Consorzio Co.Re
Il Consorzio Co.Re – Cooperazione Reciprocità nasce nel 2001 dall’incontro di un gruppo di cooperative sociali di tipo A e di tipo B, operanti a Napoli e in Provincia. Tutte le cooperative fondatrici del Consorzio nascono all’interno di esperienze consolidate di volontariato, laico e cattolico, sul territorio napoletano. Ad esse, nel tempo, si sono associate altre organizzazioni, che ne condividon
Oggi vi raccontiamo l’esperienza di Miriam, che sta svolgendo il suo servizio civile presso la Cooperativa Bambù: un percorso che arricchisce il proprio bagaglio personale🍀
Confcooperative Federsolidarietà
Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale – Presidenza del Consiglio dei Ministri
Abbiamo incontrato la nostra formatrice Ida Mazzarella Durante uno degli incontri della formazione generale del Servizio Civile Universale del Consorzio Co.Re: ecco cosa ci ha raccontato❤️
Confcooperative Federsolidarietà
Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale – Presidenza del Consiglio dei Ministri
31/05/2026
La comunità educante rappresenta oggi uno dei modelli più efficaci per contrastare la povertà educativa e sostenere lo sviluppo dei minori.
In Campania, dove persistono criticità legate ai servizi per l’infanzia e alla dispersione scolastica, il lavoro di rete tra istituzioni, terzo settore e famiglie diventa fondamentale.
Il Consorzio Co.Re. promuove interventi integrati che rafforzano il territorio e generano opportunità educative diffuse.
17/05/2026
Ci hanno insegnato parole come “tolleranza”, “accettazione”, “diversità”.💬
Ma alcune parole, anche quando sembrano giuste, continuano
a creare distanza.
Le persone non si tollerano.
Non hanno bisogno di essere accettate.
Non devono sentirsi “diverse” per poter esistere.
Il 17 maggio esiste perché ancora oggi troppe persone LGBTQIA+ vivono discriminazioni, esclusioni e violenze nei luoghi che dovrebbero essere più sicuri: famiglia, scuola, lavoro, relazioni quotidiane.
Secondo i dati della Gay Help Line in Italia, il 65% delle persone che ha chiesto supporto ha subito episodi di violenza o discriminazione.
E quasi 1 volta su 2 la violenza arriva proprio dalla famiglia.
Nel 2026 non dovrebbe essere necessario ricordare che ogni persona merita rispetto, sicurezza e libertà di essere sé stessa.
Eppure siamo ancora qui.
Per questo il contrasto all’omolesbobitransfobia non riguarda solo i diritti civili.
Riguarda il linguaggio che usiamo, gli spazi che costruiamo e le persone che scegliamo di proteggere.
Le parole educano.
E possono ferire oppure liberare.
Quali sono le parole che secondo te dovremmo smettere di usare quando parliamo di inclusione?
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