Samuele Raggi

Samuele Raggi

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09/07/2025

Un incontro importante, un impegno condiviso.
Ieri mattina ho partecipato, insieme al Prefetto Paolo Ponta, al Sindaco, ai capigruppo consiliari, alle autorità religiose e civili, a un confronto dedicato al tema del disagio giovanile e della prevenzione della violenza che per Piacenza sta assumendo i toni di una emergenza sociale.

Abbiamo condiviso la necessità di costruire percorsi educativi forti, capaci di coinvolgere le realtà già attive sul territorio e le diverse confessioni religiose.
I giovani vivono emozioni intense, come la rabbia e la frustrazione: come istituzioni dobbiamo evitare di alimentare questi sentimenti, lavorando invece per rafforzare la fiducia, il dialogo e il senso di appartenenza.

Solo unendo le forze possiamo promuovere una sicurezza vera, che nasce dalla partecipazione e dal rispetto reciproco.

02/07/2025
02/07/2025

🤝 Ieri mattina ho avuto l’onore di accogliere la Sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, insieme al Vicesindaco Matteo Bongiorni e all’Assessora Serena Groppelli, presso la sede piacentina del Gruppo Iren.
Un momento di confronto strategico a cui hanno partecipato anche i vertici aziendali – Luca Dal Fabbro (Presidente), Moris Ferretti (Vicepresidente), Gianluca Bufo (Amministratore Delegato) e Stefano Borotti, Consigliere di amministrazione) – a conferma dell’importanza che il territorio piacentino riveste all’interno delle strategie del Gruppo.

L’incontro è stato l’occasione per sottolineare l’impegno di Iren in un territorio che sarà protagonista del piano industriale pluriennale, grazie a un importante volume di investimenti nei settori strategici: ambiente, energia, reti idriche e innovazione.
Piacenza rappresenta un punto di riferimento non solo operativo, ma anche simbolico, per un modello di multiutility che vuole coniugare sviluppo sostenibile, occupazione, transizione ecologica e attenzione alla comunità.

A margine della visita istituzionale, la delegazione ha avuto modo di visitare due asset chiave del sistema Iren: il termovalorizzatore, nodo fondamentale dell’economia circolare provinciale, e Iren Laboratori, centro di eccellenza per i controlli ambientali su scala nazionale. Una realtà all’avanguardia, dotata delle più moderne tecnologie per il monitoraggio della qualità dell’acqua, dei rifiuti, dei processi di depurazione e della produzione di biogas e biometano.

La presenza dei vertici aziendali a Piacenza conferma la volontà del Gruppo di essere vicino ai territori, alle istituzioni locali e ai cittadini.
Un segnale forte che rafforza il legame tra strategia industriale e attenzione concreta per i bisogni delle comunità.

Come Presidente di Iren Ambiente Piacenza, sono orgoglioso di rappresentare una realtà che mette al centro le persone, l’ambiente e il territorio, nella convinzione che solo attraverso il dialogo, la competenza e l’investimento nel futuro possiamo costruire valore duraturo.

Sanchez: "Non aderiamo al 5% di spese militari". Il video 26/06/2025

Una scelta coraggiosa e lucida quella di Pedro Sánchez. Mentre al vertice NATO all’Aja si è deciso di portare la spesa per la difesa al 5% del PIL entro il 2035, il primo ministro spagnolo ha preso una posizione netta e fuori dal coro: il 2,1% è sufficiente, realistico e, soprattutto, compatibile con il modello sociale della Spagna. Una dichiarazione che ha suscitato reazioni immediate tra i partner dell’Alleanza, ma che ha anche riportato al centro una domanda fondamentale che troppi fingono di ignorare: ha senso fissare obiettivi di spesa militare sempre più elevati, senza un reale dibattito su finalità, strumenti e conseguenze?

Sánchez ha avuto il merito di spostare il confronto dalle cifre alle scelte. Perché non si tratta solo di “quanto” spendere, ma di “come” e “perché” farlo. Parlare di sicurezza oggi significa affrontare questioni complesse, che riguardano non solo la difesa esterna, ma anche la tenuta sociale interna, la coesione democratica, l’equilibrio tra libertà e protezione. In questo quadro, decidere che esiste un limite oltre il quale la spesa militare non può crescere senza intaccare i pilastri dello stato sociale non è debolezza, ma consapevolezza politica.

È una posizione che, personalmente, condivido totalmente. Perché oggi più che mai è evidente che non esiste sicurezza senza coesione interna. Non esiste una difesa efficace se si minano le basi sociali ed economiche di una nazione. E non si costruisce un’Europa più solida limitandosi a rincorrere soglie imposte dall’alto, spesso più frutto di pressioni esterne che di una reale strategia comune.

In questo contesto, il ruolo dei progressisti e degli europeisti è decisivo. Dovremmo essere noi – e mi ci metto dentro convintamente – a proporre un nuovo modello di sicurezza europea: integrata, intelligente, fondata sulla cooperazione più che sulla competizione tra Stati. Una sicurezza che non si misura solo in missili e carri armati, ma in cyber-resilienza, intelligence comune, forza diplomatica, difesa civile, sostenibilità ambientale e sociale.

Costruire una difesa europea autonoma non significa solo investire di più, ma investire meglio. Coordinare risorse, evitare duplicazioni, puntare su centri comuni di comando e formazione, su una filiera industriale strategica condivisa. È questa la sfida vera: costruire potenza attraverso l’integrazione, non attraverso la moltiplicazione isolata della spesa.

Chi si definisce progressista oggi non può accettare passivamente una corsa al riarmo che rischia di diventare il nuovo tabù della politica europea. Serve una visione alternativa, che metta al centro le persone, i diritti, la qualità della spesa pubblica, e non solo la quantità. Un’Europa forte lo è se riesce a tenere insieme la sicurezza e la giustizia sociale. Se riesce a difendersi non solo con gli eserciti, ma con la credibilità del proprio modello democratico.

Sánchez ha posto una questione politica, culturale e strategica che riguarda tutti noi. Ha rotto una narrazione che sembrava ormai intoccabile. La difesa non può essere ridotta a percentuali di bilancio. È fatta di scelte. E scegliere di difendere anche lo stato sociale, i diritti, l’equilibrio interno, è forse oggi la forma più alta e lungimirante di difesa possibile.

Sanchez: "Non aderiamo al 5% di spese militari". Il video "Dobbiamo puntare al disarmo, alla diplomazia, alla prosperità e alla pace" [Video]

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