Neri Pozza

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Nel 1938, Neri Pozza e i suoi amici, una piccola brigata di «teste calde» tenuta d’occhio dalla polizia fascista, creano a Vicenza le Edizioni dell’Asino Volante. Le edizioni sorgono per uno scopo preciso: pubblicare il primo libro di poesie di Antonio Barolini, che l’avvocato Ermes Jacchia, un eccentrico editore ebreo costretto alla fuga dalle leggi razziali, non può più dare alle stampe. In ques

10/07/2026

Parigi, 1929. È un mattino di una primavera letargica e insolitamente fredda quello in cui il giovane Marcel, agente semplice di polizia e aspirante scrittore, è costretto a interrompere la sua ronda. Le grida di una donna che provengono da un vecchio palazzo popolare non possono essere ignorate e lo zelante novellino, insieme al suo collega, deve intervenire. Ma una volta sedata la lite furibonda tra un uomo e la sua cocotte, qualcosa trattiene Marcel: un gatto che gratta contro una porta chiusa e un odore dolciastro che filtra dalla soglia. Dietro quella porta, li accolgono una musica jazz che suona a vuoto e il corpo senza vita di una donna. Per i piani alti, il caso andrebbe archiviato come suicidio, anche se per Marcel troppe sono le incongruenze, troppo poco credibile la lettera d’addio, per tacere del volto esangue e magnetico di quella donna che gli chiede giustizia. Deciso a indagare da solo, si ritrova invischiato nella Parigi pulsante e scapestrata – tra atelier fumosi e caffè letterari, spettacoli sabotati dai surrealisti e lunghe notti per familiarizzare con le anime belle e inquiete di Man Ray e James Joyce, Kiki de Montparnasse e Henry Miller, Luis Buñuel e Zelda Fitzgerald. E poi c’è Ernest Hemingway, coi suoi baffoni, il viso bonario e lo sguardo indecifrabile, che ha mentito sul suo rapporto con la vittima: l’indiziato perfetto, se non fosse per quell’aura da scrittore affermato che colpisce Marcel proprio nel suo punto debole. Mentre la città danza sull’orlo degli anni Trenta ignara della catastrofe incombente, Marcel capisce che quello che sta seguendo è solo un filo nella trama di una ossessione letale. E che i nostri miti possono nascondere segreti oscuri, punti ciechi che non siamo disposti a illuminare.

La valigia perduta di Hemingway di Angelo Petrella è da oggi in libreria e in eBook.

È sangue di noi tutti: ricordare la strage di Reggio Emilia in un paese senza memoria - Il 7 luglio 1960 la città di Reggio Emilia rimase per sempre segnata dall'eccidio che prende il nome di strage di Reggio Emilia. "È sangue di noi tutti"... 07/07/2026

Il 7 luglio 1960 la città di Reggio Emilia rimase per sempre segnata dall'eccidio che prende il nome di strage di Reggio Emilia. È sangue di noi tutti ripercorre quella giornata di morte, risalendo ai giorni, mesi e anni che l'hanno preceduta, sintomo di un'Italia incapace di fare i conti con il proprio passato. In questo articolo Valerio Varesi spiega perché abbia voluto raccontare la strage a distanza di sessantasei anni, facendo risuonare i versi della canzone di Fausto Amodei a cui il romanzo deve il suo titolo.

L'articolo completo su L'Almanacco Neri Pozza.

È sangue di noi tutti: ricordare la strage di Reggio Emilia in un paese senza memoria - Il 7 luglio 1960 la città di Reggio Emilia rimase per sempre segnata dall'eccidio che prende il nome di strage di Reggio Emilia. "È sangue di noi tutti"... In questo articolo Valerio Varesi spiega perché abbia voluto raccontare nel suo romanzo la strage di Reggio Emilia, avvenuta il 7 luglio 1960.

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