Auro
Per la nuova rubrica (tipo netflix ma con più disagio) vi racconto la prima delle tante disavventure delle quali vi parlerò. Sempre se ricapisco che guardate i video così, sennò è la prima e l'ultima, che caazz lo faccio a fare se non lo guardate? Manco per la fatica 🙄 vi voglio bene stronzi 🫶🏽
STELLE SALENTI SPIN-OFF.
JAGO POV:
"Mi hai chiesto se scrivessi, e ti ho risposto che lo facevo, quando avevo tempo. Adesso sento di averne troppo, e mi sento intrappolato nella mia stessa testa, e sento le mura del mio cranio comprimermi il cervello che vuole solamente scoppiare... E magari scrivere mi aiuta, io spero.
Il mio stile è diverso dal tuo. Ti annoierai. Ti chiederai se manca tanto alla fine. Io non sono capace di strapparti un sorriso tramite un mio racconto; quello lo sai fare solo tu.
Non so perché sia stata tu ad interessarmi. È qualcosa che mi sono chiesto tante volte, ma a cui non trovo una risposta che mi convinca appieno. Potrei stilare tutte le cose che mi piacciono di te, ma quello l'ho già fatto... E poi te ne sali. Forse mi piaci perché... Insomma, ma ti sei vista?
Forse mi piaci perché doveva semplicemente andare così. Al cuore non si comanda.
Non voglio davvero scriverlo, ma lo faccio perché forse poi mi sento meglio: ho il magone. Come io scrivo, tu dormi, ed io penso a ieri, quando ti ho tenuta tra le mie braccia e mi sentivo il re del mondo, perchè il mondo stava proprio tra le mie braccia. Il mio mondo con i ricci pazzerelli e la fronte da baciare, con gli occhietti vispi e le gote tonde, con un sorriso che ti fa stare bene solo a guardarlo perché oggi, e dico oggi, la tua felicità è la mia. Anzi... La mia felicità, è tua.
Le parole si ingarbugliano e rimbalzano su loro stesse mentre tento di scriverle, ma risultano storpiate. Tutto questo perché mi rendo conto che il mio sorriso dipende da te. E mi chiedo perché tu stia male se io sto male, perché tu stia meglio se sto meglio, perché, perché. Perché, se davvero non te ne fotte un c***o, come hai detto oggi.
Torna il ricordo tuo, mentre guardi le stelle, e con le tue labbra che si arricciano, imbarazzata, strizzi un poco gli occhietti e dici che hai paura di affezzionarti.
Forse non te ne fotte niente. Forse non vuoi renderti conto che qualcosa, in realtà, la senti pure tu, e questo è pericoloso, come dici sempre. Forse, se ti arrabbi con me, è perché ci tieni più di quanto tu voglia rendertene conto. O forse sono io che mi illudo.
Forse questa sera sei qui per compassione. Se è così, non ne voglio. Se non altro, mi farebbe sentire come un verme.
Non sono più piccolo, e certe parole non le dico con leggerezza perché la vita me ne ha insegnato il significato. Forse, se ho ricominciato a scrivere, se mi sento come una pezza, se non riesco a pensare a niente e nessuno fuorché te, è perché tu mi hai più che scottato.
Può una persona innamorarsi in due settimane?
Non ti dirò che ti amo. Almeno questa volta sono io a non darti soddisfazione. Ma lo scrivo, perché purtroppo è vero.
Da adesso, dovrò sistemare i miei pensieri e contenere le mie emozioni. Che stress. Non sei più la mia suoneria. Smetterò di ascoltare le tue canzoni, delle quali non farò cover. Il tuo nome è cambiato, nel mio cellulare.
Forse aspetterò altri tre anni prima di trovare una come te. Forse aspetterò altri tre anni, prima di trovare te."
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