PlayingHistory

PlayingHistory

Condividi

Arte E Intrattenimento nelle vicinanze

Kaoslasergame
Kaoslasergame
Via Michele Pironti 51

Collaborazioni con associazioni e musei. Sostegno agli artigiani. Anna Lisa Desiati e Silvia Basile

Photos from PlayingHistory's post 06/06/2026

Questi magnifici reggicalze ricamati a mano mi sono stati regalati dall'amica Tuula Auvinen .
Inutile dire che sono magnifici! Grazie di cuore
Colgo l'occasione per raccontarvi un po' di storia....

Anche se oggi è indossato quasi esclusivamente dalle donne, la giarrettiera aveva il suo posto anche nella moda maschile. Il termine viene citato per la prima volta nell' 800 d.C. negli scritti di Eginardo nel descrivere le "giarrettiere" che sostengono le calze del monarca Carlo Magno, ma fa parte dell'abbigliamento maschile dal 1200.

Mancando l'elastico, il sostegno era realizzato con delle fettucce e dei nastri oppure delle cinghie di pelle e cuoio; indifferentemente dalla foggia, la giarrettiera era posta all'estremità superiore della calza o del calzino e i due lembi venivano legati intorno alla gamba con un fiocco o con la fibbia.

Ovviamente più l'indossatrice era importante, ricca e di rango, più i nastri erano preziosi nella realizzazione e nelle rifiniture, spesso adorni di merletto o pizzo, decorati con fibbie di metalli raffinati e realizzati nei materiali più costosi.

Alla giarrettiera femminile è legato anche un curioso aneddoto storico che coinvolse Edoardo III e una certa Contessa di Salisbury, probabilmente Giovanna di Kent, la quale, proprio per la sua posizione a mezza gamba incline al cedimento, p***e una giarrettiera durante un ballo e il Re in persona la raccolse e la rimise al suo posto.
Alle risatine maliziose dei cortigiani il re rispose in francese «Honi soit qui mal y pense!» (Si vergogni chi pensa male di ciò), che divenne poi il motto dell'Ordine della Giarrettiera (1348) appunto, sopravvisutto ancora oggi e il cui simbolo è proprio una giarrettiera di cuoio con fibbia su cui è scritta la famosa frase.

All'epoca era uso indossarne solo come segno di fedeltà ad una istituzione o famiglia nobile.

Nel 1400, Giuseppe degli Orologi, parlando del simbolismo dei colori, afferma che le dame dovrebbero sorreggere le calze violette con giarrettiere bianche e nere (simbolo di p***everanza). I nobili le ponevano, a sostegno della calzamaglia, appena sotto al ginocchio. Già nel sec. XV erano di moda per le donne e per gli uomini giarrettiere con motti e cifre ricamate.

Le giarrettiere femminili potevano essere ricamate con frasi amorose e cuori oppure, per le vedove con teschi o frasi struggenti, od occhi con le lacrime: in questo caso in velluto nero. Nel 1500 la giarrettiera divenne per l'uomo un nastro annodato con gran fiocchi frangianti, chiamati in Italia «poste».

Nel 1630 circa, sorreggono le brache aderenti lunghe al ginocchio. Nella moda femminile del 1700 presero anche il nome di: «legaccioli»: inizialmente semplici cordoni, in seguito composte da nastri intrecciati, ornati anche con gioielli.

Nel 1800 scompaiono completamente nell'abbigliamento maschile, in quanto le fibbie che fermano i pantaloni al ginocchio sostituirono la giarrettiera. Dopo i primi decenni del 1900 le calze femminili saranno fissate all'orlo del busto, oppure quando l'era del busto tramonterà, ad un nastro fissato alla vita: il reggicalze. In seguito anche quest'ultimo diventerà inutile con l'uso del collant.
Oggi è ancora uso, per scaramanzia, che la sposa indossi il giorno del matrimonio una giarrettiera di merletto bianco, mentre la notte di capodanno è uso che l'indumento rosso portafortuna, d'obbligo per le donne, sempre secondo la superstizione, necessiti di essere completato dalla giarrettiera di pizzo rosso.

In entrambi i casi la superstizione nasce dalla forma che avevano, prima dell'avvento degli elastici, nastri e merletti chiusi con un fiocco. Sciogliere il fiocco o il gancio era simbolo di entrata in una nuova vita, insieme alla persona amata, o comunque di ingresso in un nuovo anno. Si osservi che oggi in questa usanza in Italia e altrove la giarrettiera è stata sostituita da un altro simbolo erotico, e cioè dalla cravatta dello sposo, che viene tagliata e distribuita tra gli invitati.

Anna Lisa

Fonte: https://trama-e-ordito.blogspot.com/2017/03/giarrettiera

https://georgianagarden.blogspot.com/2013/06/le-calze

Vuoi che la tua azienda sia il Arte E Intrattenimento più quotato a Rome?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Indirizzo


Rome