Rigel & Rigel Chiropratica
26/05/2026
Maggio è stato un mese pieno: Internazionali al Foro Italico, ripresa degli sport amatoriali, primi weekend in barca, voli intercontinentali in aumento. Il corpo ha tenuto il conto di tutto.
Chi arriva a giugno con una struttura in ordine si gode l’estate. Chi rimanda la valutazione porta in vacanza quello che ha accumulato in primavera, e si trova a cercare un chiropratico nella prima settimana di luglio, in una città straniera, con i bambini intorno.
June is the last clean window before summer holidays start in earnest. Long-haul flights, sailing weeks, and family trips are all easier to enjoy with a spine that doesn’t compete for attention. A 20-minute check-up in late May or early June often saves a holiday, sometimes literally.
We see English-speaking patients regularly. Booking now means having a slot before the late-June rush.
📍 Studio Rigel, Roma dal 1971
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21/05/2026
“Una settimana in barca mi rilasserà la schiena.”
A volte sì. Più spesso no, e per ragioni prevedibili. La vacanza in barca combina elementi che la colonna gestisce raramente nel resto dell’anno: materassi sottili e diversi dal proprio, cabine basse che obbligano posizioni curve, ore di seduta su superfici instabili, e attività occasionali, nuoto intenso, snorkeling con il collo iperesteso, trekking sull’isola dopo mesi di scrivania.
Per chi parte da una struttura solida, è una piacevole perturbazione. Per chi parte con una rigidità latente, la maggior parte di chi lavora in ufficio dieci ore al giorno, è una settimana che amplifica quello che già c’era. Si rientra spesso con un torcicollo, una lombalgia, o quella spalla che si era fatta sentire timidamente a marzo e adesso è una presenza fissa.
Una valutazione quattro o cinque settimane prima della partenza dà tre cose: una diagnosi strutturale aggiornata, eventuali correzioni in tempo perché abbiano effetto, e indicazioni pratiche da portare in vacanza, come dormire, come muoversi sul ponte, cosa evitare nei primi giorni di nuoto.
Non è preparazione atletica per la barca. È preparazione per non rovinarsi una settimana che costa molto più di una valutazione.
We also see international patients before their summer holidays, booking now means avoiding the queue we always have in late June.
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19/05/2026
“Il padel è meno traumatico del tennis. Lo dicono tutti.”
Quello che dicono tutti è spesso quello che vediamo correggere in studio. Il padel è cresciuto enormemente negli ultimi cinque anni in Italia, e con lui gli accessi per dolori a spalla, gomito, schiena, caviglia. Il problema non è lo sport: è il profilo di chi lo pratica.
La maggior parte dei pazienti che vediamo arrivano con questa storia: cinquant’anni, lavoro sedentario, due-tre partite a settimana iniziate da pochi mesi, nessuna preparazione fisica complementare. Il padel come unico sport. È una combinazione che funziona poco non per il padel in sé, ma per il sistema muscolo-scheletrico che ci entra.
Le rotazioni rapide del torace, le decelerazioni brusche dopo gli sprint corti, gli smash con la spalla in extension producono uno stress cumulativo che il corpo regge per un periodo, poi presenta il conto. Di solito al gomito o alla lombare, qualche volta alla cervicale.
Tre cose riducono il rischio: riscaldare seriamente prima di iniziare, fare almeno due giorni alla settimana di mobilità o forza, e un controllo strutturale periodico se giochi da più di un anno con frequenza alta. Non è esagerazione: è quello che fa la differenza tra giocare a 60 anni e dover smettere a 55.
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05/05/2026
“Una giornata agli Internazionali non è certo una fatica fisica.”
Tecnicamente no. Funzionalmente, dipende da quante volte la testa ruota da destra a sinistra in cinque ore, e da quanto rigida è la cervicale prima di salire sugli spalti del Foro Italico.
Lo spettatore tipo del Centrale fa tra mille e tremila rotazioni del collo in una sessione lunga, su un sedile pensato più per la capacità della tribuna che per la tua colonna. Aggiungi sole, idratazione discontinua, e la postura “in avanti” tipica di chi segue ogni colpo: il giorno dopo arriva con un trapezio che non collabora.
Non è un problema della partita. È un effetto cumulativo prevedibile, soprattutto in chi parte già con una rigidità cervicale latente, cioè la maggior parte di chi lavora 8-10 ore al computer.
Tre accorgimenti aiutano: muoversi a ogni cambio campo, idratarsi prima di avere sete, e non passare dal Foro Italico direttamente alla cena seduti per altre tre ore. Se nonostante tutto il martedì successivo la cervicale non si scioglie, una valutazione di venti minuti dice se è da aspettare o da correggere.
We see international patients who attend the Italian Open every year, some of them book before the tournament, not after.
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| Venerdì | 08:00 - 17:30 |