almeno uno di quei ponti pedonali, sembra invece essere sparito dalle carte del progetto definitivo. Stando poi al terreno di insediamento, è individuato come verde pubblico nel Piano Regolatore di Roma e, negli anni, si sono sommate in quell'area le individuazioni archeologiche, mentre sono evidenti i requisiti che potrebbero ben farlo classificare come bene paesaggistico. Anziché pensare a riqualificare quello spazio verde, rendendolo fruibile per la cittadinanza, si pensa piuttosto di ricoprirlo con l’ennesima, insostenibile e insopportabile colata di cemento. C’è però da dire che, rispetto al progetto che fu su Tor di Valle, questo differisce per le spese: mentre lì erano in capo all'impresa - il che le rendeva poco credibili, qui le più importanti ed esose sarebbero in capo alle casse pubbliche.
Per quanto da parte regionale, negli ultimi anni, si sia assistito a una sempre più preoccupante semplificazione per l’approvazione delle varianti ai Piani regolatori; nonostante Roma, come molti Comuni, non si sia adeguata al Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) – che individua e rende definitivi i vincoli, dopo 22 anni di vacatio; benché quell’adeguamento dovrebbe essere condizione necessaria per procedere alle varianti, con visione di insieme e rispetto per le aree di pregio, la Regione ha “premiato” Roma e le Città del Lazio capoluogo di provincia con la possibilità di approvare varianti senza l’intervento regionale: come invece accade nell’iter ordinario di loro approvazione. E l’attuale Giunta Regionale, che all’epoca di queste riforme vedeva parte dei propri consiglieri – allora di opposizione – levarsi sugli scranni, oggi non solo non inverte la rotta ma sembra sul punto di consentire questo beneficio ad ancora più Comuni: sempre all’insegna della semplificazione del consumo di suolo, spacciato per interesse pubblico.
La procedura sullo stadio in realtà è ancora lungi dall’essere perfezionata, eppure già sono partiti gli sgomberi di cittadini residenti ai margini del terreno individuato. Di recente, pronunciamenti della giustizia amministrativa hanno dato torto a quei cittadini, che si opponevano agli sgomberi. Eppure, in precedenza, quegli stessi cittadini erano stati riconosciuti legittimi possessori delle proprie abitazioni. Nel 2022 una Memoria di Giunta del IV Municipio poneva l’accento su alcune importanti priorità, che il progetto dovrebbe garantire. Stando al progetto definitivo, sembrerebbe proprio che quelle osservazioni non siano rispettate: a partire da quelle attinenti ai trasporti. E a guardare le carte, ci si accorge che già quando Roma Capitale varava i progetti sulla “Centralità”di Pietralata (2012), la sede del futuro stadio risultava ospitare un bosco: ancora oggi presente e che, norme alla mano, dà luogo ad un vincolo ope legis - tra i più stringenti e che l'insediamento previsto di certo violerebbe. Per accertare l'esistenza del bosco, il PTPR demanda al Comune la competenza: sarà ora il caso che nei diversi livelli istituzionali, a partire dal Consiglio Capitolino, i rappresentanti della sostenibilità si stringano per mano e difendano un quadrante meritevole di tutela.
Pare evidente che, se vogliamo pensare a una città sostenibile, anche stando a quanto emerge dal PTPR, Roma ha bisogno di riutilizzare e riabilitare immobili esistenti: non certo di nuove colate di cemento, insostenibili a livello economico, di tempistiche e di compatibilità con altre infrastrutture, prima ancora e oltre che a livello ambientale. Pianificare la Città dovrebbe significare rispondere alle esigenze della cittadinanza: insediare per partito preso invece continuerà a presentare il conto dell’insostenibilità, sia ai romani che ai romanisti: determinando invivibilità e, nel caso dello stadio di Pietralata, dispendio di risorse pubbliche così come da partedella AS Roma - come sarebbe accaduto per il progetto di Tor di Valle, che potrebbero di certo essere meglio impiegate.
Marco Cacciatore
Segreteria Regionale Sinistra Italiana
Urbanistica, Rifiuti e Politiche Abitative
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Digitare
Contatta il personaggio pubblico
Telefono
Sito Web
Indirizzo
Via Della Pisana, 1301
Rome
00163