The Top Roma

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16/07/2026

DA LEGGERE CON ATTENZIONE PER VOSTRA CONOSCENZA .

La vicenda del mercatino di Frascati – cosa ha deciso il TAR e cosa conviene fare alla povera Associazione sfortunata.

Il TAR Lazio, con sentenza pubblicata il 6 luglio 2026, si è pronunciato sulla gara per la gestione del mercatino della prima domenica del mese (“Uno sguardo nel passato”) indetta dal Comune di Frascati per il triennio 2026-2028.

La gara era stata aggiudicata all’Associazione Officine di Comunicazione (85/100), davanti all’Associazione Romaduemilaeventi, seconda classificata (75,36/100). Quest’ultima ha fatto ricorso e il TAR le ha dato ragione.

 C’è da dire che nella valutazione punteggio riguardante il progetto tecnico e socioculturale, la romaduemilaeventi era in vantaggio. Poi l’offerta economica ha decretato ( per poche ore ) un altro conteggio..

Perché il TAR ha annullato l’aggiudicazione

Il punto decisivo è che Officine di Comunicazione ha inviato in un’unica PEC sia l’offerta tecnica sia l’offerta economica, mentre il bando (art. 6) imponeva di tenerle separate per garantire la segretezza dell’offerta economica. Secondo il TAR, basta il semplice rischio potenziale che l’offerta economica influenzi la valutazione di quella tecnica per rendere illegittima l’aggiudicazione. Di conseguenza l’offerta andava esclusa e la gara assegnata alla seconda classificata.

Il TAR ha quindi annullato l’aggiudicazione e ordinato al Comune di assegnare la gara a Romaduemilaeventi.

La condanna alle spese

Il TAR ha condannato Officine di Comunicazione a pagare le spese di lite a favore di Romaduemilaeventi, nella misura di 1.000 € per ciascuno, oltre accessori di legge.

Considerando gli accessori ordinari (spese generali, cassa avvocati ed eventuale IVA), la somma effettivamente a carico di Officine di Comunicazione si aggira intorno ai 1.200-1.460 €, a seconda che l’IVA sia dovuta o meno.

Conviene fare appello?

Anzitutto una precisazione: contro una sentenza del TAR non si “ricorre al TAR”, ma si fa appello al Consiglio di Stato.

Da un punto di vista puramente economico, per Officine di Comunicazione fare appello non conviene:

• la condanna da contestare vale circa 1.200-1.460 €;
• un appello al Consiglio di Stato in materia di appalti comporta un contributo unificato di almeno 3.000 € più gli onorari dell’avvocato (in genere altri 3.000-6.000 €), per un costo complessivo che parte facilmente dai 6.000 € in su;
• se l’appello venisse respinto, si aggiungerebbero anche le spese del secondo grado.

In pratica, spendere oltre il quadruplo per contestare una somma di circa 1.400 € non ha senso sul piano economico. L’unica ragione che potrebbe giustificare un appello sarebbe il desiderio di riprendersi la gestione del mercatino per il triennio – un valore ben diverso dalle spese di lite. Ma se quell’interesse non è prioritario, la scelta più ragionevole dell’associazione sfortunata è pagare la somma dovuta e chiudere la vicenda.

Le cifre indicate sono stime basate su tariffe e aliquote .

15/07/2026

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