Giuseppe Verde
Attitudine a risolvere problemi legati alla gestione operativa e di innovazione che riguardano processi produttivi per le imprese di qualsiasi genere, costruendo ed applicando modelli tecnico economici per la soluzione dei loro problemi.
"Orgogliosi di essere presenti su Engineering10, la piattaforma chiave per soluzioni ingegneristiche di alta qualità. Scopri il nostro profilo e le ultime innovazioni: https://www.engineering10.com/IT/Naples/109139514059213/Giuseppe-Verde"
18/04/2024
AUGURI A JURIJ OGANESIAN, IL PAPÀ DELL’ELEMENTO 118 ⚛️
«Una volta scelta questa strada, non demoralizzatevi per il problema dell’eterna ricerca, non rattristatevi per le battute d’arresto e non perdete mai la fiducia in voi stessi. Un giorno o l’altro, i frutti del vostro impegno si riveleranno utili e il vostro nome sarà citato con gratitudine dai vostri successori»
[Jurij Colakovič Oganesian in un’intervista per “The Armenian Weekly”, 2010]
Oggi compie 91 anni il fisico nucleare armeno Jurij Colakovič Oganesian, coscopritore di vari elementi superpesanti quali il nihonio e il flerovio, e unica persona vivente ad avere un elemento chimico che prende il nome da lui: l’oganesson.
Nato il 14 aprile il 1933 a Rostov sul Don, in Russia, da genitori armeni, durante la sua ultrasessantennale carriera al Flerov Laboratory of Nuclear Reactions, il «cacciatore di elementi superpesanti» ha contribuito alla scoperta di numerosi nuovi elementi chimici, permettendo di estendere la tavola periodica fino all’elemento con numero atomico Z = 118, denominato oganesson in suo onore.
Con i suoi 118 protoni e 176 neutroni, l’oganesson è l’elemento più pesante fra tutti quelli finora conosciuti e ha reso Jurij Oganesian l’unica persona vivente ad avere un elemento chimico che prende il nome da lui.
Auguri! 🎂
Immagine: Jurij Oganesian durante un incontro con gli studenti del Liceo Vladimir G. Kadyshevsky di Mosca (http://www.jinr.ru/).
29/11/2023
“Cerco di evitare il duro lavoro. Quando le cose sembrano complicate, spesso è segno che c'è un modo migliore per farle.”
Frank Wilczek, fisico statunitense di origine polacca-italiana, vincitore del Premio Nobel per la fisica nel 2004 insieme a David Gross e Hugh Davi Politzer “per la scoperta della libertà asintotica e della teoria dell’interazione forte”. La libertà asintotica fa sì che le interazioni tra le particelle diventino asintoticamente più deboli quando aumenta la scala delle energia e diminuisce quella delle lunghezze.
Wilczek ha ricordato però che uno dei suoi primi ricordi d'infanzia è "un piccolo quaderno che tenevo quando stavo imparando a conoscere la relatività, da un lato, e l'algebra, dall'altro".
Credits photo The New York Times.
29/11/2023
"Quando le cose diventano troppo complicate, qualche volta ha un senso fermarsi e chiedersi: ho posto la domanda giusta?“
Enrico Bombieri, uno dei più brillanti matematici ancora in circolazione, già vincitore del Premio Caccioppoli nel 1966 e della Medaglia Fields. Nel 2020 è stato il primo italiano a vincere il Premio Crafoord (gestito dall'Accademia Reale Svedese delle Scienze).
Credits photo by Scuola Normale Superiore di Pisa.
29/11/2023
Al piano terra di Fine Hall, l’edificio che ospita il dipartimento di matematica dell’Università di Princeton, era presente un piccolo auditorium che era arredato con comode sedie da teatro e al cui c’entro era presente un piccolo palco con una lavagna. Il posto era in grado di ospitare circa 200 persone.
Howard Eves, matematico specializzato in geometria differenziale, stava studiando analisi tensoriale, in quegli anni molto popolare in Europa ma ancora poco in America. Dato che a Princeton era appena arrivato Albert Einstein, e visto che il suo lavoro sulla Relatività sfruttava l’analisi tensoriale, Eves gli chiese se volesse tenere una conferenza su questo argomento.
Einstein accettò dicendo: “Se pensi che possa interessare gli ascoltatori, sono disposto a provarci.” Fu così che un piccolo foglio con su scritto l’argomento, l’ora e il relatore venne affisso sulla bacheca all’ingresso del dipartimento. Il giorno della conferenza, Eves andò a prendere Einstein e lo accompagnò a Fine Hall. Una distesa di auto aveva completamente ricoperto il campus, molte delle quali erano state persino parcheggiata sui prati dell’Università. È lo stesso Eves che racconta che una scena del genera si vedeva solo in occasione di qualche grande evento sportivo:
“Man mano che ci avvicinavamo a Fine Hall, la folla diventava sempre più f***a e all’interno dell’edificio c’era una massa di persone che cercava di entrare nel piccolo auditorium. A quanto pare, la notizia della conferenza si era diffusa anche tra gli abitati di Princeton e molte persone volevano sentirlo. Con grande sforzo, io ed Einstein riuscimmo a farci strada attraverso la folla fino ai due posti, al centro della prima fila, che avevo riservato per noi. Mentre eravamo seduto, Einstein, scrutando la folla, mi disse: Signor Eves, non avevo capito che in America ci fosse così tanto interesse per l’analisi tensoriale.”
In foto Albert Einstein in compagnia di due studenti nel campus dell'Università di Princeton. Credits photo: Leo Baeck Institute.
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Digitare
Telefono
Sito Web
Indirizzo
Via Vicinale S. Maria Del Pianto, Torre 1
Naples
80143
Orario di apertura
| Lunedì | 08:00 - 19:00 |
| Martedì | 08:00 - 19:00 |
| Mercoledì | 08:00 - 19:00 |
| Giovedì | 08:00 - 19:00 |
| Venerdì | 08:00 - 19:00 |