Psy.LGBT

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Photos from Psy.LGBT's post 01/07/2022

Siamo ormai alla fine di Giugno, e l’onda pride è già partita. Qui a Milano siamo in trepidante attesa del Pride di domani.
Come ogni anno, la manifestazione toccherà diverse città d’Italia, portando nelle piazze la voglia di uguaglianza sociale, la rivendicazione di diritti e l’affermazione di sé stess* per come si è, a prescindere dall’identità sessuale di ognun*.
Molte persone si stanno già organizzando per gli eventi, tuttavia vi saranno altrettante persone che andranno al Pride per la prima volta.
Qui per voi una piccola guida da tenere a mente, nel caso in cui abbiate il desiderio di organizzarvi e non sapete quali sono i punti da tenere in considerazione.
Buon Pride a tutt*!
***r ***an

23/06/2022

Oggi esponiamo uno studio che raccoglie le testimonianze ed altra letteratura scientifica di uomini eterosessuali e membri della popolazione LGBT+ che hanno subito violenza sessuale, resident* in paesi con un reddito medio-basso (tra cui Repubblica democratica del Congo, Medio Oriente, Bosnia, Nepal, Thailandia e altri).
Perché esporre questa ricerca? Perché è importante parlare della violenza sessuale che avviene nei confronti degli uomini, sensibilizzando questa tematica; ma anche per mostrare le strategie difensive, preventive messe in atto in queste zone del mondo e se sono soddisfacenti.
Secondo *l* promotor* dello studio in questione, pubblicato solo due anni fa, tutte le identità di genere ed orientamenti sessuali riportano sintomi riguardanti il disturbo post traumatico da stress (ansia, incubi che si ricollegano al trauma, pensieri abusatori intrusivi…), con una maggiore diffusione di fenomeni depressivi o ansiosi per la popolazione femminile, mentre tra gli uomini riportano un livello maggiore di comportamenti aggressivi, antisociali e tendenti all’abuso di sostanze. La popolazione LGBT+, oltre a quanto elencato, mostra omofobia interiorizzata e transfobia interiorizzata.
Fattori che possono peggiorare la sintomatologia sono l’allontanamento dal resto della famiglia e/o della comunità di appartenenza. I fattori protettivi e preventivi, come consultori, case rifugio e centri antiviolenza, vengono evitati da parte di uomini e popolazione LGBT+.
Le motivazioni sono differenti e riguardano per i primi la paura di essere giudicati come deboli e poco maschili, anche a causa della propria cultura di appartenenza; mentre per la comunità LGBT+, la reticenza è dovuta più che altro alla paura di non essere compres* come persone LGBT+, oppure la sensazione di disagio causata dal rapportarsi con personale non adeguato e/o formato riguardo le differenti sfumature dell’identità sessuale.
***r ***an

04/06/2022

Nei nostri post abbiamo più volte ribadito l’importanza che hanno i diritti e l’accettazione della comunità LGBT+ dal punto di vista psicologico: una migliore qualità della vita psicologica di tutt*, con un conseguente abbassamento del livello di minority stress.
Tuttavia, molte delle libertà che godiamo qui in Italia, sarebbero fondamentali anche per molte altre parti del mondo, dove l’essere LGBT+ è visto in maniera distaccata, se non “colpevole”. Ad oggi, molti degli Stati che attuano delle limitazioni alla comunità LGBT+, riguardano il continente africano, il Medio Oriente ed alcune zone dell’Asia.
Queste considerazioni, molto probabilmente, sono dovute a retaggi culturali radicati nelle popolazioni sopra citate, le quali porrebbero la propria autorità legislativa o ad insegnamenti religiosi che evitano, o addirittura reprimono, orientamenti sessuali al di fuori dell’essere etero. Infatti sono molti gli Stati che basano la propria legislatura sulla religione, così da reprimere comportamenti in base alle regole divine.
Ad ogni modo, la soluzione principale a molte di queste situazioni potrebbe risiedere in una maggiore formazione ed informazione della società, in modo da liberare la comunità LGBT+ dallo stigma che la colpisce. Così si può diminuire il divario sociale e, pian piano, mettere in atto leggi che favoriscano l’integrazione della popolazione.
***r ***an

Photos from Psy.LGBT's post 30/05/2022

Purtroppo, in molte parti del mondo, l’essere LGBT+ ancora non viene accettata e, inoltre, è possibile essere considerat* criminali, pur non avendo fatto nulla di male, ma semplicemente per essere LGBT+.
Le accortezze che riguardano l’informazione riguardo le leggi ed anche la considerazione che quelle zone hanno per la comunità LGBT+ sono i primi passi per fare una cernita e sentirsi al sicuro.
Anche se dal punto di vista economico potrebbe essere meno accessibile, tuttavia l’opzione di rivolgersi ad agenzie di viaggio potrebbe essere la più sicura, in quanto si possono raggiungere mete o partecipare a viaggi organizzati LGBT+ friendly.
Un altro metodo per poter trovare spunti riguardo mete da poter raggiungere e visitare in tutta sicurezza, sono pagine Instagram e blog appositi, nei quali è possibile informarsi prima di partire, in maniera del tutto gratuita.
***r ***an

17/05/2022

Oggi è l’anniversario della cancellazione dell’omosessualità dalla classificazione delle patologie mentali, avvenuta il 17 Maggio 1990. Come ogni anno, questo è un giorno dove si riflette nei confronti di un fenomeno sociale, l’omo-bi-transfobia appunto, che miete vittime soprattutto tra i più giovani.
Secondo il sito Omofobia.org, che raccoglie i numeri delle aggressioni omofobe anno per anno, dal Primo Maggio 2021 ad oggi, le persone che hanno subito atti omofobi sono all’incirca 148. Tra questi soggetti, come dichiara il sito web, la maggior parte di loro ha meno di 30 anni. Facendo partire l’analisi dall’inizio dello scorso anno, invece, coloro che hanno subito omotransfobia sarebbero 191. E’ possibile comunque immaginare la moltitudine di persone che sono rimaste in silenzio di fronte alla violenza ricevuta.
La notizia sconcertante, come riporta Omofobia.org, è che molti casi sono avvenuti in città che prima venivano viste come “friendly”. Questo fa riflettere riguardo una situazione sociale che apparentemente sembra fare una retromarcia nei confronti dell’integrazione delle persone LGBT+, per motivi poco chiari.
La speranza, come ogni anno, è semplicemente quella di favorire uguaglianza sociale, in famiglia come nel lavoro, tra la società e le persone LGBT+, in favore di un benessere psicologico maggiore per tutt* e promuovendo l’accettazione della comunità LGBT+, che desidera solamente essere considerata per ciò che è.
***r ***an

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