Isabella Ferlicchia
11/05/2026
UN 🌳 PER OGNI PIAZZA.
Chi mi conosce o ha letto qualche mio post lo sa: non amo le piazze tattiche. Anzi, le detesto.
Nascono come spazi pubblici esteticamente gradevoli — con pavimentazioni colorate, aiuole, fiori, panchine e tavoli da ping-pong — pensati per favorire la socialità di anziani, famiglie e giovani, sottraendo spazio alle auto (e ai parcheggi per i residenti) per restituirlo agli abitanti. Ottimo, in teoria.
Peccato però che, a distanza di poche settimane dall’inaugurazione, questi luoghi “colorati di socialità ” — peraltro limitata a qualche ora pomeridiana estiva, perché nelle ore più calde si trasformano in vere e proprie isole di calore — diventino spesso spazi di degrado e malamovida, generando numerosi disagi per chi vi abita. Chi ha “la fortuna” di affacciarsi con una finestra o un balcone su una piazza tattica sa bene di cosa sto parlando.
Se si realizzano progetti con l’obiettivo di favorire la socialità , non si possono creare strappi tra cittadini portatori di esigenze diverse e non sempre (o non del tutto) conciliabili: il diritto al riposo dei residenti, il bisogno di aggregazione libera e spontanea dei giovani, la necessità di garantire spazi sicuri per i bambini e luoghi di socialità adeguati per gli anziani.
Un serio lavoro di progettazione e di mediazione tra le diverse esigenze espresse dai residenti e dagli utilizzatori delle piazze avrebbe dovuto essere pensato e realizzato a monte, individuando soluzioni inclusive e condivise, capaci di rispettare tutti. Solo così sarebbe stato possibile creare spazi davvero “aperti” e realmente fruibili dall’intera comunità .
Le piazze tattiche, così fortemente volute da questa amministrazione, hanno invece finito per creare — o amplificare — disagi per i residenti.
Io proporrei di trasformarle in piazze verdi: un albero 🌳 (o anche più di uno) per ogni piazza.
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