ReCommon
ReCommon è un’associazione che lotta contro gli abusi di potere e il saccheggio dei territori per creare spazi di trasformazione nella società, in Italia, in Europa e nel mondo. Crediamo che le persone vengano prima del profitto, ma siamo testimoni di devastazione sociale, di continue violazioni di diritti umani e di disastri ambientali che sono frutto di una logica esattamente inversa. Siamo conv
28/05/2026
I bus a idrogeno servono davvero alla decarbonizzazione?
Nel bel mezzo dei lavori per le due nuove linee di tram, a Bologna stanno arrivando 127 autobus a idrogeno. Si tratta di una delle principali scommesse da parte di un’amministrazione cittadina sulla mobilità “pulita”.
Il problema? A oggi, Tper non dà informazioni trasparenti su come sarà prodotto l’idrogeno. Sappiamo però che sarà prodotto dal Gruppo Sapio, leader nel settore dei gas tecnici e medicinali.
E che per produrre idrogeno Sapio usa anche la tecnica dello steam reforming.
In pratica produce idrogeno convertendo idrocarburi, solitamente metano, attraverso reazioni con vapore acqueo.
Il rischio è che le emissioni complessive della filiera siano ancora più alte rispetto alla produzione e utilizzo del gas.
Altro che mobilità “pulita”!
Due anni fa, avevamo ipotizzato che l’idrogeno venisse prodotto a Modena, dove Snam e Herambiente avevano appena reso pubblico il progetto IdrogeMO.
Si tratta di una hydrogen valley alimentata da un parco fotovoltaico da sei megawattora.
Secondo i nostri calcoli, e il parere degli esperti, il parco fotovoltaico non sarebbe bastato per produrre le 400 tonnellate di idrogeno promesse. Anche in quel caso, avrebbe usato energia comprata sul mercato - e prodotta probabilmente dalla classica filiera fossile.
Insomma, l’idrogeno per decarbonizzare i trasporti rimane un falso mito, perché mantiene la filiera fossile, assorbe fondi pubblici e rallenta alternative più efficaci.
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20/05/2026
Altro che decarbonizzazione! Il progetto CCS di ENI e Snam è l’ennesimo favore pubblico alle aziende fossili.
Per questo, come Greenpeace Italia e ReCommon abbiamo deciso di fare ricorso al TAR del Lazio contro il via libera ambientale concesso dal Ministero dell’Ambiente al progetto “CCS Pianura Padana”.
Il piano punta a costruire nuove infrastrutture per trasportare e stoccare CO₂ nei giacimenti esausti al largo di Ravenna. Un’opera enorme, progettata anche per accogliere flussi di anidride carbonica provenienti dalla Francia - e quindi destinata a trasformare l’Adriatico in un hub mediterraneo della cattura della CO₂.
Secondo il nostro ricorso, però, il progetto sarebbe stato suddiviso in più pezzi per velocizzare le autorizzazioni e ostacolare una valutazione complessiva degli impatti ambientali.
Ai lavori sono legati effetti rilevanti in territori fragili come il delta del Po e le coste dell’Alto Adriatico: sismicità, subsidenza, alluvioni e impatti sulle aree protette sarebbero stati affrontati in modo insufficiente.
Insomma, Eni e Snam continuano a presentare il CCS come una tecnologia “green”, mentre il rischio concreto è quello di prolungare ancora la dipendenza dalle fonti fossili usando anche risorse pubbliche.
Leggi il nostro comunicato stampa 👉 https://www.recommon.org/greenpeace-italia-e-recommon-hanno-presentato-un-ricorso-al-tar-del-lazio-contro-il-decreto-del-ministero-dellambiente-per-la-compatibilita-ambientale-del-progetto-ccs-pianura-padana/
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