Edizioni Rapporti Sociali

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Fondata da Giuseppe Maj nell’aprile del 1983, le Edizioni Rapporti Sociali (ERS) mettono al centro della propria attività lo studio approfondito dell’epoca imperialista, il bilancio dell’esperienza storica del movimento comunista e la sua rinascita, il movimento di resistenza delle masse popolari alla crisi del capitalismo e l’instaurazione del socialismo nei paesi imperialisti. L’obiettivo per cu

07/06/2026

Il nuovo progetto editoriale per la Palestina di Edizioni Rapporti Sociali nell'anno dei novant'anni dalla nascita di Kanafani?
"Uum saad" ("La madre"), uno dei suoi racconti più belli, ma tradotto in tavole disegnate. Una graphic novel realizzata in fumetto a chiaroscuro in tavole variabili. Un lavoro inedito e - crediamo - un piccolo capolavoro, per levatura letteraria e pregio artistico, oltre che politico.
Un'opera a cura di Paolo Babini, un suo appello a sostenerne la produzione e le condizioni di possibilità e un ringraziamento anticipato.

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05/06/2026

"Non smettere mai di parlare di Palestina".
Agisci per la Palestina, lotta per noi tutti.

La Resistenza palestinese molte volte è stata data per sconfitta e altrettante volte ha dimostrato di non poter essere sconfitta.
Molte volte è stata denigrata e criminalizzata e altrettante volte ha dimostrato di essere avanguardia mondiale del movimento antimperialista, anticoloniale e democratico.
La Resistenza palestinese parla ancora alle masse popolari e ai popoli del mondo. Per tutti i popoli oppressi dall’imperialismo il messaggio è che possono liberarsi combattendo, quali che siano le condizioni della scontro imposte dal nemico. Per le masse popolari dei paesi imperialisti il messaggio è che la loro mobilitazione incide direttamente sulle condizioni in cui il popolo palestinese combatte..

"Dal fiume al mare. Racconti e poesia palestinese". Letteratura "al-mukamawa", scritti dalla Resistenza.
Una pubblicazione Edizioni Rapporti Sociali. Fanne richiesta a [email protected]!

🇵🇸

05/06/2026

Milàn l'è un gran Milàn.

Costruire un fronte contro la repressione
Dall'autunno scorso le mobilitazioni in solidarietà alla resistenza del popolo palestinese, a supporto della Global Sumud Flottila e contro la guerra hanno riempito le piazze di tutto il paese, hanno bloccato strade, ferrovie, porti. La mobilitazione nelle aziende, nelle università, nei territori ha espresso negli scorsi mesi una forza capace di far vacillare il Governo Meloni, costretto oggi a ricorrere sempre più a misure e attacchi repressivi. Multe, arresti, denunce, indagini che mirano a colpire quelli che sono stati i centri promotori delle mobilitazioni e tanti di quelli che hanno partecipato al movimento popolare.
Un’ondata repressiva che mostra la debolezza del governo e la paura che lo attanaglia. Che ha l’obiettivo di provare a fiaccare e criminalizzare il movimento contro la guerra e per la Palestina perché, meglio ancora dei promotori, ne riconosce le potenzialità e la forza. Ma che, a ben guardare, mostra anche l’impotenza del governo verso queste mobilitazioni nel momento in cui esprimono unità, risolutezza e forza. Le misure sono infatti arrivate solo a seguito del momento di reflusso dell’ampia e dispiegata mobilitazione, mentre fin tanto che la mobilitazione ha fatto valere tutta la sua forza si sono ben guardati da tentare attacchi repressivi, che sarebbero stati un boomerang.
Oggi è necessario e urgente avanzare nella costruzione di questo fronte di forze che combatta la repressione dandosi strumenti ideologici e pratici per contrastarla e la renda ambito di ulteriore organizzazione e mobilitazione.
Perchè anche la repressione è il segno che aprire una breccia è possibile. Non indietreggiare, non farsi frenare dagli attacchi, non “cercare riparo” stando più buoni e tenendo un basso profilo. Ma avanzare compatti. Perché se la paura attanaglia il governo è perché vede meglio degli stessi promotori l’ampio fronte che si è creato contro la Terza guerra mondiale, per la Palestina. Perché vede meglio di chi lo compone la potenzialità, la forza che può esprimere per farlo cadere e sostituirlo con un governo che applichi la Costituzione del 1948.
Il dibattito sarà occasione per confrontarsi, condividere esperienze e sviluppare forme e metodi comuni contro la repressione, per avanzare uniti.

01/06/2026

80 anni fa donne italiane partecipano su scala nazionale al Referendum istituzionale (tra Monarchia e Repubblica) e alle elezioni per l'Assemblea Costituente.

Il diritto di voto alle donne, in Italia, è stato introdotto ufficialmente il 1 febbraio 1945. L'elettorato passivo (il diritto di essere elette) fu riconosciuto un anno dopo, il 10 marzo 1946.

Nel frattempo, la vittoria della Resistenza partigiana antifascista, la Liberazione del Paese dal fascismo e dall'occupazione nazista, la costituzione della Repubblica italiana.

Emancipazione politica e conquiste universali di civiltà, certamente. Ma davvero fu così per tutte le donne, unite dal genere, divise dalla classe?..

Un approfondimento: https://www.carc.it/2021/02/28/il-pci-lemancipazione-delle-donne-e-il-movimento-rivoluzionario/

31/05/2026

Pro memoria, pro periodo (quello della dichiarazione dei redditi, presupponendo che ne abbiate uno, cosa, oggi, purtroppo non scontata..).

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