Liberituttidesign
29/10/2022
Sono nativi digitali, non possiamo impedirgli di stare allo smartphone!
Uno dei grandi idoli dell’epoca moderna è che il cellulare vada messo in mano ai piccoli il prima possibile. Nativi digitali, termine inventato dal marketing, non è una rivelazione scientifica: i bambini soprattutto sotto i 3 anni devono giocare con l’acqua, la sabbia, fare i travasi, non stare incollati al tablet.
Anche il mito del bambino touch è inesistente: il cervello dei piccoli è lo stesso dei bambini che vivevano all’epoca di Maria Montessori, un cervello di tipo sensoriale. Non hanno una tastiera in testa.
Anche la comunità scientifica lo conferma: i primi 3 anni di vita devono essere completamente sensoriali. La mano è l’organo che è più in connessione con le aree cerebrali che contribuiscono allo sviluppo.
11/07/2022
Perché il nostro paese ha sempre avuto un rapporto difficile con la più grande pedagogista mai esistita?
Il metodo di Maria Montessori è pratico e operativo: i bambini non mettono crocette su delle schede, ma operano concretamente, a livello sensoriale, con dei materiali, con i quali imparano anche a leggere e scrivere, in linea con le sue indicazioni di far lavorare i bambini liberamente e in maniera attiva.
Niente di più lontano dalla metodologia di Maria Montessori è l’idea che a scuola si vada per ascoltare l’insegnante. Questo è il cardine della pedagogia cosiddetta idealistica tradizionale che, basata sulla magistralità, pretende che ci sia questa infusione di sapere dal maestro, dall’insegnante o dal professore ai suoi alunni o allievi, in un passaggio che non ha nulla né di reciproco né di concreto e pratico.
Nella tradizione scolastica italiana l’insegnante sta al centro dell’attenzione, tutti gli sguardi convergono su di lui, come se dovesse tenere sempre, ossessivamente il controllo sui suoi alunni.
Esattamente il contrario di quella libertà operativa, autodisciplinata, di cui hanno goduto e godono i bambini della Montessori e che anch’io porto avanti nella logica del mio metodo, che ho definito maieutico proprio in virtù del dare il protagonismo ai bambini, per poter vivere esperienze concrete basate sulle loro capacità, le loro risorse e specialmente su una valutazione non più incentrata sulla ricerca dei loro sbagli e dei loro errori, ma su una valutazione focalizzata sulla valorizzazione e sul riconoscimento dei loro progressi.
Sono assolutamente dell’idea che la pedagogia non sia quel corpus di concetti e teorie filosofiche, o addirittura spiritualistiche, che hanno abbondantemente insegnato, e ancora insegnano, in tante facoltà, ma che sia come l’architettura o la medicina: una disciplina di scienza pratica, che per essere efficace deve raccogliere altre discipline scientifiche, come possono essere l’antropologia, la psicologia o la sociologia, e anche, oggi più che mai, le neuroscienze, per riuscire a realizzare interventi concreti che abbiano un sufficiente valore scientifico.
La scuola italiana si è allontanata da questo indispensabile connubio e oggi si trova orfana di un impianto scientifico.
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Testo estratto dall'articolo di Daniele Novara, pedagogista e direttore CPP, pubblicato in occasione dei 150 anni della nascita di Maria Montessori.
15/04/2022
Senza di loro Liberi tutti! sarebbe solo un bel progetto sulla carta ✏️
Nel lavoro paziente e attento a ogni dettaglio per arrivare al risultato finale (ultima immagine), c’è il grande valore dell’artigianato tutto italiano 🇮🇹
Nel momento di scegliere dove e come produrre gli arredi che avevo in mente, non ho avuto dubbi che la realizzazione dovesse avvenire in Italia, dove avrei avuto certezza di qualità e rispetto e giusto compenso per il lavoratore.
Quanto influiscono questi aspetti quando scegli di acquistare un arredo?
Mi piacerebbe sapere il tuo punto di vista, ti aspetto nei commenti 👇🏼
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