Merli-Serena

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Ci sarebbe da morir dal ridere, se non fosse che a volte il morto ci scappa veramente. DOMESTICALCHIMIA si muove nello scenario di queste esplosioni, andando a caccia di storie scomode, senza mai perdere di vista il lato ironico della questione, perché la tragicomeddia è inevitabile. Quali sono le facce delle nuove nevrosi che ci camminano dentro e intorno? Come stanno mutando le nostre relazion

Photos from Merli-Serena's post 06/02/2026

PIZZA BUREK – Storie di buffa assimilazione
(titolo in via di definizione) 
I ° TAPPA FIUME RIEJKA-TRIESTE

Siamo un gruppo di artiste italiane e croate Francesca Merli, Laura Serena, Angela Dematté e Lucija Klarić, che raccontano un’Europa di confini mobili, dove Est e Ovest si guardano negli occhi e si confrontano. E' un progetto di teatro documentario che nasce fra Fiume e Trieste. In scena, una giovane donna attraversa il mare dei propri conflitti, scoprendo che la memoria come la lingua cambia forma, ma non smette mai di parlare. PIZZA BUREK è il ritratto buffo e tenero di chi appartiene a più mondi. Un viaggio tra ferite di guerra e buffe assimilazioni, dove la comicità diventa un modo per restare umani.

“Mi hanno preso in giro al supermercato perché ho chiesto le Brooklyn. Qui non esistevano.”

“Quando un’idea diventa un’Istituzione, stai attento: l’ideale potrebbe morire.”

“Non voglio essere spalmato.”

“I miei genitori scherzavano dicendo che giocavano a poker con i passaporti.”

“Quella guerra non mi sembrava mia, anche se era dei miei vicini di casa.”

“Alcune parole croate sembrano vibrare dentro di me, come duša, che significa ‘anima’.”

“Volevo le Reebok, ma mi compravano quelle tarocche. La Barbie, mai avuta.”

“Quando mio padre diceva ‘andiamo in Italia’, intendeva Monfalcone.”

“Negli anni ’90 arrivare nel capitalismo è stato un trauma.”

“Mio fratello, che ha ventisei anni, mi ha chiesto: ‘Dove ci seppelliranno? In Bosnia, con i nonni, o a Roma, con mamma e papà?’”

“Benzina e carne si compravano in Jugo. I jeans, invece, a Trieste, perché lì non c’erano.”

“Una volta fermano mio padre: ‘Che cosa dichiara di avere?’ .‘Solo i crauti in macchina.’ ‘Per mi son capuzzi’, rispondeva. Tutti avevano parenti dall’altra parte.”

***

di MERLI - SERENA

Con Laura Serena (e attori in via di definizione)
Regia Francesca Merli
Drammaturgia Angela Dematté e Lucija Klarić
Riprese e montaggio video Mario Bobbio
Consulenza giornalistica e storica Cristina Bonadei
Tutor del progetto Mirko Soldano
Con il sostegno di:
Dramma Italiano di Fiume, Teatro La Contrada, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia

Photos from Merli-Serena's post 09/10/2025

4° Giorno - Residenza artistica a Brescia | CLAPS
Siamo arrivati per parlare di sesso e relazioni.
Stiamo raccogliendo un’inchiesta politica, sociale, esistenziale

Intervistiamo donne ma soprattutto uomini dai 20 ai 70 anni.
Ci parlano di crisi d’identità, silenzi che pesano, ruoli che crollano, corpi che non sentono e vorrebbero sentire, bisogno di ascolto.

“Io ho bisogno del femminile. Di uno sguardo altro per non essere frammentato.”

"Non so più che parte devo interpretare per non essere trasparente.”

“Se una donna non si concede più, è una forma di violenza.”

“Abbiamo confuso la libertà con la prestazione, ma anche le donne hanno l’ansia da prestazione".

Non è più solo un progetto sulle relazioni ma è un affondo sulle nostre paure più antiche.

Ideazione Merli, Serena, Demattè. 

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