Raffaello - Raphael Urbinas
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30/11/2022
LA PALA ANSIDEI
🔹️«Dopo queste opere et avere accomodate le cose sue, ritornò Raffaello a Perugia, dove fece nella chiesa de' Servi in una tavola alla ca****la degl'Ansidei una Nostra Donna, San Giovanni Battista e San Nicola».
🔸️Così il Vasari riferisce della Pala Ansidei, indicando la tavola dipinta per la chiesa de' Serviti, denominazione sostituita, a partire dal 1683, con l'attuale dedicazione a san Fiorenzo Martire (oggi peraltro la chiesa è di rito ortodosso).
🔹️L'opera è datata sull'orlo della veste, sotto il gomito della Vergine, con i numeri romani «MDV». Un'altra scritta corre sul trono, dove si legge: «SALVE MATER CHRISTI».
Pala Ansidei
Olio su tavola di pioppo, 217 cm x 148 cm
1505
National Gallery, Londra
29/11/2022
MARIA, ATTORNIATA DA ROSE E DA GIGLI
🔹️«E così quella santissima anima uscì del corpo, e fu ricevuta ne le braccia del figliuolo suo, e fu così diliberata dal dolore della carna, com'ella era stata dilibera e strana da corruzione. E disse [agli apostoli] il Signore: "Maria portate voi nella valle di Josafat, e riponetela nel monimento nuovo che vi troverete, e aspettatemi tre dì, tanto ch'io torni a voi".
🔸️E incontanente fue attorneata da fiori di rose e da gigli de la valli; le rose sono i martiri, e' gigli sono le schiere de gli angeli de' confessori e de le vergini. E gli apostoli gridavano dopo di lei, e dicevano: "Vergine prudentissima, or dove ne vai tu? Ricorditi di noi, o Madonna!".
🔹️[...] E gli angeli che l'accompagnavano, rispusero: "Questa è la bella tra le figliuole
di Gerusalem, come voi la vedeste piena di caritade e d'amore".
🔸️E così fu ricevuta in cielo gaudente, e allogata a la dritta parte del figliuolo, ne la sedia di gloria».
🔹️Il testo, di Jacopo da Varazze, è alla base dell'iconografia scelta da Raffaello per la Pala Oddi.
Pala degli Oddi
Olio su tavola trasportato su tela, 267×163 cm
1502-1503
Pinacoteca Vaticana, Roma
roma
26/11/2022
SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA
🔹️In una missiva del 1550 al mercante e imprenditore Agosto D'Adda, Pietro l'Aretino scrive: «Vi mando un quadro in cui è l'imagine in figura di Caterina
santa. Di Raffaello di Urbino è tale opra: di colui dico che per sempre sarà famoso nel mondo. Io l'avevo destinata a la reina di Francia» (Pietro l'Aretino, Lettere sull'arte).
🔸️Le coordinate offerte dal testo dell'Aretino, con la citazione del soggetto e dell'autore, conferiscono al passo la connotazione della prima notizia utile sull'opera, dal momento che non conosciamo altre tavole di Raffaello con lo stesso soggetto.
🔹️Piuttosto, non sappiamo come la Santa Caterina sia entrata in possesso dell'Aretino e neppure quali siano stati i passaggi che da Costante D'Adda, il fratello di Agosto che ebbe la tavola in eredità, abbiano portato l'opera nel 1650 a far parte della collezione Borghese di Roma, dove rimase fino a quando fu acquistata dal pittore Alexander Day che, nel corso del suo soggiorno romano dal 1800 al 1801, si muoveva come agente della nobiltà anglosassone.
Fu appunto dopo una serie di passaggi fra le casate nobiliari inglesi che il dipinto fu ceduto, nel 1839, alla sede attuale.
🔸️La figura della santa, con la sua impostazione monumentale, si erge sullo sfondo di un delicato paesaggio lacustre e si caratterizza per la presenza della ruota dentata, strumento del martirio che ne permette la corretta identificazione iconografica.
🔹️Lo sguardo di Caterina è rivolto verso la parte più luminosa del cielo, come ad alludere alla beatitudine che l'attende.
🔸️Un bellissimo carboncino, come studio preparatorio, è conservato al Louvre, nel
quale la testa della donna è orientata più in basso
[Marco Bussagli, Raffaello]
Santa Caterina d'Alessandria
Olio su tavola, 71x57 cm
1506
National Gallery, Londra
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Rome
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