Metafore
20/11/2018
Che sei? 🌲Ci sono tanti modi di raccontarlo, tanti modi di allestirlo... il tuo, qual è? 🎅
✨ Sono iniziati gli allestimenti del Natale di Metafore ✨ Non vedo l'ora di farveli vedere!😍
15/11/2018
✨Le buone Storie✨ hanno la capacità di bloccare il tempo ed i battiti dei cuori, in una sospensione spazio-temporale che si può perpetuare per un istante infinito.⌛
📸 Mario de Biasi, Gli italiani si voltano, 1954
➡️Il racconto di un secolo, di una rivoluzione sociale e spaziale. Tutto qui, negli sguardi, nelle curve, nella Vespa, nei vestiti stazzonati e troppo larghi, nella ricercatezza artificiosa. Sono tutti qui, gli anni ‘50 di un’Italia rinata.🇮🇹
✨Oggi sto lavorando sullo storytelling fotografico, su quelle storie lunghe secoli ma narrate con la luce in un solo cartaceo istante.✨
31/10/2018
🎃✨Jack & The Devil✨🎃 - Cap. II
La saliva andò di traverso a Jack, come se una barriera di carne gli impedisse di deglutire.
“Oh che ti aspettavi? chiese la donna, senza volere davvero una risposta - Sapevi che prima o poi sarei venuto a richiedere ciò che mi spettava. Beh è giunta l’ora.”
Jack sentì l’impulso d’alzarsi e fuggire ma la gamba sembrava bloccata e bruciava, pulsava come se avesse ripreso a sanguinare.
Allora respirò. “Quanto vuoi? - sapendo già che il diavolo non avrebbe accettato alcun pagamento per redimere la sua anima nera. Per lui, era un tesoro prezioso.
La donna rise di gusto, ad alta voce, e Jack ebbe la netta sensazione che tra loro e il resto del pub si fosse alzato un velo.
“E’ vera la storia dell’ultimo desiderio?”
“Lo è”
“Allora voglio bere, un’ultima volta. Alla mia. Offri tu.”
Lui lo guardò compiaciuto, ghignò, chiuse la mano a pugno e una volta riaperta, comparvero 3 monete. Un whisky, doppio, pregiato.
“Non si dica che con il diavolo si beve male” - disse.
Jack afferrò le monete. La mano del diavolo era fredda come il ghiaccio, sembrava irreale.
Con sforzo indescrivibile, scese dallo sgabello e zoppicando vistosamente, digrignando i denti per il dolore, si avviò danzando con il tempo al bancone.
Rigirò le monete con i polpastrelli, poi le fece scivolare nella tasca dei pantaloni.
Accadde tutto in un istante.
La donna sparì immediatamente alla sua vista, il velo fu come squarciato, Jack si sentì improvvisamente leggero. Attorno a lui, nessuno si era accorto di niente.
Teneva la mano in tasca, tastò le monete, non le trovò, frugò di nuovo individuandole nel gioco di incastri con le chiavi arrugginite della chiesa.
Rubava le offerte una volta alla settimana, in genere il mercoledì, perchè il martedì c’era la messa grande, in ca****la.
Allora capì. Le monete. La chiesa. La croce del portachiavi.
“Ho vinto”.
Ma non aveva vinto.
Una f***a alla gamba lo immobilizzò, un crampo gli salì dal calcagno, così forte da farlo cadere a terra.
“Fammi uscire” - parlò la ferita, ma era lui, la bestia, dentro la ferita.
“Non reclamerai la mia anima per 10 anni” - disse Jack, ad alta voce - il tempo che mi serve per chiudere i miei affari in questo lurido villaggio di idioti.”
La ferita smise di pulsare. I bordi tornarono di un tenero color pesca.
Il diavolo aveva detto sì.
Jack estrasse dalla tasca le chiavi della chiesa.
Le monete sparirono immediatamente, della donna non c’era più traccia al pub, lo sgabello di Clarence era rimasto vuoto.
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