Around Design
25/03/2026
Addio a Ennio Brion: l’uomo che portò la tv e la radio di Milano al MoMA di New York
Si chiude una stagione del design italiano che aveva saputo trasformare gli oggetti domestici in piccoli capolavori. È morto Ennio Brion, imprenditore veneto e figura centrale della Brionvega, l’azienda fondata a Milano dalla sua famiglia nel 1945 e diventata negli anni uno dei nomi più riconoscibili del design industriale europeo. Aveva 86 anni ed era stato alla guida dell’azienda dal 1968 al 1992, fino all’incorporazione in Seleco. 
Il suo nome, però, non resta legato soltanto all’impresa. Resta legato soprattutto a un’idea precisa: quella secondo cui una radio o un televisore non dovessero essere semplici elettrodomestici, ma oggetti capaci di abitare la casa come segni di stile, visione e modernità. Sotto l’universo Brionvega sono nati e si sono affermati pezzi diventati iconici, come la Radio Cubo TS 502 e il televisore Algol, oggi conservati nella collezione del Museum of Modern Art di New York. Il MoMA li cataloga infatti come opere di Marco Zanuso e Richard Sapper, realizzate per Brionvega S.p.A., Italy, dentro il dipartimento di Architecture and Design. 
È qui che si misura davvero la statura di Ennio Brion: non come designer in senso stretto, ma come imprenditore-committente capace di riconoscere il talento e di affidarsi ai grandi nomi. Il Corriere ricorda il suo rapporto con progettisti e architetti come Richard Sapper, Marco Zanuso, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Mario Bellini e Carlo Scarpa. Brionvega stessa racconta quel periodo come il momento in cui il marchio milanese entrò pienamente nel disegno industriale e conquistò i musei di tutto il mondo, “dal MoMA alla Triennale di Milano”. 
Il legame con Milano, del resto, non era solo industriale. Ennio Brion si era laureato in Economia e Commercio a Milano, ed era rimasto una presenza importante anche nella vita culturale della città. Il Corriere lo ricorda come presidente onorario degli Amici di Brera e come l’uomo che, nel 1986, chiamò James Stirling per il progetto di Palazzo Citterio, uno dei cantieri culturali più lunghi e simbolici del capoluogo. 
Accanto all’industria e all’architettura, c’è poi un altro lascito che racconta bene la sua idea di memoria. Nel 2022, Ennio Brion e la sorella Donatella donarono al FAI il Memoriale Brion, il complesso progettato da Carlo Scarpa a San Vito di Altivole in memoria del padre Giuseppe. Anche in quel gesto si ritrova il suo stile: custodire il passato non come nostalgia, ma come responsabilità verso il futuro. 
Con Ennio Brion se ne va dunque non soltanto un imprenditore, ma uno degli ultimi uomini capaci di tenere insieme fabbrica, cultura e bellezza. In un’Italia che spesso separa produzione e visione, lui aveva dimostrato che perfino una televisione o una radio potevano parlare al mondo con accento milanese e finire, senza perdere la propria anima, nelle sale del MoMA di New York. 
21/07/2025
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