Micro
Concepito come “spazio in movimento” aperto alla sperimentazione, MICRO presenta mostre, performance, ed eventi che coinvolgono artisti di diversa provenienza. Nato come osservatorio sulla creatività emergente, ospita le ultime tendenze dell’arte attraverso un’accurata selezione di opere nei più diversi ambiti.
28/05/2026
ACCADDE OGGI - 28 MAGGIO 1955
Maria Callas canta La Traviata alla Scala di Milano. Qualcuno fischia, qualcuno piange, tutti ne parlano. Come sempre.
Maria non era solo una voce, era un brand prima che esistessero i brand. Cecil Beaton la fotografava come una dea greca. Warhol ne fece un’icona pop. I couturier si contendevano il privilegio di vestirla.
Cantava con la voce. Ma anche con il corpo, con il volto, con ogni centimetro di sé. Settantuno anni dopo, nessuno l’ha ancora dimenticata. E nessuno l’ha ancora eguagliata.
Divina si nasce.
Nella foto: Andy Warhol, Maria Callas, 1963. Ritratto realizzato dalla foto originale di Cecil Beaton, 1957.
27/05/2026
ACCADDE OGGI - 27 MAGGIO 1993 - L’ATTENTATO AGLI UFFIZI DI FIRENZE
Alle 1:04 di notte, un Fiat Fiorino pieno di tritolo salta in aria in via dei Georgofili, a un passo dagli Uffizi. Il bilancio della strage è drammatico: cinque vittime, quarantotto feriti e un pezzo di Firenze devastata. Compresa l'arte.
Tra le opere polverizzate c'è l'Adorazione dei pastori di Gerard van Honthorst (1620). Di quel capolavoro restano solo frammenti impossibili da rimettere insieme. La firma sull'attentato è di Cosa Nostra: era la stagione delle stragi, la stessa di Capaci e via D'Amelio.
Un attacco allo Stato che passò anche attraverso la cultura. Gli Uffizi riaprirono pochi giorni dopo, con le finestre sbarrate e i muri anneriti. Quella scelta di non chiudere fu un atto politico preciso: l’arte non si arrende.
Oggi, trentatré anni dopo, quei quadri distrutti non sono stati sostituiti. Restano spazi vuoti che continuano a parlare. 🖤
26/05/2026
COMPLEANNI ILLUSTRI — 26 MAGGIO - DOROTHEA LANGE (1895-1965)
Nata oggi, nel 1895, è stata una delle fotografe più importanti del Novecento. Il modo migliore per celebrarla è guardare (ancora una volta) la sua opera magnetica: Migrant Mother (1936).
Una donna con tre figli aggrappati alle spalle, uno sguardo che buca l’obiettivo. Dorothea si ferma, scatta sei foto in pochissimi minuti e riparte. Non sa che quell’immagine diventerà il simbolo di un'epoca e uno degli scatti più riprodotti della storia.
Più che una fotoreporter, era una cronista che raccontava la strada. Inviata dalla Farm Security Administration, ha percorso l'America profonda per dare voce a chi non l'aveva: braccianti, migranti e intere famiglie travolte dalla Depressione.
"La macchina fotografica insegna a vedere senza la macchina fotografica."
Morì nel 1965, pochi mesi prima della sua grande retrospettiva al MoMA. Non fece in tempo a vederla.
Auguri, Dorothea ci hai lasciato un’eredità immortale. 🖤
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Rome
00195
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| Lunedì | 15:00 - 19:00 |
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