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21/08/2024
Il famosissimo “vagabond” fu creato nel 1980 tra i banchi di scuola di un liceo artistico di Brescia, da due ragazzi al quarto anno: Mario Rossi (poi divenuto un fumettista importante con lo pseudonimo Majo) e da Mauro Gilardoni.
I due non guadagnarono mai un centesimo da quella immagine: l'avevano disegnata e colorata a mano su una ventina di adesivi per il Casbah, un negozio di vestiti usati ma, a loro insaputa, qualcuno rubò l’immagine e la mise in commercio.
Se ne accorsero quando ormai l’omino fricchettone stava cominciando ad apparire ovunque: “Chiedemmo spiegazioni al Casbah, ma ormai non c’era più niente da fare, eravamo troppo giovani e inesperti per farci valere”.
Si rivolsero anche a un avvocato, ma senza risultati.
E il personaggio, per tutti gli anni ’80, era effettivamente ovunque
(e non solo in Italia!).
L'omino faceva mostra del suo vagabondare su magliette, toppe, ciondoli, poster, sulle nostre vespe o sul retro delle Renault e anche in alcune varianti “apocrife": seduto mentre suona la chitarra, o addirittura frontale.
(L'informazione è tratta da un articolo di Emanuele Galesi pubblicato sul Giornale di Brescia il 25 febbraio 2014).
Fonte: web
Nel 1991, Lady Diana, principessa del Galles, violò il protocollo reale in diverse occasioni, ma una delle più significative avvenne durante una visita ufficiale in Pakistan. Durante questo viaggio, Diana indossò un **sari** (un abito tradizionale indiano e pakistano), che non era considerato un abbigliamento tradizionale per una principessa britannica secondo il rigido protocollo reale.
Un'altra violazione del protocollo avvenne nel 1991 quando Lady Diana fu fotografata abbracciando e toccando persone affette da AIDS durante una visita in ospedale. All'epoca, c'era ancora un grande stigma e molta disinformazione riguardo alla malattia, e il contatto fisico con i malati era visto con sospetto. Tuttavia, Diana sfidò apertamente queste paure per sensibilizzare e umanizzare le vittime di AIDS, mostrando un approccio empatico e progressista che infranse le norme rigide del comportamento reale.
Questi episodi sono emblematici del modo in cui Diana spesso superava le aspettative e le regole tradizionali, utilizzando la sua posizione per portare attenzione su temi umanitari.
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