ASINITAS
Secondo i principi dell’educazione attiva Asinitas promuove e sostiene contesti educanti di accoglienza e cura attraverso una metodologia laboratoriale orientata alla creazione di ambienti di crescita individuale e comunitaria, di socializzazione, convivialità e convivenza interculturale. Promuove lo sviluppo e il rafforzamento di un senso critico più consapevole rispetto ai temi delle migrazion
06/07/2026
"[...] 𝑇ℎ𝑒 𝑐𝑟𝑒𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑎𝑐𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑖𝑒𝑠 𝑒𝑛𝑐𝑜𝑢𝑟𝑎𝑔𝑒𝑑 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑖𝑝𝑎𝑛𝑡𝑠 𝑡𝑜
𝑚𝑜𝑏𝑖𝑙𝑖𝑧𝑒 𝑡ℎ𝑒𝑖𝑟 𝑓𝑢𝑙𝑙 𝑙𝑎𝑛𝑔𝑢𝑎𝑔𝑒 𝑟𝑒𝑝𝑒𝑟𝑡𝑜𝑖𝑟𝑒𝑠, 𝑡ℎ𝑒𝑟𝑒𝑏𝑦 𝑒𝑛ℎ𝑎𝑛𝑐𝑖𝑛𝑔 𝑠𝑒𝑙𝑓-𝑒𝑥𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛 𝑎𝑛𝑑 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑒𝑐𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑟𝑒𝑓𝑙𝑒𝑐𝑡𝑖𝑜𝑛 𝑜𝑛 𝑡ℎ𝑒𝑖𝑟 𝑙𝑎𝑛𝑔𝑢𝑎𝑔𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑜𝑢𝑟𝑐𝑒𝑠 [...]".
𝐅𝐮𝐥𝐥-𝐁𝐨𝐝𝐲 𝐋𝐚𝐧𝐠𝐮𝐚𝐠𝐞 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐫𝐚𝐢𝐭𝐬: 𝐀 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐲-𝐁𝐚𝐬𝐞𝐝 𝐌𝐞𝐭𝐡𝐨𝐝 𝐭𝐨 𝐄𝐱𝐩𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐄𝐦𝐛𝐨𝐝𝐢𝐞𝐝
𝐌𝐮𝐥𝐭𝐢𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦, un articolo a cura di Marta Lupica Spagnolo, Cecilia Bartoli e Kristýna Lorenzová che indaga l'applicazione dei ritratti linguistici a figura intera (𝒇𝒖𝒍𝒍-𝒃𝒐𝒅𝒚 𝒍𝒂𝒏𝒈𝒖𝒂𝒈𝒆 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒓𝒂𝒊𝒕𝒔, 𝒇𝑳𝑷𝒔), un metodo pedagogico creativo e multimodale fondato sul quadro teorico del multilinguismo incarnato per valorizzare la consapevolezza sociolinguistica nei contesti educativi.
➡️➡️➡️ 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐥'𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐪𝐮𝐢:https://jempub.com/wp-content/uploads/2026/07/Lupica_Spagnolo_Et_Al_2026_Full_Body_Language.pdf
Per la rivista: https://jempub.com/volume-3-issue-1/
06/07/2026
Alla scuola di italiano di Asinitas abbiamo parlato di 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐞.
Le lingue delle nostre radici, quelle della famiglia e delle amicizie, le lingue che abbiamo incontrato a scuola o nel nostro percorso di formazione e infine le lingue che abbiamo trovato in un nuovo paese.
Lo abbiamo fatto attraverso un laboratorio espressivo-narrativo, rappresentando un albero con radici, tronco, rami e foglie, nel quale ogni lingua corrispondeva a un colore: il risultato è stata una 𝐟𝐨𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐩𝐥𝐮𝐫𝐢𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐢, dove le lingue dell’infanzia e di casa si intrecciano e si fondono con le lingue dell’oggi, valorizzando il repertorio linguistico di ciascuna e ciascuno.
Il progetto è sostenuto da Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con Cesvi Onlus.
Per maggiori dettagli vai su forfunding.intesasanpaolo.com
01/07/2026
Su Gli asini rivista n.126, ci siamo anche noi con l'esperienza delle scuole di italiano di ASINITAS, insieme a quelle di asnada a Milano, di Frisoun a Nonantola e di Else Edizioni tra Roma e Palermo. Voci di esperienze di scuole di italiano che resistono e che continuano a perseguire la ricerca, il desiderio e la sperimentazione.
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Su Gli asini n.126 seguiamo cinque voci che ci raccontano l'intersezione tra movimento antirazzista italiano e tradizione dell'educazione popolare. Fulvia Antonelli ricostruisce la storia di questo incontro; poi quattro esperienze si raccontano in prima persona, Asnada a Milano, Asinitas a Roma, Frisoun a Nonantola, Else tra Roma e dei laboratori a Palermo. Ciascuna con propri strumenti e riferimenti, accomunate dalla ricerca di percorsi di reciprocità lontano dalle retoriche consuete dell'integrazione.
Un insieme di scelte politiche ha reso l'apprendimento dell'italiano per stranieri una scalata obbligatoria dal punto di vista amministrativo, ma irraggiungibile e da sola insufficiente a garantire autonomia. Nella scuola pubblica si procede a correggere la presenza non italofona attraverso percorsi paralleli e differenziali. Intorno c'è un terzo settore alla ricerca di bandi e finanziamenti, sospeso nell'ambiguità tra empowerment e messa a valore di vite rese strutturalmente improduttive.
L'apprendimento dell'italiano da parte di migranti e stranieri è un campo di intervento e di lotta antirazzista al di fuori delle istituzioni (pensiamo, per esempio, a centri sociali occupati e autogestiti): costruire scuole di italiano fuori dalle istituzioni ha rinnovato in modo sorprendente l'educazione attiva e popolare in Italia. Freinet, Freire e Montessori sono le chiavi per fare scuola con, e non a, qualcuno. Imparare una lingua può darsi come possibilità di cura ed emancipazione.
https://gliasinirivista.org/una-lingua-ovunque-muta
Fulvia Antonelli ricostruisce come il movimento antirazzista italiano, che prende coscienza di sé con l'assassinio di Jerry Masslo nel 1989 a Villa Literno e il conseguente sciopero dei braccianti, abbia intersecato le linee di tradizione dell'educazione popolare: il giornale murale di Célestin Freinet, i Centri di Orientamento Sociale di Aldo Capitini, la maieutica di Danilo Dolci, la scrittura collettiva di Barbiana, le 150 ore, il femminismo della presa di parola. Si tratta di una costellazione che non viene mai raccontata come un'unica storia.
«In queste scuole popolari abitate da nuovi studenti e nuove generazioni di attivisti il compito non è quello di "formare" lo straniero alla lingua del colono, ma quello di contribuire alla costruzione di una lingua decoloniale [...]. Si tratta di un approccio alla lingua e alla relazione quindi che, rispetto al paradigma interculturale dominante nelle scuole per gli immigrati rappresentate dai CPIA, mette più decisamente al centro le questioni della storia, del potere, della disuguaglianza che l'incontro con l'altro solleva [...]».
https://gliasinirivista.org/tre-tigri-con-tre-tigri-leducazione-popolare-nelle-scuole-di-italiano-dei-migranti
Scuola Asnada, a Milano, nel quartiere Isola, è una scuola di italiano per stranieri sperimentale. Da oltre dieci anni Scuola Asnada accoglie adolescenti delle periferie milanesi, tre pomeriggi a settimana. Il gruppo cambia ogni anno. Non si utilizzano libri di testo, ma dei quaderni sulla base dei contenuti proposti dall'équipe (di formazione mista: una sociologa, un'educatrice e una psicologa) che raccoglie gli stimoli del gruppo e vi risponde.
«Ogni settimana in équipe programmiamo le lezioni, cercando materiali di studio e domande di ricerca che guidino il lavoro dell'anno [...] La scuola si apre ogni pomeriggio con il cerchio. Nel cerchio nessuno è al centro. Nel cerchio si gioca, vengono portate domande, si dibatte ed è il luogo in cui si passa la maggior parte del tempo. Gli adulti partecipano in prima persona alle attività e ai giochi, utili alla creazione di un gruppo e al far cedere le protezioni».
https://gliasinirivista.org/se-ami-un-anno-a-scuola-asnada
Sono vent'anni che a Roma, a Torpignattara, Asinitas fa della scuola di lingua un presidio e un luogo di cura, che protegge. Il quartiere è spazio laboratoriale per osservare i processi del mutamento contemporaneo, che qui si giocano tra mediazioni e negoziazioni tra diverse appartenenze. La scuola di lingua è il centro della costruzione comunitaria, da cui si dipanano altri percorsi, il teatro, i canti corali, il sostegno alla maternità, gli strumenti di supporto legale, l'orientamento al lavoro.
«Asinitas resiste piuttosto al precariato feroce, allo sforzo di autosostenersi senza diventare un progettificio di qualsiasi cosa e del nulla. Resiste alle politiche persecutorie delle istituzioni, ma resiste soprattutto nel desiderio di mantenere le proprie aspirazioni pedagogico-politiche e la riflessione metodologica. Mantenere un presidio è già un'azione politica di resistenza civica e civile».
https://gliasinirivista.org/asinitas-a-roma-ventanni-di-scuola-che-cura
A Nonantola, nel modenese, c'è la Scuola Frisoun, che non è una scuola obbligatoria, non rilascia attestati né certificati di lingua necessari all'ottenimento del permesso di soggiorno lungo o della cittadinanza. Le persone ci vanno per conoscenza diretta, oppure per passaparola, non su invio di scuole o servizi sociali. Negli ultimi cinque anni le iscrizioni singole, senza contare cioè quelle di chi ha frequentato più di un anno di scuola, sono state 584: la scuola è riuscita a costruire relazioni con la metà della popolazione straniera.
«La fiducia che tanti uomini e donne accordano alla Scuola Frisoun non dipende principalmente dalla spinta morale o dalla "bontà" di chi ci lavora, quanto dallo sforzo di rimanere a contatto con la realtà e di sperimentare, tanto sul piano didattico che su quello organizzativo, strumenti e metodi coerenti ai conflitti e ai problemi a cui sono chiamati a dare risposta».
https://gliasinirivista.org/la-realta-ovvero-il-terreno-della-politica
ELSE, acronimo di Edizioni Libri Serigrafici E altro, è una casa editrice e un laboratorio di stampa serigrafica che pubblica libri illustrati e svolge attività educative e formative con bambini, giovani e adulti. All'inizio del 2026, nel pieno del ciclone Harry, Else porta al Cpia Nelson Mandela di Palermo un laboratorio di serigrafia: due settimane per scrivere, illustrare, stampare e rilegare a mano due libri collettivi.
«Parlando di laboratori nelle scuole, qualunque esse siano, la prima cosa che possiamo dire è l'estrema attenzione che si deve porre nel prepararli, nel condurli, nel fare in modo che le persone che vi partecipano si sentano a proprio agio facendo insieme cose di senso. Si tratta di un lungo elenco di riflessioni e azioni preparatorie che si fanno e si disfano in un moto perpetuo spesso senza lasciare tracce, invisibili, come è dell'apparecchiare e sparecchiare la tavola dopo aver consumato il pasto».
https://gliasinirivista.org/immagini-e-parole-da-un-laboratorio-con-else
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Via Policastro 45
Rome
00177
Orario di apertura
| Lunedì | 09:00 - 17:00 |
| Martedì | 09:00 - 17:00 |
| Mercoledì | 09:00 - 17:00 |
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