SLG CUB Poste
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28/06/2026
► PENSIONI DISINTEGRATIVE ◄
Estratto, virgolettato, dall'articolo del prof. Beppe Scienza, pubblicato sull'Espresso, del 22 giugno scorso*.
"Cosa cambia col 1° luglio
Le nuove regole vengono sbandierate come molto vantaggiose. Non è così. C’è un silenzio-assenso abbreviato e peggiorato, anche se opera unicamente per i neoassunti del settore privato, colf escluse ed esclusi. Dal 1° luglio gli verranno concessi solo 60 giorni per contrastare il silenzio-assenso che altrimenti dirotterà il loro futuro Tfr nella previdenza integrativa. Finora erano sei mesi. Inoltre a chi non s’oppone viene imposto di versare altri soldi nel fondo oltre al Tfr, se previsto dal contratto di lavoro. Si vedranno così alleggerita la busta paga a vantaggio dell’industria del risparmio gestito. Inoltre, anziché una linea garantita, avranno una gestione anche azionaria."
In pratica, da sei mesi viene accorciato a soli 60 giorni il tempo concesso ai nuovi assunti, per scoprire e capire la questione, per prendere una decisione. Cioè, si aumenta la pressione sui nuovi assunti, potenziando il trappolone politico del silenzio-assenso. E tutto per mandare i propri soldi a un gruppo di gestori di denaro altrui, con risultati fluttuanti e poco prevedibili, al contrario del TFR riconosciuto dalla legge, che resta aggiornato e sicuro, ogni anno, protetto dall'inflazione. Inoltre, "fondi e pip hanno registrato perdite reali medie del 19,7 per cento" e, una volta entrati dentro, non è possibile recedere e non si potrà nemmeno sapere in cosa verranno investiti i propri soldi. Eppure aziende e sindacati del CCNL hanno sempre consigliato di dare il TFR ai fondi pensioni, come se questi ultimi fossero una miniera d'oro, per i lavoratori.
Dunque, esattamente come nel 2007, quando fu attuata la riforma sui fondi previdenziali privati, con la spinta a cedere il TFR ai "fondi", anche ora viene attuata una forma di pressione, addirittura, accelerata, da 6 mesi a 60 giorni, basata sulla ghigliottina del silenzio assenso. Perché? Se fosse tutto così conveniente, non ci sarebbe bisogno di far scivolare qualcuno all'interno di un imbuto irreversibile. Tutti correrebbero entusiasti e volontariamente a consegnare il proprio TFR, che si forma in decenni di lavoro, per vedersi restituire tanti soldi in regalo. Ricordiamo, però, che nel 2007, Poste Italiane e sindacati firmatari del CCNL rimasero molto delusi dalla mancata rispondenza di massa dei lavoratori, che si tennero ben stretto il loro sicuro TFR.
* link per l'articolo completo sull'Espresso > https://lespresso.it/c/economia/2026/6/22/pensione-integrativa-legge-di-bilancio-regole-novita/62847
25/06/2026
► TOP EXPLODER ◄
Non passa anno che Poste Italiane non venga designata azienda "Top Employer", cioè datore di lavoro eccellente, che tratta i suoi dipendenti, pardon, le sue "persone", con il massimo calore. Ma il troppo è troppo, e ora queste "persone" sono surriscaldate... al limite dell'esplosione.
E, infatti, dopo aver peggiorato gli orari di lavoro, i postini si trovano in strada, a dover consegnare la posta, in orari sempre più a maggior tasso di calore, come le 13, le 14, le 15, le 16, con il rischio di star male o di perdere lucidità durante la guida.
Certo, i grandi pianificatori di questi nuovi orari, per i postini, che prima iniziavano in ore meno aggressive, cioè alle 7, per finire alle 13, li hanno inventati rimanendo in uffici ben climatizzati e confortevoli, come si conviene alla struttura dirigente di Poste Italiane.
Intanto, poiché SLG-CUB Poste ha sollevato la questione scrivendo anche ai ministeri*, invita i lavoratori a non lasciarsi intimidire o confondere, attenendosi alle indicazioni sindacali* e a non rischiare la propria vita, evitando di esporsi in modo pericoloso.
* leggere - link > https://www.facebook.com/photo/?fbid=1625008552963401&set=a.518059530324981
18/06/2026
► DETASSAZIONE LEGGE 199/2025 ◄
Chi non sa delle cause legali vinte dai precari, dopo aver coinvolto l'Ispettorato del lavoro, perché Poste Italiane non pagava gli straordinari effettuati? Chi non sa dei buoni mensa, per un valore di circa 50 milioni di euro, che sarebbero andati in cavalleria, perché gli esercenti non li accettavano più, da mesi, se SLG-CUB Poste e Cobas Poste, nel 2018, non avessero segnalato tutto all'Ispettorato?
Sono solo alcuni esempi, per capire quanto sia necessario verificare lo svolgimento della realtà, per non restare incapsulati in un mondo a parte. Poste Italiane è una società per azioni, e, come tutte le Spa, persegue lo scopo di realizzare soldi, per distribuirli ai possessori delle azioni. Sta ai lavoratori, quindi, aprire gli occhi, per non trasformare un lavoro, già pagato male, in una perdita peggiore.
15/06/2026
► PER SLG-CUB POSTE, IL RISPETTO DELLA SALUTE VIENE PRIMA ◄
Sul lavoro, qualsiasi attrezzatura o l'uso di essa non può essere di natura arbitraria e il datore di lavoro è tenuto a verificarne le implicazioni sulla tutela della salute. Perciò, esiste il cosiddetto DVR (documento di valutazione dei rischi). Ed esiste pure per lo stress correlato al lavoro, perché anche le stesse modalità del lavoro possono essere critiche, per la salute. Ci sono lavoratori degli uffici postali che lamentano di essere sempre sollecitati, tramite l'applicazione di comunicazione istantanea Whats App, da parte dei loro superiori aziendali, per rendere conto dei lavori svolti, delle prestazioni rese, e per essere contattati e coinvolti anche fuori servizio e, addirittura, per essere rimproverati, magari mentre sono a casa, con i propri familiari. SLG-CUB Poste, sconsiglia fortemente di assecondare queste situazioni, segnalandole a RLS e sindacati.
Questa sorta di far west, però, scaturisce dal fatto che molti lavoratori, ingenuamente, sono propensi a fornire i propri numeri di telefono privati, ai superiori, senza valutare le conseguenze di tale disponibilità. Infatti, in mancanza di un obbligo di reperibilità, nessun "capo" si deve permettere di interferire nella vita privata dei dipendenti, ma se si ha il numero di telefono questo viene più facile. In ogni caso, poiché i cellulari privati non sono aziendali, questi non devono essere usati per motivi lavorativi, inerenti le strategie operative e commerciali. E dove fosse necessario, con cellulari aziendali, palmari o altro, l'uso di tali attrezzature non può avvenire in "segreto", ma deve risultare inserito all'interno del DVR, con le misure previste proprio per prevenire l'insorgenza dello stress lavoro correlato.
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