Neurochirurgo Raffaelino Roperto
15/05/2026
📊La sciatica (o sciatalgia) è un argomento estremamente ricorrente e diffuso in quanto le stime ci dicono che il 5-10% della popolazione adulta ne soffre almeno una volta nella vita.
🔴Si tratta di un'infiammazione o compressione del nervo sciatico (il più lungo del corpo) che parte dalla bassa schiena e arriva fino al piede. Provoca dolore acuto, bruciore o scossa che dalla zona lombosacrale si irradia al gluteo e lungo la gamba, spesso accompagnato da formicolio o debolezza.
👉Le cause più comuni sono dovute all’ernia del disco (specialmente sotto i 40 anni) o alla stenosi spinale (restringimento del canale vertebrale). Altre cause possono includere la sindrome del piriforme (contrattura muscolare).
📝Per gestire (almeno inizialmente) la sciatica ed evitare di peggiorare il dolore, è fondamentale non incorrere in cinque errori piuttosto comuni:
1⃣Riposo assoluto a letto - stare immobili per giorni irrigidisce la schiena e rallenta la guarigione. Il movimento leggero e controllato è necessario per desensibilizzare il nervo.
2⃣Concentrarsi solo sulla gamba - il dolore alla gamba è un sintomo, la causa è quasi sempre una compressione nella zona lombare. Lavorare solo sulla gamba non risolve il problema.
3⃣Stretching forzato del piriforme - in caso di infiammazione acuta, allungare forzatamente il muscolo piriforme può aumentare la pressione sul nervo sciatico e peggiorare la situazione.
4⃣Torsioni del busto e crunch addominali - esercizi come torsioni, yoga non adattato o i classici addominali aumentano la pressione sui dischi intervertebrali.
5⃣Affidarsi solo ai farmaci - antidolorifici e antinfiammatori mascherano il dolore ma non eliminano la causa meccanica. Appena svanisce l'effetto, il dolore torna.
⏳La durata della lombosciatalgia varia significativamente a seconda della causa e della gravità ma nella maggior parte dei casi si risolve entro 30-60 giorni.
👨⚕️Qualora il dolore e la sintomatologia non dovessero migliorare, o addirittura dovessero peggiorare, è consigliabile prenotare una visita con un neurochirurgo.
07/05/2026
☑La microchirurgia degli schwannomi vestibolari (neurinomi dell'acustico) di Koos I-II è una procedura chirurgica di alta precisione mirata alla rimozione di tumori benigni di piccole dimensioni che originano dal nervo vestibolare (VIII nervo cranico), responsabile della trasmissione delle informazioni sull'equilibrio e sul movimento spaziale della testa dall'orecchio interno al cervello.
☑I tumori Koos I-II sono definiti come:
Koos I - tumore piccolo, confinato all'interno del canale uditivo interno.
Koos II - tumore che fuoriesce dal canale uditivo e si estende nell'angolo pontocerebellare (cisterna della fossa cranica posteriore), senza però comprimere il tronco encefalico.
☑I tumori di grado Koos I e II sono piuttosto frequenti alla diagnosi, spesso scoperti in fase precoce. La loro rimozione viene eseguita per prevenire la crescita della neoplasia, proteggere le strutture nervose adiacenti e preservare la qualità della vita del paziente. Rimuovere questo tumore quando è piccolo, offre maggiori probabilità di preservare il nervo uditivo e, di conseguenza, l'udito funzionale.
☑Questo studio - da me eseguito insieme ad altri colleghi - prende in considerazione 100 pazienti consecutivi con schwannomi vestibolari Koos I e Koos II, operati presso il nostro reparto mediante approccio microchirurgico retrosigmoideo tra settembre 2010 e luglio 2021.
☑Questi i risultati:
>la dimensione media del tumore era di 1,52 cm;
>nell'intera coorte, il decorso del nervo facciale (FN) è stato prevalentemente asintomatico (46,0%);
>nei neurinomi vestibolari di grado Koos I, il FN è risultato asintomatico nell'83,3% dei casi;
>la funzione postoperatoria del FN è stata di grado HB I nel 97% dei casi e di grado HB II nel 3%;
>la conservazione dell'udito (classe A-B secondo la classificazione AAO-HNS) è stata possibile nel 63,2% delle procedure;
>la rimozione totale/quasi totale è stata ottenuta nel 98% dei casi;
>la mortalità postoperatoria è stata pari a zero;
>le complicanze transitorie sono state osservate nell'8% dei pazienti;
>non si sono mai verificate complicanze permanenti;
>in un solo caso è stata osservata una progressione del residuo tumorale, 5 anni dopo la rimozione subtotale.
☑Questo studio ha pertanto confermato che la microchirurgia rappresenta un'opzione valida per il trattamento dei neurinomi vestibolari, inclusi quelli di grado Koos I-II, con un tasso di complicanze accettabile. In particolare, nei neurinomi vestibolari di piccole dimensioni, l'esito a lungo termine a livello del nervo facciale, la conservazione dell'udito ed il tasso di rimozione totale/quasi totale sono favorevoli.
➡https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37306616/
14/04/2026
☑Una parte significativa della mia esperienza chirurgica si concentra sulla neuroendoscopia per il trattamento degli adenomi ipofisari.
☑Cosa sono gli adenomi ipofisari
I tumori ipofisari sono lesioni che si sviluppano nella ghiandola pituitaria (definita "ghiandola maestra" poichè regola il funzionamento di altri organi e ghiandole -tiroide, gonadi, surreni- controllando crescita, metabolismo, riproduzione e risposte allo stress). Alcuni tumori dell’ipofisi provocano un eccesso di ormoni che regolano importanti funzioni del corpo, mentre altri tumori dell’ipofisi possono indurre la ghiandola pituitaria a produrre livelli più bassi di ormoni.
La maggior parte dei tumori ipofisari sono lesioni non cancerose (benigne), cioè adenomi che rimangono nella ghiandola pituitaria o nei tessuti circostanti e non si diffondono ad altre parti del corpo.
☑Segni e sintomi dei tumori ipofisari
Non tutti i tumori ipofisari causano sintomi. Quelli che producono ormoni (funzionanti) possono causare una varietà di segni e sintomi, a seconda dell’ormone che producono. I segni ed i sintomi dei tumori ipofisari che non producono ormoni (non funzionali) sono correlati alla loro crescita e alla pressione che esercitano su altre strutture.
In ogni caso, segni e sintomi possono includere:
>Mal di testa;
>Perdita della vista, in particolare perdita della visione periferica;
>Sintomi correlati a cambiamenti del livello ormonale;
>Funzionamento intempestivo di ormoni che porta a squilibri metabolici e sistemici.
☑Quando intervenire chirurgicamente
L'intervento di neuroendoscopia (solitamente per via endonasale trans-sfenoidale) per gli adenomi ipofisari è indicato principalmente quando il tumore causa compressione delle strutture nervose, quando è funzionante e non controllabile farmacologicamente o in presenza di una crescita progressiva documentata.
☑La tecnica neuroendoscopica
La neuroendoscopia endonasale è una tecnica mini-invasiva che permette di raggiungere l'ipofisi passando attraverso le narici, senza incisioni esterne. Questa metodica è oggi lo standard per la maggior parte degli adenomi ipofisari grazie alla visione diretta ed ingrandita offerta dall'endoscopio.
🔗https://dottorroperto.com/adenomi-ipofisari/
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