Coreuropeo
13/10/2021
ORTDONZIA INTERCETTIVA: l’importanza di iniziare da piccoli ! Lavori in corso 🚧 ❤️
01/06/2019
QUANDO TOGLIERE IL CIUCCIO? Per avere un’idea in relazione all’età, possiamo affermare che dall’età di 3 anni sarebbe opportuno sospendere l’uso del ciuccio e altre abitudini viziate tipo il succhiamento del pollice. È importante sottolineare che se queste abitudini viziate vengono protratte oltre l’eruzione dei primi incisivi permanenti (6 anni circa), gli effetti negativi sull’occlusione diventano ancora più marcati.
La presenza del ciuccio o del dito, non permettono infatti alla lingua di sviluppare correttamente la crescita del palato, portando spesso alla formazione di un palato stretto con un morso inverso posteriore.
Interrompere l’uso del ciuccio o eliminare il succhiamento del pollice non sono sempre azioni facili e necessitano di pazienza e perseveranza per un certo periodo di tempo. I bambini hanno una grande capacità di adattamento e una volta superata questa fase, gli daremo la possibilità di crescere nel modo migliore.
La regola aurea per i genitori è quella di non tornare sui propri passi una volta presa la decisione. Il consiglio migliore è di vivere questa fase con serenità: quando i genitori sono sereni, lo sarà anche il bambin
12/04/2019
Perchè andare dal dentista in gravidanza?
La gravidanza, come sappiamo, è uno dei periodi più emozionanti per la donna ma anche il periodo più delicato in cui si deve porre particolare interesse alla propria salute ed a quella del nascituro.
Credenze e realtà
In passato si riteneva che le donne in gravidanza non dovessero andare dal dentista perché le cure odontoiatriche potevano costituire un pericolo.
La gravidanza è caratterizzata da cambiamenti ormonali che possono avere un forte impatto biologico su tutto l’organismo compreso il cavo orale. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato la stretta relazione tra patologie orali ed esiti avversi alla gravidanza quali: parto prematuro o sottopeso, ritardo di crescita del feto e preeclampsia. Quindi è fondamentale mantenere in buona salute il cavo orale, sia per garantire un buon esito della gravidanza che per promuovere la salute del neonato.
Oggi vorrei informarvi su alcuni di questi cambiamenti fisiologici che interessano anche la bocca e sfatare qualche mito.
La futura mamma dal dentista
La carie
Il detto “ogni gravidanza un dente”, ovvero che si perde un dente ogni bambino: la credenza che la carie dentale sia dovuta ad una perdita di calcio dei denti a favore dello scheletro del bambino è assolutamente falsa.
E quindi perché le donne in gravidanza possono soffrire di carie?
La causa è da ricercare nella variazione delle abitudini alimentari in particolare legata all’aumentata assunzione di zuccheri (si mangia più volte al giorno, spesso dolci per le varie voglie), e inoltre alle maggiori concentrazioni di acidi nella saliva in caso di vomito.
Se la frequenza del vomito è elevata per un periodo di tempo prolungato può essere utile per esempio sciacquare la bocca con una tazzina d’acqua e un cucchiaino di bicarbonato di sodio per ripristinare il giusto ph orale, e scegliere dentifrici e collutori fluorati per rinforzare i denti.
La gengivite gravidica
Un altro aspetto importante è la gengivite gravidica, che si manifesta precocemente con arrossamento, aumento di volume delle gengive e sanguinamento, è reversibile se si mantiene una corretta igiene ogni volta che mangiamo.
Inoltre, la persistenza della gengivite e questi cambiamenti ormonali possono anche favorire la parodontite (comunemente chiamata piorrea) che fa aumentare il rischio di nascita di bambini prematuri e sottopeso.
Quando andare dal dentista
Tutto questo per dirvi che:
è importante controllare la propria bocca dai primi mesi della gravidanza
il periodo più idoneo invece per eseguire le cure è il secondo trimestre, momento in cui l’organogenesi del feto si è completata.
Le linee guida del ministero della sanità ci dicono che la gestante dovrebbe sottoporsi ad una visita di controllo odontoiatrico da subito, appena scopre della gravidanza e che dovrebbe effettuare almeno 2/3 sedute di igiene durante tale lasso di tempo proprio per prevenire i problemi di cui abbiamo parlato prima.
Se sei una futura mamma, su questo Blog puoi trovare articoli e spunti interessanti per te e il tuo bambino. Continua a seguirci!
11/04/2019
TRAUMA DENTALE,
Cosa fare?
La velocità di intervento ha un’importanza notevole nel salvaguardare il destino del dente interessato dal trauma anche se, come vedremo, le possibilità di intervento da parte dell’odontoiatra cambiano molto a seconda che si tratti di un dente deciduo (comunemente detto “dente da latte”) o di uno definitivo (spuntano generalmente dopo i 5-6 anni di età in sostituzione di quelli decidui). Non cambia invece l’intervento immediato che deve fare la persona che sta prendendosi cura del bambino in quel momento.
La ferita va risciacquata con acqua fredda e si può posizionare un impacco di ghiaccio sulle labbra e sugli altri tessuti vicini per ridurre gonfiore e dolore. Il sanguinamento può essere fermato anche comprimendo la ferita con una compressa di garza sterile. Se non si interrompe spontaneamente nel giro di 5-10 minuti, è probabile che sia necessario apporre dei punti di sutura.
Un dente che ha subito un trauma può causare dolore intenso, aggravato spesso dalla presenza di ferite della mucosa orale e dal trauma di altre parti del viso (guance, mandibola). In questo caso può essere utile somministrare al bambino un analgesico (paracetamolo o ibuprofene ai dosaggi consigliati dal pediatra).
Non tutti i traumi sono di uguale gravità. In molti casi vi è urgente necessità dell’intervento dell’odontoiatra. Esaminiamo alcuni dei più tipici traumi dento-alveolari per descriverne le caratteristiche e i comportamenti da tenere.
Distacco di un piccolo frammento della corona, generalmente a carico dei denti anteriori:
È un trauma frequente nei primi anni di vita, per fortuna spesso a carico dei denti decidui. In questo caso può bastare una delicata pulizia della ferita e il tamponamento con ghiaccio per limitare gonfiore e sanguinamento. A distanza di qualche tempo il dente può perdere la sua brillantezza e assumere una colorazione grigiastra perché la polpa è degenerata in conseguenza del trauma.
Frattura della corona e/o della radice:
In questo caso la situazione è più grave perché può esserci esposizione o comunque un danno importante alla polpa del dente. Soprattutto per i denti permanenti, dopo i primi interventi di pulizia e con l’impacco di ghiaccio applicato, è necessario ricorrere subito alle cure di un odontoiatra se si vuole salvare la polpa evitandone la “morte” (necrosi).
Intrusione del dente:
In conseguenza del trauma il dente viene spinto all’interno dell’osso alveolare. Come risultato si può avere l’impressione che il dente si sia accorciato o sia sparito del tutto. Se il dente coinvolto è un dente deciduo, un’intrusione sino a 3 mm in genere non comporta particolari rischi per il germe del dente permanente soprastante; oltre i 6 mm di intrusione, invece, la prognosi per il germe del dente permanente spesso è sfavorevole. In una situazione del genere occorre comunque applicare un impacco di ghiaccio e ricorrere al più presto alle cure di un odontoiatra.
Estrusione del dente:
Si parla di estrusione quando il dente è parzialmente al di fuori dell’alveolo. Il dente è mobile e appare più alto di prima. Va riposizionato il più presto possibile ed è perciò indispensabile ricorrere quanto prima alle cure di un odontoiatra.
Lussazione del dente:
La lussazione comporta lo spostamento del dente in direzione delle labbra, della lingua o lateralmente. Se la deviazione è inferiore ai 5 mm, la polpa del dente può rimanere vitale nel 50% dei casi. Nei bambini di 1-2 anni la lussazione si verifica spesso perché l’osso che circonda i denti decidui è abbastanza elastico, essa è accompagnata da una leggera emorragia gengivale. In questo caso è necessario riportare il dente lussato nella sua posizione originaria premendo delicatamente con le dita. È bene ricorrere comunque al più presto alle cure di un odontoiatra.
Avulsione:
È una evenienza particolarmente grave. Il dente che ha subito il trauma è completamente distaccato dall’osso alveolare e il legamento parodontale è rotto. È lo stesso che accade quando un dentista estrae un dente! Cosa accade quando il dente è avulso? Lo strato protettivo attorno alla radice (il legamento periodontale) si essicca presto e muore, a meno che il dente non venga reimpiantato velocemente. Ogni minuto al di fuori della bocca comporta la morte di molte cellule del legamento periodontale. Trascorsi 15 minuti dall’avulsione, se il dente resta asciutto, il danno alle cellule periodontali è irreversibile. Nel caso di dente permanente, questo va riposizionato al più presto nell’osso alveolare e stabilizzato per permettere che si ristabilisca al meglio il legamento parodontale e le altre strutture che sostengono, nutrono il dente e ne garantiscono la sensibilità.
Quanto prima viene fatta questa operazione, quanto più elevata sarà la possibilità che il dente sopravviva.
Purtroppo già dopo un’ora dal trauma la percentuale di successo sarà ridotte del 75%.
11/04/2019
CONSIGLI PER NEO-MAMME!! Condividi!
La salute della bocca del neonato: i nostri consigli
Spesso i genitori non sono messi a conoscenza che già da piccolissimi i bambini manifestano carie o gravi malocclusioni, con ripercussioni importanti sulla qualità della vita e del loro benessere.
Per favorire un corretto sviluppo del bambino basterebbe seguire, già dai primi mesi, alcuni semplici consigli, preservando così una buona funzione della bocca.
In questo articolo ti daremo alcuni consigli utili per crescere in salute tuo figlio.
1. Preferisci l’allattamento al seno se possibile
Favorisce uno sviluppo armonico della bocca e delle arcate dentarie grazie alla suzione del bambino che permette una naturale funzione della lingua e delle labbra, rispetto alla tettarella artificiale di consistenza diversa.
2. Fai attenzione alla suzione del dito
Alcuni piccoli cominciano a succhiarsi il pollice per consolarsi, cullarsi e rilassarsi nelle fasi dell’addormentamento. Per evitare la suzione del dito cerca di allontanare con dolcezza sistematicamente la mano dalla bocca di tuo figlio, e sostituire il dito con il ciuccio. In seguito sarà più semplice togliere l’abitudine del ciuccio rispetto a quella del dito.
3. Scegli un ciuccio anatomico
La forma anatomica schiacciata e leggermente inclinata con piccole rugosità, per la sensibilità linguale, è consigliabile rispetto a quello con la forma sferica conosciuto come succhiotto a ciliegia.
4. Evita abitudini alimentari scorrette e limita al massimo il consumo di zuccheri raffinati
Spesso per fare addormentare i bambini facciamo ricorso a vecchi rimedi come il ciuccio con il miele o il biberon con la camomilla zuccherata, etc. Queste abitudini causano in poco tempo delle carie rampanti dei denti da latte (leggi articolo: tanto cade) , con ripercussioni importanti sulla salute di tuo figlio.
Leggi qui quali sono i cibi amici dei denti!
5. Occhio alla trasmissione dei batteri tra madre e figlio
Durante lo svezzamento vi è l’abitudine da parte della madre di assaggiare la pappa del piccolo. Questo determina il passaggio verticale di batteri cariogeni, non presenti alla nascita, dalla madre al figlio. Pertanto si consiglia di utilizzare una posata diversa per imboccare il bambino e di non contaminare la pappa con la propria saliva.
6. Pulisci i denti da latte da subito
Ancora prima dell’eruzione dei primi denti, ricordarsi di pulire le gengive e la lingua con una garzina, subito dopo ogni poppata, massaggiandole delicatamente. Quando spunteranno i primi dentini bisognerà pulirli con lo spazzolino e la giusta quantità di dentifricio contente fluoro, dopo i pasti principali. Questo permetterà di prevenire le carie e consolidare una abitudine corretta per tuo figlio in modo naturale.
Se sei una neomamma ora hai tutti gli strumenti utili per iniziare a far sì che tuo figlio cresca davvero in salute!
11/04/2019
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