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Take pArt, save art.

Photos from Part's post 27/03/2026

La biennale nomade Manifesta torna in Germania e, come sempre, sceglie di non limitarsi a esporre arte, ma di intervenire nei luoghi che attraversa.

Ogni edizione nasce da un’indagine sul territorio: mesi di ricerca che coinvolgono urbanisti, artisti e comunità locali per leggere le tensioni, le fragilità e le potenzialità delle città.

In questo senso, la biennale si inserisce nel dibattito europeo su temi urgenti come l’abitare e la trasformazione degli spazi pubblici, agendo come una piattaforma attiva capace di mettere in relazione pratiche artistiche e dinamiche sociali.

La prossima edizione, Manifesta 16 Ruhr, approfondisce in particolare il ruolo delle chiese e degli spazi religiosi, interrogandone la funzione all’interno del tessuto urbano contemporaneo: luoghi spesso sottoutilizzati che possono essere ripensati come spazi civici, culturali e collettivi.

Il risultato è un progetto che lavora nel tempo, attivando connessioni tra persone e contesti, e avvicinandosi a pratiche di placemaking, dove l’arte diventa uno strumento per immaginare e costruire nuove forme di convivenza.

09/03/2026

A Rotterdam ha inaugurato la nuova sede del Nederlands Fotomuseum , ospitata nello storico edificio Santos, recuperato e trasformato in un grande polo culturale affacciato sul porto. Il progetto di riuso architettonico restituisce alla città uno spazio industriale storico: un ex magazzino del caffè costruito nel 1902.

Il museo custodisce oltre 6,5 milioni di fotografie, una delle più grandi collezioni al mondo, che racconta due secoli di storia visiva tra archivi, mostre e laboratori di restauro aperti al pubblico. 

L’apertura si inserisce in una più ampia strategia di investimento culturale che sta trasformando Rotterdam in uno dei nuovi poli artistici europei, dove rigenerazione urbana e cultura diventano strumenti di sviluppo urbano. 

Photos from Part's post 06/02/2026

A Bruxelles prende forma un museo nato da un’assenza più che da un’abbondanza, si chiama Kanal Centre Pompidou e inaugurerà il 28 novembre 2026 dentro l’ex fabbrica Citroën, un gigante industriale di 40mila metri quadrati trasformato in infrastruttura culturale.

Il progetto arriva dopo mesi di incertezza politica e dubbi sul budget, e proprio per questo l’annuncio del programma inaugurale suona come una dichiarazione: il museo si farà.

In una città con una scena artistica intensa ma priva di un grande museo pubblico dedicato al moderno e contemporaneo, Kanal non nasce come icona, ma come risposta strutturale a un’assenza storica.

Cinque piani di spazi espositivi, una galleria ipogea, cinema, performance, laboratori, aree gratuite di attraversamento, una piazza urbana connessa all’edificio: il complesso, firmato da , e , è pensato come organismo aperto più che come contenitore chiuso. Un luogo dove mostra, produzione e vita pubblica condividono lo stesso spazio.

La mostra di apertura “A truly immense journey” riunirà oltre 350 opere in dialogo con la collezione del Centre Pompidou, accanto a pratiche contemporanee e radicate nel contesto brussellese. Ma il programma include anche progetti che affrontano direttamente la storia coloniale legata al sito industriale, commissioni pubbliche e dispositivi pensati per l’uso quotidiano dell’edificio.

Kanal non si presenta come nuovo tempio dell’arte, ma come infrastruttura culturale e sociale. Un museo che nasce dentro una fabbrica e prova a restare aperto alla città, trasformando un’eredità industriale e politica in spazio condiviso.
centrepompidou

Photos from Part's post 01/12/2025

inaugura a Shanghai l’Espace Gabrielle Chanel, la prima biblioteca pubblica cinese interamente dedicata all’arte contemporanea.

Un nuovo spazio di 1.700 metri quadrati all’interno della Power Station of Art, progettato dall’architetto Kazunari Sakamoto, che mette a disposizione circa 50.000 volumi tra cataloghi, saggi, libri d’artista e materiali audiovisivi.

Come abbiamo raccontato in altri post, il “Culture Fund” della maison sostiene da anni progetti che connettono ricerca, formazione e accesso alla cultura. L’apertura di questa biblioteca amplia ulteriormente la funzione del museo, trasformandolo in un luogo di studio, incontro e partecipazione quotidiana.

Oltre alla consultazione dei materiali, sono presenti spazi per attività pubbliche, laboratori e momenti di approfondimento. Un intervento che rafforza il ruolo delle istituzioni culturali nella città e mostra come l’investimento privato possa contribuire alla nascita di infrastrutture aperte e accessibili, capaci di arricchire la vita culturale della comunità.

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