KOESIS CLUB

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Il Koesis è un accogliente e raccolto Club nel cuore del Vomero."Incastonato" nell'edificio della Funicolare di Chiaja ,alla sommità di Via Luigia Sanfelice, si presenta come un' intrigante location dal sapore noir che ha saputo brillantemente conciliare in un salotto polivalente uno spazio culturale ed un accattivante lounge dal tono clubbing.E' teatro di presentazioni di libri, vernissage artist

23/03/2026

Presentazione del Libro "Il cibo racconta Napoli" di Yvonne Carbonaro

11/02/2026

𝐕𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝’𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨
È bello ricordare l'estate nel cuore dell’inverno. Era la stagione del paradiso anche quando il caldo era d'inferno. L'estate, magia del tempo e della luce. D'estate anima e corpo andavano a spasso insieme, godevano la luce e cercavano l'ombra, si stendevano al mare e si trastullavano nel vento. L'estate era la festa del corpo, della frutta, della vita. Tutto si rendeva visibile. Era il ritorno alla leggerezza, poco o niente addosso, adesione perfetta ai ritmi del giorno, confidenza con la notte, amicizia con la luna e con le stelle, amore con il mare... Feriva dell'estate la fuga dei giorni, che inciampavano uno nell'altro e precipitavano nell'abisso del tempo e ti pareva di vivere l'emorragia della beatitudine. E mentre assaporavi i suoi incanti avvertivi la nostalgia di quelle ore già in loro presenza. Le lucciole miracolavano le sere puerili d'estate; ricordi come in un sogno una passeggiata serale ai primi di giugno, voi bambini avanti e i grandi dietro, e quelle infime stelle a vostra altezza che balenavano tra le siepi - vedetele ma non cercate di afferrarle perché si spengono, dicevano le mamme -e poi l'odore intenso di quei campi, l'incanto del cielo stellato e il canto dei grilli che riempiva il buio. L'animale sacro dell'estate era la cicala. Unico a prodigarsi freneticamente nella calura, predicatore inarrestabile, generoso nel suo canto fino a scoppiare. Il suo frinire non sembrava mai finire, si ripeteva uguale in eterno. Eppure il suo canto era breve, durava una giornata. Dopo aver dato l'anima per cantare l'estate, la cicala si faceva esplodere cantando, creatura tragica e giocosa. Quell'attimo lungo in cui visse, quell'istante durato un giorno intero, era la sua eternità.

(M.Veneziani, da Anima e corpo, Mondadori, 2014)

04/01/2026

MI BASTEREBBE GUARDARVI
"Darei la vita per tornare a casa e ritrovarmi una volta a tavola con tutti quelli che ho amato. I presenti, gli assenti, i lontani. E non importa che avremmo poco o nulla da dirci e che resteremmo senza parole, sorpresi e stregati di ritrovarci per una volta insieme, vivi.
Non ci diremmo nulla perché vorremmo dirci troppo, saremmo presi dalla voglia di vederci, di toccarci, le sole presenze parlerebbero al nostro posto. Stupiti di esserci. A ciascuno direi senza dirlo: non ti chiedo nulla, mi basta sapere che ci sei, solo che ci sei.
Vi chiederei solo di riprendere il vostro posto di sempre a tavola, anche tu, mamma, siediti per favore, non stare sempre in piedi. E con noi i figli, i nipoti, le zie, e altri cari, come nei giorni di festa. Mi basterebbe guardarvi e vedere che tra voi vi guardate e di ciascuno sentite la grazia del ritorno. Per ciascuno di voi darei la vita, figuriamoci per avervi tutti insieme, seppure solo per un pranzo, rubato al tempo, sfuggito al passato. Passerei quell’ora come un estratto d’eternità. E me ne andrei sazio, nella pienezza dell’istante."
(Marcello Veneziani, Ritorno a sud, Mondadori)

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