Tak.Ori
Tak.Ori is a made in Italy brand which was founded in 2013 by the designer Lana Takori. Lana Takori is the creative mind behind the exclusive knitwear brand, Tak.Ori. Following 15 years working in the luxury fashion industry it was a natural progression for Lana Takori to start her own line and with a penchant for collecting hats and scarves everywhere she went these pieces became the starting poi
14/04/2024
Pushkin, Dostoevskij, Lermontov e l’enfasi sulla «grande cultura russa» - questa è l’arma standard dell’impero russo, che ancora oggi penetra nelle vostre librerie.
Nel contesto dell’attuale guerra della Russia contro l’Ucraina, persino coloro che si schierano dalla parte della democrazia, della verità, della giustizia, cioè dell’Ucraina, si chiedono: «Ma cosa ha in comune Pushkin con Putin?»
Avete mai pensato perché prima non sapevamo nulla dell’Ucraina, della sua cultura e dei suoi scrittori. La risposta è nascosta nei lavori di Pushkin.
La letteratura russa forma un’ideologia in cui l’omicidio di milioni di persone può essere giustificato.
Come funziona?
Tutta la letteratura russa che è entrata nel mercato internazionale e ha raggiunto le librerie fin dalla sua nascita dal inizio del XIX secolo è permeata da narrazioni imperiali e doveva essere prima approvata dai sovrani zaristi. Sia l’ex Impero russo che l’attuale Federazione russa investono enormi risorse nei traduttori, nei dipartimenti di russistica e nella politica culturale. Solo le opere che si accordavano con l’ideologia imperiale venivano stampate in grandi tirature, le altre non le vedrete mai.
La letteratura russa si basa sull’idea che esista un «mondo occidentale» e una «Russia». Tutti gli altri paesi e culture «tra» di loro, come la Polonia, la Lituania, la Lettonia, la Finlandia, l’Estonia e l’Ucraina, sono raffigurati come artificiali, incompleti e giustamente distrutti.
Pushkin glorifica l’annientamenti dei polacchi, il genocidio dei popoli caucasici e degli ucraini. Tuttavia, in Europa Pushkin è chiamato “il cantore della libertà”. Come potete vedere, è la voce dell’imperialismo russo nel mondo, che continua a farsi sentire ancora oggi. Il suo è il suono utilizzato anche oggi dal governo russo per giustificare le proprie azioni in Cecenia, in Georgia, in Moldova e per l’annientamento degli ucraini.
Per saperne di più: .gov.ua
11/04/2024
L’Ucraina è sempre stata una terra multietnica. Come la Lombardia fu influenzata dalle conquiste di vari imperi. La fortezza di Akkerman (provincia di Odessa) costruita sulle rovine dell’antica città greca di Tyras, vide il susseguirsi di diverse dominazioni, dai Goti agli Unni, dai Greci ai Daci, fino alla Rus’ di Kyiv (non confondere con la Russia moderna con capitale a Mosca nata nel 1723 con il decreto di Pietro il Grande che si appropriava del nome del impero di Kyiv) nel X secolo. Fondata presumibilmente dai Genovesi nel XIII secolo, la fortezza si trovava all’interno dell’Orda d’Oro, ma era sotto il controllo genovese. Verso la fine del XIV secolo, il Granducato di Lituania rimpiazzò Genova come dominatore della regione.
Nel XV secolo, la città passò sotto il dominio del Principato di Moldavia. Diventò un vero e proprio centro urbano, con una popolazione di circa 20.000 abitanti, tra cui moldavi, greci, genovesi, armeni, ebrei e tatari. Questo segnò l’inizio del periodo di massimo splendore della città.
Dopo un assedio di 9 giorni da parte degli Ottomani nel 1485, la fortezza cadde. Per 328 anni, qui regnò il dominio ottomano. L’Impero Ottomano fece di Akkerman uno dei suoi principali avamposti nel nord. La città divenne oggetto di continui attacchi da parte dei cosacchi zaporoziani.
Il periodo ottomano a Bilhorod terminò definitamente nel 1812. Secondo il Trattato di Bucarest, il sud della Bessarabia con Akkerman passò all’Impero Russo.
Nel 1918, Bilhorod fu occupato dai rumeni. Rimase sotto il controllo del Regno di Romania fino al 1940. In quel periodo, entrò brevemente a far parte dell’URSS, ma dal 1941 al 1944 la città tornò nuovamente sotto il dominio del Regno di Romania. Nel 1944, le truppe sovietiche occuparono Bilhorod. La città fu rinominata Bilhorod-Dnistrovskyi e la fortezza fu trasformata in un museo-monumento.Oggi, la fortezza di Akkerman è uno dei luoghi turistici più popolari del sud dell’Ucraina.
Per sapere di più sulla storia e le bellezze ucraini visitate:
.ua
19/03/2024
Dall’alto della sua casa, affacciata sul Teatro dell’opera, Oksana .stomina ammirava Mariupol. Ne decantava la bellezza nelle sue poesie e cercava i luoghi storici da valorizzare. Come molti altri abitanti della città, usava il russo per esprimersi, visto che l’ucraino non era nemmeno studiato nella scuola da lei frequentata.
Tutto è cambiato con l’arrivo del 2014, quando la città è stata presa di mira dai primi bombardamenti russi. Oksana non ha voluto migrare verso le zone più sicure: si sentiva come una guardiana della città, costretta a restare per aiutare gli altri. Come volontaria, Oksana era testimone oculare delle conseguenze della guerra grazie ai suoi contatti con gli abitanti della zona di combattimento e ai profughi. Queste testimonianze orali sono confluite nel libro de lei editato “Sul vivo. Diari attorno alla guerra.” e poi nel volume di prosa “Gli atomi del destino”.
Scrivere d’amore: quello per la propria famiglia e per la propria città. Questa era la missione di Oksana Stomina, nata in Ucraina, a Mariupol, in una famiglia russofona che abitava lì da generazioni. Ha ereditato dai genitori l’amore per la scrittura: suo padre scriveva prosa e la madre invece, si dedicava alle poesie d’infanzia.
Oksana Stomina nata a Mariupol e attualmente costretta a vivere all’estero, è poeta, scrittrice e attivista per i diritti umani. È inoltre organizzatrice di molti progetti sociali, letterari, legali e di beneficenza, vincitrice del premio letterario Yuri Kaplan e del premio letterario Slavic Traditions. Fondatrice dell’organizzazione pubblica Yuri Kaplan. Autrice di diverse raccolte sulla guerra in Ucraina.
Il suo lavoro di testimonianza e registrazione degli orrori della guerra, all’interno del progetto “Documentare l’Ucraina” è sostenuto dall’Istituto di Scienze Umane austriaco (IWM).
Il 22.03.24 a circolo Filologico Milanese , via Clerici,10.
Entrata libera.
01/03/2024
La nuova copertina del
Dieci anni di conflitto e due di guerra su larga scala in Ucraina non hanno spezzato lo spirito degli ucraini, ma hanno solo accresciuto la loro volontà di vivere! Oggi i veri eroi in Ucraina sono i militari, i soldati nelle trincee, molti dei quali hanno sacrificato la propria vita per difendere la patria e permetterci di andare avanti, vivere e creare. Si sono immediatamente schierati al fronte nei primi giorni della guerra, abbandonando i loro comodi uffici e le belle case. Giovani come quelli qui in Italia: designer digitali, stilisti, artisti, musicisti, ingegneri che due anni fa conducevano vite normali, con lavoro, amori, svaghi con gli amici, viaggi e studio. Poi è arrivato il nemico, dieci anni fa in silenzio, vigliacco, fingendo di non esistere, e poi il 24 febbraio 2022 ha bombardato tutto il territorio dell’Ucraina, sconvolgendo le vite normali di milioni di giovani come voi. Una giovane donna, fuggita da Kyiv con suo figlio e ora a Milano, ha detto: “Non ci rendevamo conto di vivere in paradiso!” Gli ucraini amano la loro terra. L’Ucraina è un paese meraviglioso, sebbene fosse invisibile per il resto del mondo fino a due anni fa, c’è sempre stata, con la sua storia che risale a 8.000 anni fa, con la sua ricca cultura, arte, tecnologia e, soprattutto, con il suo popolo! Gli ucraini sono un popolo incredibile, il loro coraggio è ammirevole. Desiderano vivere in un paese libero e democratico, anche se forse hanno una visione troppo romantica dell’Occidente, che spesso considera libertà e democrazia come cose scontate. Gli ucraini, al contrario, sanno che per questi valori bisogna lottare e li difendono con tutte le loro forze. Cominciate visitare Ucraina al meno virtualmente : .ua
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