Perimetro
20/05/2026
PERISCOPE, la piattaforma dedicata alla fotografia d’autore ideata e curata da , ci dà appuntamento ogni mese su PERIMETRO con una nuova rubrica alla scoperta di progetti di fotografi noti e meno noti. Ogni fotografo è un esploratore, che ci conduce in un intimo viaggio visivo straordinario, attraverso immagini che sono specchio dell’anima e una finestra sul mondo. Insieme celebriamo il potere delle immagini di trasformarci, un’istantanea alla volta.
Il nuovo appuntamento è dedicato a DE RERUM NATURA di Áron Tóth-Heyn
Esiste un confine tra l’ambiente che creiamo e quello plasmato dalla natura oltre noi? De Rerum Natura – latino per “La natura delle cose” o “Le cose della natura” – esplora il dialogo tra gli esseri viventi e la materia inanimata, tracciando i mutevoli confini tra naturale e artificiale e riconsiderando il posto dell’umanità all’interno di questo continuum.
Il progetto adotta una visione materialista in cui gli esseri umani non sono eccezioni alla natura, ma sue espressioni: un fenomeno pensante e collettivo. Da questa prospettiva, esiste un solo ambiente: un insieme unitario in cui tutto, compresi noi stessi e le nostre creazioni, emerge come conseguenza naturale.
La serie presenta una raccolta di tracce – una meditazione visiva sul Tecnocene – gettando nuova luce sulla “natura umana” e su cosa significhi essere umani in un’epoca in cui natura e artificio sono indissolubilmente intrecciati.
14/05/2026
COLLATERAL BEAUTY di Nicola Lorusso
La bellezza dell’Iraq, nonostante tutto: la violenza neocoloniale occidentale, nostra, e un modo di vivere il Pianeta come fosse una Kodak usa e getta. Non mi sono mai sentito così a casa come tra gli iracheni, un popolo splendido, accogliente, resistente, che mi ha ricordato il valore del senso di comunità, cannibalizzato dalle nostre parti in favore di un individualismo sfrenato e atono. In quei mille impolverati chilometri percorsi ho visto tutto ciò che non sapevo di cercare: le crepe nei sorrisi furtivi, le centinaia di tè al cardamomo, i mercati insanguinati, le paludi e i loro canti, le moschee scintillanti, le mazzette per entrare nel palazzo di Saddam e Babilonia ai suoi piedi, i cantieri a Mosul, la luce della Luna ad Hatra, la neve a Lalish, le donne coi selfie stick a Erbil, le battute sull’Italia ai checkpoint: l’Iraq è più vivo che mai, nonostante tutto.
Here’s the translation:
The beauty of Iraq, despite everything: the Western neocolonial violence, ours, and a way of inhabiting the planet as if it were a disposable Kodak camera. I have never felt more at home than among the Iraqis: a wonderful, welcoming, resilient people who reminded me of the value of community, cannibalized where we come from in favor of a frantic, hollow individualism. Across those thousand dusty kilometers, I saw everything I didn’t know I was searching for: the cracks behind fleeting smiles, the countless cardamom teas, the bloodstained markets, the marshlands and their songs, the shimmering mosques, the bribes to enter Saddam’s palace and Babylon lying at its feet, the construction sites in Mosul, the moonlight over Hatra, the snow in Lalish, the women with selfie sticks in Erbil, the jokes about Italy at the checkpoints. Iraq is more alive than ever, despite everything.
Trovi tutto il progetto su www.perimetro.eu
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https://perimetro.eu/maggio-2026/collateralbeauty/
COLLATERAL BEAUTY Foto di Nicola Lorusso
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