Lex Team - Studio Legale
Lo Studio affianca privati, professionisti e aziende nella gestione di controversie e
percorsi di tutela, con un approccio concreto, multidisciplinare e orientato alla soluzione.
14/07/2026
ððð¢ððð§ð³ð¢ðð«ð ð¬ðð§ð³ð ððšð§ððð¬ððð«ð ð¥'ðððððð¢ððš: sapete cosa rischiate, anche se siete una piccola impresa? Quante volte, in azienda, si pensa che un passaggio disciplinare saltato sia un dettaglio recuperabile?
Una sentenza del Tribunale di Rovigo del 3 luglio 2026 smentisce questa convinzione, e lo fa in modo netto. Il caso, seguito dall'avvocata Alessandra Casarotto , riguarda un licenziamento disciplinare intimato senza che al lavoratore fosse mai stata contestata la mancanza. Per il giudice non si tratta di un vizio procedurale, di quelli che si possono sanare con un indennizzo. Ã un vizio radicale, che travolge l'intero procedimento espulsivo fin dalla radice.
âªIl ragionamento si fonda sull'ðð«ð. ð ððð¥ð¥ðš ððððð®ððš ððð¢ ð¥ðð¯ðšð«ðððšð«ð¢, letto non come una formalità ma come norma imperativa a tutela della persona: senza una contestazione scritta, specifica e preventiva, il lavoratore perde il diritto di difendersi prima ancora che il rapporto venga interrotto. E nel regime del d.lgs. 23/2015, ðªð®ðð¬ðð ð¯ð¢ðšð¥ðð³ð¢ðšð§ð ðð¬ð¬ð®ðŠð ð¥ð ððšð«ðŠð ððð¥ð¥ð ð§ð®ð¥ð¥ð¢ððÌ ð¯ð¢ð«ðð®ðð¥ð, con conseguente applicazione della tutela reintegratoria prevista dall'art. 2 - non della più limitata tutela indennitaria, a cui in passato si tendeva a ricondurre i vizi di forma.
Il Tribunale si inserisce così nell'orientamento secondo cui l'assenza totale di contestazione equivale, di fatto, all'inesistenza dell'intero procedimento disciplinare.
âªMa il passaggio che più merita attenzione riguarda le dimensioni dell'azienda: la reintegra si applica a prescindere da quante persone impiega il datore di lavoro, perché la nullità del licenziamento, in quanto contraria a una norma imperativa, richiama il regime forte dell'art. 2 del Jobs Act. ðð§ðð¡ð ð¥ð ð©ð¢ðððšð¥ð ð¢ðŠð©ð«ðð¬ð, ðð®ð§ðªð®ð, ð§ðšð§ ðÌ ðð¥ ð«ð¢ð©ðð«ðš.
La contestazione Ú il presupposto minimo di legittimità di un potere che incide sulla vita delle persone; quando manca del tutto, non c'Ú dimensione aziendale che possa colmare quel vuoto.
02/07/2026
ðððšðð¢-ððŠðŠð¢ð§ð¢ð¬ðð«ðððšð«ð¢ ð ððð¬ðð¢ðšð§ð ððšðŠðŠðð«ðð¢ðð§ðð¢: ð¬ð¢ððð ð¬ð¢ðð®ð«ð¢ ðð¡ð ð¥'ð¢ð¬ðð«ð¢ð³ð¢ðšð§ð ð¬ð¢ð ððð¯ð¯ðð«ðš ððšð¯ð®ðð?
Mi capita spesso, seguendo S.r.l. immobiliari, commerciali e familiari, di vedermi arrivare sul tavolo la stessa questione: l'INPS contesta l'obbligo di iscrizione del socio-amministratore alla Gestione Commercianti.
E lo fa quasi sempre valorizzando gli stessi elementi formali: il codice ATECO commerciale, l'assenza di dipendenti, i poteri ampi conferiti all'amministratore, il numero delle operazioni svolte.
Sono indizi, non prove. Il punto che decide davvero la controversia Ú un altro: il socio-amministratore partecipa personalmente e con abitualità al lavoro dell'impresa, oppure si limita a esercitare la funzione amministrativa che gli compete per statuto?
Prendo un caso reale, anonimizzato, che rende bene l'idea. Una S.r.l. di recente costituzione compravende immobili propri, non li gestisce passivamente né si limita a incassare canoni: fa vero trading immobiliare, con volumi importanti, senza dipendenti, con amministratori dotati di ampi poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. Sulla carta, Ú il profilo che attira l'attenzione dell'Istituto.
Guardando dentro l'organizzazione, però, il quadro cambia. Promozione, ricerca degli acquirenti, trattativa commerciale, rapporti con i professionisti, adempimenti amministrativi e contabili, gestione materiale degli immobili: tutto affidato a soggetti esterni. Agli amministratori restano le decisioni di investimento, la valutazione di convenienza delle operazioni, l'approvazione o il rigetto delle proposte, il controllo del rischio. Decidere se comprare o vendere un immobile, approvare un prezzo, conferire un incarico, nominare un consulente: sono atti di amministrazione, e restano tali anche quando sono frequenti e impegnativi. Sono cosa diversa dal lavorare personalmente nell'impresa.
ðððšð¬ð ðð¢ðð ððð¯ð¯ðð«ðš ð¥ð ð§ðšð«ðŠð
L'obbligo nasce dall'art. 1, comma 203, della legge 662/1996, e la Cassazione lo ha chiarito più volte: essere soci non basta, essere amministratori non basta, avere poteri gestori ampi non basta, avere un oggetto sociale commerciale non basta. Serve un apporto lavorativo personale, abituale e prevalente, diretto alla concreta realizzazione dell'oggetto sociale. La gestione, l'indirizzo, il coordinamento, la rappresentanza, i rapporti con banche e consulenti restano attività amministrative, anche quando sono continuative e rilevanti, a meno che emerga un facere ulteriore: trattative dirette con i clienti, attività commerciale svolta in prima persona, sopralluoghi operativi, gestione quotidiana delle vendite.
Il socio-amministratore, in astratto, può dover versare contributi su due fronti: Gestione Separata per il compenso da amministratore, Gestione Commercianti per l'eventuale attività di socio lavoratore. Sono titoli autonomi, con presupposti distinti, e la doppia iscrizione non scatta in automatico solo perché esiste la prima.
ðð'ðšð§ðð«ð ððð¥ð¥ð ð©ð«ðšð¯ð ð«ðð¬ðð ððð¥ð¥'ðððð
Quando l'Istituto contesta, deve dimostrare che il socio-amministratore ha lavorato personalmente nell'impresa, in modo abituale e prevalente. Il codice ATECO, la carica sociale, l'assenza di dipendenti, la percezione di utili, l'ampiezza dei poteri in visura sono presunzioni generiche: da sole non bastano. Servono fatti concreti, elementi che dimostrino che l'amministratore non si Ú limitato a decidere e controllare, ma ha materialmente partecipato al ciclo commerciale o produttivo dell'azienda.
ððð«ðð¯ðð§ð¢ð«ð ððšð§ð¯ð¢ðð§ð ð©ð¢ð®Ì ðð¡ð ðð¢ððð§ððð«ð¬ð¢
La differenza, in questi casi, la fa quasi sempre l'organizzazione documentale, costruita prima che arrivi la contestazione. Tre accorgimenti fanno gran parte del lavoro.
ðð«ð¢ðŠðš: formalizzare con chiarezza i rapporti con i terzi. Se intermediari, agenzie o società di service gestiscono operativamente vendite, trattative, sopralluoghi e rapporti con acquirenti, fornitori, tecnici e notai, l'incarico va scritto indicando espressamente che il soggetto esterno opera con autonomia organizzativa, mentre l'amministratore mantiene funzioni di indirizzo, approvazione economica e controllo strategico.
ððððšð§ððš: tenere un fascicolo per ogni operazione, con incarichi, procure, proposte, corrispondenza, fatture, atti preliminari e definitivi, note di approvazione: tutto ciò che dimostra chi ha seguito concretamente trattative, visite e adempimenti.
ððð«ð³ðš: curare il linguaggio di verbali e comunicazioni interne. I verbali del CdA dovrebbero descrivere il ruolo dell'amministratore per quello che Ú, strategie, budget, soglie di prezzo, criteri di investimento, autorizzazioni, controllo economico-finanziario, evitando formule che gli attribuiscano promozione commerciale, gestione diretta dei clienti o presenza operativa quotidiana, quando quelle attività sono in realtà affidate a terzi. La stessa attenzione vale per e-mail e messaggi informali, che nelle verifiche ispettive diventano spesso il materiale più rilevante.
Un capitolo a parte merita la delibera sui compensi degli amministratori. Il compenso segue di norma il regime della Gestione Separata e non genera automaticamente l'iscrizione alla Gestione Commercianti, ma la delibera va motivata coerentemente: indirizzo strategico, rappresentanza, gestione societaria, controllo economico-finanziario, evitando riferimenti a prestazioni operative di vendita, intermediazione o gestione materiale, a meno che si voglia effettivamente riconoscere un'attività ulteriore rispetto alla carica.
ððð¥ ððð¬ðš ððð¥ð¥ð ð¡ðšð¥ðð¢ð§ð ð©ð®ð«ð
Diverso, e in genere meno esposto, il caso della società che si limita a detenere una partecipazione, senza attività commerciale propria, senza dipendenti, senza clienti, senza immobili gestiti direttamente. Detenere una partecipazione in una società di capitali Ú gestione di un investimento, non esercizio di un'attività commerciale ai fini previdenziali: la qualità di socio unico e amministratore unico, da sola, non fa scattare l'obbligo di iscrizione, in assenza di un'attività commerciale effettiva e di un lavoro personale, abituale e prevalente.
ððð ðð«ð«ð¢ð¯ð ð¥'ðð¯ð¯ð¢ð¬ðš ðð¢ ðððððð¢ððš
La difesa va costruita con metodo. Il termine per opporsi Ú di quaranta giorni dalla notifica: primo controllo da fare. Poi occorre leggere la motivazione dell'INPS con attenzione: ha individuato fatti concreti, trattative dirette, gestione clienti, sopralluoghi, attività commerciale svolta personalmente dal socio-amministratore? Oppure si Ú fermato a carica sociale, codice ATECO e poteri gestori? à una differenza che sposta l'esito della controversia.
Ricostruire l'organizzazione effettiva della società diventa la linea difensiva: chi promuove le vendite, chi gestisce le trattative, chi cura gli aspetti tecnici, chi tiene i rapporti con notai e consulenti. Contratti, procure, fatture, corrispondenza, fascicoli di operazione, verbali, testimonianze e documenti contabili sono ciò che decide la causa, e vanno preparati molto prima che l'avviso arrivi.
Aggiungo un'ultima riflessione, che nella mia esperienza vale quanto le regole tecniche: iscriversi "per prudenza", in assenza dei presupposti di legge, spesso non Ú affatto prudente. Genera obblighi contributivi non dovuti e può essere usata, in futuro, come elemento a favore del riconoscimento della posizione. La vera prudenza sta nel verificare i presupposti, distinguere il ruolo amministrativo dall'attività lavorativa, e documentare con rigore l'assetto operativo della società .
Il principio resta semplice: una società può svolgere attività commerciale senza che questo comporti automaticamente l'obbligo di iscrizione del socio-amministratore alla Gestione Commercianti. L'obbligo nasce solo quando c'Ú partecipazione personale, abituale e prevalente al lavoro aziendale, distinta dalla funzione amministrativa. In materia previdenziale la forma non basta mai da sola, ma la documentazione costruita bene, nel momento giusto, può fare la differenza tra una contestazione sostenibile e una pretesa dell'INPS che non regge in giudizio.
26/06/2026
ð"ððð§ððððš ð¬ð®ð©ðð«ððŠðð§ððš ððð¥ð¥ð ð©ð«ðšð¯ð": basta scriverlo per essere al sicuro? Capita spesso di vedere aziende convinte che basti scrivere "mancato superamento del periodo di prova" per chiudere la questione.
Non Ú così semplice, e lo dico da chi ha visto più di un licenziamento naufragare proprio su questo punto.
ðLa legittimità del recesso si decide molto prima, nel momento in cui il patto di prova viene scritto e firmato. Le mansioni oggetto della valutazione devono essere indicate con chiarezza: solo così il lavoratore sa, fin dall'inizio, su cosa verrà giudicato. E il patto deve essere firmato prima che l'attività lavorativa cominci davvero, non a cose già avviate.
Sono passaggi che molti trattano come pura burocrazia. Nella mia esperienza, sono invece il cuore della questione: senza un patto costruito correttamente, qualsiasi licenziamento successivo parte già su basi fragili.
ðLa domanda giusta, prima di parlare di mancato superamento, Ú un'altra: questo patto di prova Ú stato scritto e firmato come si deve?
11/06/2026
ððð ð«ðð¯ð¢ ððšð§ðð«ð¢ðð®ðð¢ð¯ð¢ ð ð¯ðð«ð¢ðð¢ðð ððð¢ ð«ððªð®ð¢ð¬ð¢ðð¢: cosa cambia dopo lâordinanza della Cassazione. Con lâordinanza n. 16344 del 26 maggio 2026, la Corte di Cassazione (Sezione Lavoro) ha ribadito un principio di particolare interesse per le aziende che accedono a benefici contributivi: ð¥ð ð¯ðð«ð¢ðð¢ðð ððð¢ ð«ððªð®ð¢ð¬ð¢ðð¢ ð«ð¢ðð¡ð¢ðð¬ðð¢ ððð¥ð¥ð ð¥ðð ð ð ð«ðð¬ðð ð¢ð§ ððð©ðš ðð¥ ððððšð«ð ðð¢ ð¥ðð¯ðšð«ðš.
ðIl caso riguardava una società che aveva assunto un lavoratore usufruendo degli ð¬ð ð«ðð¯ð¢ ððšð§ðð«ð¢ðð®ðð¢ð¯ð¢ previsti dalla L. 190/2014. Successivamente, il beneficio Ú stato revocato perché il lavoratore aveva già avuto un rapporto di lavoro che, secondo la normativa applicabile, escludeva il diritto allâagevolazione.
Lâazienda ha sostenuto di aver acquisito ð®ð§âðð®ððšððð«ðð¢ðð¢ððð³ð¢ðšð§ð ððð¥ ðð¢ð©ðð§ððð§ðð dalla quale non emergeva alcuna causa ostativa. Tuttavia, tale dichiarazione si Ú rivelata non corrispondente alla reale situazione lavorativa del soggetto.
ðNé la Corte dâAppello né la Cassazione hanno ritenuto sufficiente questa circostanza per ðð¬ðð¥ð®ððð«ð ð¥ð ð«ðð¬ð©ðšð§ð¬ððð¢ð¥ð¢ððÌ ððððšð«ð¢ðð¥ð.
Secondo i giudici, infatti, il datore di lavoro Ú tenuto a svolgere una verifica autonoma dei presupposti necessari per accedere a un beneficio pubblico. Lâacquisizione della certificazione dei rapporti di lavoro tramite il Centro per lâImpiego rientra nellâðšð«ðð¢ð§ðð«ð¢ð ðð¢ð¥ð¢ð ðð§ð³ð richiesta a chi intende beneficiare di agevolazioni contributive.
ðIl principio Ú che lâaccesso agli sgravi non può fondarsi esclusivamente sulle dichiarazioni del lavoratore, ma richiede adeguati riscontri documentali da parte dellâazienda.
Resta fermo che una ðð¢ðð¡ð¢ðð«ðð³ð¢ðšð§ð ð§ðšð§ ð¯ðð«ð¢ðð¢ðð«ð ððð¥ ðð¢ð©ðð§ððð§ðð
può assumere rilievo sotto diversi profili, compresa unâeventuale responsabilità risarcitoria nei confronti del datore di lavoro e, nei casi più gravi, anche disciplinare. Si tratta tuttavia di profili distinti, che non incidono sullâobbligo dellâazienda di restituire gli sgravi indebitamente fruiti.
ðLa decisione della Cassazione evidenzia lâimportanza di affiancare alle dichiarazioni del lavoratore ð¯ðð«ð¢ðð¢ðð¡ð ððšðð®ðŠðð§ððð¥ð¢ ðððð ð®ððð, soprattutto quando lâaccesso a benefici contributivi dipende dalla storia occupazionale del dipendente.
08/06/2026
ððð«ðð¬ð©ðð«ðð§ð³ð ð«ððð«ð¢ðð®ðð¢ð¯ð: se la scopri solo oggi e la chiami âobbligoâ, stai già perdendo persone. Quando si parla di trasparenza retributiva, molte aziende pensano subito allâobbligo giuridico, al rischio di contenzioso, alla necessità di adeguare annunci, informative, criteri e processi interni.
ððð®ðððš ð¯ðð«ðš. ðð ððð«ðŠðð«ð¬ð¢ ðªð®ð¢ ð¬ðð«ðððð ð®ð§ ðð«ð«ðšð«ð.
La trasparenza retributiva non Ú soltanto un tema di compliance. à una leva di gestione delle persone. à uno strumento di fiducia. à un modo concreto per dire ai collaboratori: âQui sai dove sei, sai dove puoi arrivare e sai quali passi devi compiere per crescereâ.
ðLa nuova disciplina impone chiarezza già prima dellâassunzione: negli annunci deve essere indicata la retribuzione iniziale o la fascia retributiva collegata alla posizione, insieme ai riferimenti contrattuali e ai criteri oggettivi applicabili.
Questo significa che lâazienda non può più limitarsi a formule generiche come âretribuzione commisurata allâesperienzaâ o âinteressanti prospettive di crescitaâ, senza spiegare quale sia il punto di partenza e quale logica governi il percorso.
ððð ðÌ ð©ð«ðšð©ð«ð¢ðš ðªð®ð¢ ðð¡ð ð¥âðšððð¥ð¢ð ðš ð ð¢ð®ð«ð¢ðð¢ððš ðð¢ð¯ðð§ðð ðšð©ð©ðšð«ðð®ð§ð¢ððÌ ðšð«ð ðð§ð¢ð³ð³ððð¢ð¯ð.
Pensiamo a una lunga scalata. Nessuno affronta seriamente un percorso impegnativo se non conosce la meta, se non sa quali tappe dovrà raggiungere e se non dispone degli strumenti necessari per arrivarci. La motivazione nasce anche da questo: dalla possibilità di vedere il senso dello sforzo. La fatica Ú sostenibile quando Ú inserita in un percorso comprensibile.
ððð§ ðð³ð¢ðð§ðð ðððððð ð¥ð ð¬ððð¬ð¬ð ððšð¬ð.
La retribuzione iniziale Ú il primo campo base. Deve essere corretta, coerente con il ruolo, spiegabile rispetto al contratto collettivo, alle competenze richieste e alle responsabilità affidate. Ma non può essere lâunico punto della mappa.
ðDopo il primo campo base devono esserci altre tappe: criteri di progressione economica, formazione, valutazione delle competenze, accesso ai premi, riconoscimento delle responsabilità , passaggi di livello, welfare, strumenti di sviluppo professionale.
Un collaboratore non resta motivato per anni solo perché riceve ogni mese la stessa retribuzione pattuita allâingresso. Può accettare una fase di investimento, può comprendere un percorso graduale, può anche affrontare momenti complessi. Ma deve vedere coerenza. Deve percepire che lâimpegno produce possibilità . Deve sapere quali comportamenti, competenze e risultati vengono riconosciuti.
ðIl problema nasce quando lâazienda lascia le persone in una zona grigia: promesse vaghe, criteri non scritti, superminimi concessi âa memoriaâ, premi non spiegati, progressioni affidate alla relazione personale con il responsabile, percorsi annunciati e poi dimenticati. In questi casi lâopacità non produce solo rischio legale. Produce sfiducia. E la sfiducia, prima o poi, diventa disimpegno o uscita.
ðð¥ ððð¥ðð§ððš ð«ðð«ððŠðð§ðð ð¬ð ð§ð ð¯ð ðð¥ð¥âð¢ðŠð©ð«ðšð¯ð¯ð¢ð¬ðš.
ðSpesso viene accompagnato alla porta da sistemi che non sanno riconoscerlo, svilupparlo e spiegargli il perché delle decisioni.
La trasparenza retributiva non significa mettere gli stipendi in piazza. Significa rendere verificabili le differenze.
Significa poter spiegare perché due persone hanno trattamenti diversi, quando la differenza Ú fondata su competenze, responsabilità , performance, condizioni di lavoro o elementi oggettivi. E significa anche avere il coraggio di correggere quelle differenze che non reggono a una verifica seria.
ðððð« ðªð®ðð¬ððš ð¥ð ðð«ðð¬ð©ðð«ðð§ð³ð ðÌ ðð§ðð¡ð ð¬ðšð¬ððð§ð¢ðð¢ð¥ð¢ððÌ.
Unâimpresa sostenibile non Ú quella che dichiara valori in una brochure. à quella che può dimostrare, con dati, criteri e rimedi, come gestisce le persone. La sostenibilità sociale passa dai processi HR: recruiting, inquadramenti, formazione, valutazione, premi, rientri dai congedi, progressioni, gestione dei carichi di cura, accesso alle opportunità . Se questi processi sono opachi, lâazienda perde credibilità . Se sono chiari, lâazienda costruisce fiducia.
ðð ð¥ð ðð¢ðð®ðð¢ð ð¡ð ð®ð§ ð¢ðŠð©ððððš ðð¢ð«ððððš ð¬ð®ð¥ð¥ð ð«ðððð§ðð¢ðšð§.
Le persone restano più volentieri dove percepiscono equità , direzione e possibilità . Restano dove il âperchéâ dellâazienda non Ú solo uno slogan, ma diventa un patto organizzativo: io contribuisco al progetto, lâazienda mi mette nelle condizioni di crescere, mi valuta con criteri comprensibili e riconosce il mio valore in modo coerente.
ððð ðð«ðð¬ð©ðð«ðð§ð³ð ð«ððð«ð¢ðð®ðð¢ð¯ð, ðªð®ð¢ð§ðð¢, ð§ðšð§ ðÌ ð®ð§ ð¯ð¢ð§ððšð¥ðš ðð ð¬ð®ðð¢ð«ð. ðÌ ð®ð§ð ð©ðð¥ðð¬ðð«ð ðð¢ ðð®ðšð§ð ð ðð¬ðð¢ðšð§ð.
Obbliga lâimpresa a fare ordine nei propri sistemi. A scrivere ciò che prima era implicito. A distinguere la discrezionalità sana dallâarbitrio. A trasformare la promessa di crescita in un percorso leggibile. A collegare la retribuzione non solo al costo del lavoro, ma alla motivazione, alla fiducia e alla permanenza delle competenze.
ðChi saprà cogliere questa occasione non si limiterà a evitare sanzioni o contestazioni. Costruirà aziende più credibili, più attrattive e più solide.
Perché le persone ððð§ð§ðš ðªð®ðð¥ððšð¬ð ð¢ð§ ð©ð¢ð®Ì ðªð®ðð§ððš ð¯ðððšð§ðš ð¥ð ðŠððð, ððšðŠð©ð«ðð§ððšð§ðš ð¢ð¥ ð©ðð«ððšð«ð¬ðš ð ð¬ðð§ððšð§ðš ðð¢ ðð¯ðð«ð ð ð¥ð¢ ð¬ðð«ð®ðŠðð§ðð¢ ð©ðð« ðð«ð«ð¢ð¯ðð«ðð¢.
04/06/2026
Una giornata di confronto, idee e prospettive sul futuro delle organizzazioni.
Il 28 maggio l'Avv. Roberto Finocchiaro ha preso parte a ðð«ð¢ð³ð³ðšð§ðð ððšð¬ððð§ð¢ðð¢ð¥ð¢ððÌ ðððð, evento che ha affrontato temi come trasparenza retributiva, equità , governance e benessere organizzativo.
Temi che interessano da vicino imprese, lavoratori e professionisti e che stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nel mondo del lavoro.
Grazie a RESOLVE per aver organizzato lâevento e a Filippo Noventa
28/05/2026
ðCon la ð¬ðð§ððð§ð³ð ð§. ððððð ððð¥ ð ðŠðð ð ð¢ðš ðððð la Suprema Corte conferma la condanna per omicidio colposo di un datore di lavoro e del suo Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
Il Documento di Valutazione dei Rischi viene definito "ððððš ðð¢ ðð®ððšð§ðšð«ðŠðð³ð¢ðšð§ð": significa che deve compiere un passaggio decisivo, dalla fase conoscitiva a quella operativa di gestione del rischio.
Una formula generica come "ð«ð¢ð¬ðð¡ð¢ðš ðð¢ ð¢ð§ð¯ðð¬ðð¢ðŠðð§ððš" cede il passo a una descrizione concreta, capace di entrare nelle singole fasi del lavoro reale e raccontare il pericolo nella sua versione operativa, ad esempio "rischio di investimento in caso di accensione del motore a cabina ribaltata". Il DVR vale per quello che riesce davvero a prevenire.
L'articolo 29 del D.Lgs. 81/2008 ðð¢ð¬ðð ð§ð ð®ð§ ð©ð«ðšððð¬ð¬ðš ððšð¥ð¥ðððšð«ððð¢ð¯ðš. L'obbligo del datore di lavoro resta indelegabile, e accanto a lui opera l'RSPP, che porta in dote la competenza tecnico-scientifica necessaria ad analizzare e governare i rischi.
Il ð«ð®ðšð¥ðš ððð¥ð¥'ðððð ðÌ ððšð§ð¬ð®ð¥ðð§ð³ð¢ðð¥ð, distinto da quello gestionale del datore di lavoro, ma esiste un obbligo giuridico preciso di svolgere l'incarico con diligenza, di collaborare attivamente all'individuazione dei pericoli, di segnalare ciò che la competenza tecnica gli imporrebbe di vedere.
Quando questo obbligo resta inadempiuto, l'RSPP risponde in concorso con il datore di lavoro per gli infortuni riconducibili a situazioni pericolose che aveva il dovere di conoscere.
Le aziende devono ð¯ðð«ð¢ðð¢ððð«ð ðð¡ð ð¢ð¥ ððð ððð¬ðð«ð¢ð¯ð ð¢ð¥ ð¥ðð¯ðšð«ðš ð«ððð¥ð, non un modello astratto di organizzazione. Devono aggiornare la valutazione dei rischi quando cambiano attività , attrezzature, ambienti, mansioni, turnazioni o procedure. Devono pretendere che le misure preventive siano specifiche, applicabili e verificabili.
I consulenti e gli RSPP devono ðð¯ð¢ððð«ð ððšðð®ðŠðð§ðð¢ ð¬ððð§ððð«ðð¢ð³ð³ððð¢, formule generiche e valutazioni non aderenti ai processi effettivi. Devono svolgere sopralluoghi, acquisire informazioni, confrontarsi con le funzioni aziendali, documentare le criticità rilevate e formalizzare le segnalazioni necessarie.
Un DVR efficace non deve limitarsi a descrivere lâazienda sulla carta: deve ð©ð«ðšððð ð ðð«ð ð¥ð ð©ðð«ð¬ðšð§ð ð§ðð¥ð¥âðð³ð¢ðð§ðð ðð¡ð ð¥ðð¯ðšð«ð ðšð ð§ð¢ ð ð¢ðšð«ð§ðš.
âðð ð§ðšð§ ððððððð¢ ðªð®ðð¬ðð ððšð§ðð¢ð³ð¢ðšð§ð¢, ðð¢ ð¥ð¢ððð§ð³ð¢ðš.â
Una frase del genere può avere conseguenze penali molto serie per il datore di lavoro.
In questo video lâavvocato Monica Pedriali spiega una recente sentenza della Corte di Cassazione del 2026 che chiarisce il confine tra estorsione e sfruttamento di manodopera, partendo da un caso che il nostro studio sta attualmente seguendo.
Un tema delicato che riguarda potere contrattuale, diritti del lavoratore e responsabilità dellâazienda.
ð¥ Guarda il video.
23/05/2026
Sta' arrivando lâestate!
Non lasciare mai gli animali dentro lâauto con i vetri chiusi.
Il caldo può diventare una trappola mortale in pochi minuti.
Un gesto di distrazione può costare una vita.
La Guardia Nazionale Ambientale ricorda:
proteggere gli animali Ú un dovere civico e morale.
Se vedi un animale chiuso in auto sotto il sole, intervieni subito e chiama le autorità competenti.
Il caldo forte può uccidere. La prevenzione salva.
22/05/2026
ðð§ ð©ðšð¬ð ð¬ð® ð
ðððððšðšð€ ð©ð®ðšÌ ððšð¬ððð«ð ð¢ð¥ ð©ðšð¬ððš ðð¢ ð¥ðð¯ðšð«ðš? E fino a che punto un dipendente può criticare l'azienda sui social?
*L'ordinanza della Cassazione n. 14165 del 14 maggio 2026 segna un punto fermo per chi si occupa di rapporti di lavoro e gestione delle risorse umane. ðð¢ððððððð§ðððð ðððð¡ðððð¡ð, ðððð¡ððð¢ð¡ð ððð ðð£ð ðððð'ðððððððð ðð§ððððððð, ðððð¢ððð ðððð£ð ðð ððð ðððð¡ðð, ððð ð¡ ð¡ððð¢ð¡ð ðððððð anche dopo l'ordine del giudice di rimozione: tutto questo legittima la sanzione espulsiva.
*La Corte richiama un principio chiaro. Il diritto di critica del lavoratore, tutelato dall'articolo 21 della Costituzione, vive entro tre coordinate: verità sostanziale dei fatti, continenza espressiva, attinenza rispetto a un interesse meritevole come le condizioni di lavoro. ðð¢ðððð ð¢ðð ð ððð ðð ðð¢ðð ð¡ð ð£ðððð ðððð, ð ððð¡ð¡ð ðð ððð ðððð ðððððð¡ðÌ ððð ððððððððð. ðð¢ðððð ð£ðððððð ðððð ð¡ð¢ð¡ð¡ð ððð ðððð, ðð ð£ðððððð ðððð¢ðððððð ð ð ððð ð ððð£ð ð ðð ððð ð ððð ð ððð§ðððð ððððð ðð ððð¢ððð§ðð.
*Il messaggio per chi guida un'organizzazione Ú strategico. ð¿ð ðððð¢ð¡ðð§ðððð ðð§ððððððð ðððð ð ð ððððð ðððâð ð ð¢ððð ðððâððâð ððð ðððððð ðððððððððð¡ððð, e una policy social ben scritta, abbinata a una formazione vera sul tema, vale più di qualsiasi reazione tardiva. Sul fronte opposto, chi lavora conserva pieno diritto di dire la propria, a patto di farlo con la stessa misura che userebbe in una sala riunioni o davanti a un cliente.
*La ð¥ð¢ððð«ððÌ ðð¢ ð©ðð«ðšð¥ð resta un valore. La ð¥ð¢ððð«ððÌ ð«ðð¬ð©ðšð§ð¬ððð¢ð¥ð Ú lo standard professionale.
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Digitare
Contatta l'azienda
Telefono
Sito Web
Indirizzo
Via Scrovegni 27/A
Padua
35131