Spazio student ASAP

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L'aula seminari studentesca vuole essere uno spazio aperto a tutti gli studenti e le studentesse per creare un luogo di confronto su diverse tematiche, in cui studiare e creare socialità

17/02/2022

🔴 ENI E CINGOLANI SFRUTTANDO LA CRISI ENERGETICA PER RILANCIARE LE TRIVELLAZIONI 🔴

Come apprendiamo in questi giorni dai principali quotidiani, il Governo si sta muovendo per mitigare il f***e aumento delle bollette, dovuto alla crisi energetica in corso da oramai diversi mesi.

Come?

Senza alcuna sorpresa da parte nostra, sospinto dalle lamentele del settore industriale pesante più che dalle legittime proteste dei consumatori, il ministro della “transizione ecologica” (!) ha incontrato oggi l’AD di ENI per discutere, insieme al ministro dell’Economia, un aumento considerevole (quasi un raddoppio) del tetto massimo di metri cubi di gas fossile estraibile.

Le quote massime di gas passeranno dunque da 3 miliardi annui a 4-5, il tutto corredato di cessione a prezzi calmierati, su contratti decennali, alle imprese.

Ebbene sì, avete letto bene. Mentre il caro bollette affligge la popolazione, il governo si preoccupa di fornire contratti agevolati al settore industriale più energivoro, settore che con i propri utili potrebbe benissimo assorbire da sé il sovrapprezzo, lasciando maggiori risorse alla tutela economica di cittadine e cittadini.

E, come avrete notato, non finisce qui: ciò avverrà tramite l’apertura di nuovi impianti d’estrazione, prevalentemente davanti alle coste adriatiche dalle Marche all’Emilia Romagna e nel canale di Sicilia.

È sconfortante ritrovarsi a dover ribadire come questi scompensi fossero totalmente prevedibili, già a partire da diversi anni fa, e come non sia stato comunque approntato nessun piano di “transizione ecologica” strutturato e coordinato, lasciando tutto completamente al caso, di modo da potersi rifugiare, volta per volta, dietro a qualche necessità contingente, in nome della quale annullare ogni minimo progresso intrapreso in precedenza.

La crisi energetica è l’ennesima di queste necessità, ma visto che a causarla è lo stesso sistema che ci sta condannando a quella climatica, sarebbe logico, a nostro parere, cercare una soluzione ad entrambi i problemi.

Quale?

Risolvendo il problema a monte, riducendo il metabolismo sociale. La nostra economia si fonda sull'uso smodato delle risorse della terra e dell'energia. Questo modello economico non ha come scopo il soddisfacimento dei bisogni umani, ma la riproduzione allargata del capitale. Questo si è reso ancora più evidente durante il primo lockdown quando essendo costretti dal virus a dover interrompere parte della produzione di merci, si fece una distinzione tra beni necessari e beni superflui.
Ridurre il metabolismo sociale non vuol dire scegliere la strada dell'austerità verde, ma tagliare quella parte della produzione e dei consumi che è utile solo all'accumulazione di capitale fine a se stessa.

Nell'immagine le zone interessate come potenziali siti di estrazione

11/02/2022

🔥 BUONE NOTIZIE PER EMILIO 🔥

👉EMILIO È FUORI DAL CARCERE! STAMATTINA EMILIO È STATO SCARCERATO, CON OBBLIGO DI DIMORA A AIX EN PROVENCE, SICURAMENTE UNA BUONA NOTIZIA, MA LA NOSTRA BATTAGLIA NON SI FERMERÀ FINCHÈ NON SARÀ LIBERO DI TORNARE NELLA SUA VAL SUSA

Ci vediamo quindi sabato EMILIO LIBERO - PRESIDIO IN SOLIDARIETÀ A EMILIO DAVANTI AL CONSOLATO FRANCESE

26/01/2022

🔴 LICEI TED: GREENWASHING O PEGGIO? 🔴

👉 Pochi giorni fa son stati inaugurati i nuovi licei TED: il Liceo per la Transizione Ecologica e Digitale. Obiettivi di questo nuovo corso di studi, per ora avviato in forma sperimentale da 28 istituti, ma che punta come sostiene lo stesso ministro bianchi a 1000 istituti dall'anno prossimo, sarebbero quelli di “preparare gli studenti a un nuovo futuro sostenibile e digitale” in collaborazione, manco a dirlo con le imprese.
Queste, come abbiamo scoperto, sono rappresentate da Elis, consorzio che vanta la partecipazione di 100 imprese, per una capitalizzazione di circa 2000 miliardi. La lista di queste? Troviamo nomi quali Leonardo (armamenti), ManPower (schiavismo legalizzato), Eni (...), Snam (Gasdotti, fra l’altro promotore del progetto!!!), Toyota, DHL, Autogrill, Anas e tante altre.
Tutti nomi estremamente legati alla transizione ecologica… in negativo!
Questi personaggi si impegneranno “alla realizzazione dei programmi didattici, aiutando a individuare le competenze richieste dal futuro mercato del lavoro”.
In pratica, come al solito, ci si nasconde dietro la “transizione ecologica” per portare avanti i propri interessi economici, smarcandosi dalle proprie responsabilità ambientali e promulgando una dottrina inquietante: l’approccio tecnico è l’unica soluzione al problema climatico.
Non stupisce, infatti, che “le basi del percorso quadriennale saranno le discipline STEM [Science Tecnology Enginering Mathematics]” e tanti saluti ad un approccio politico e sociale al problema.
È fin troppo evidente come questo percorso ha il solo scopo di formare manodopera specializzata nel digitale (la transizione ecologica è citata sempre di facciata), settore “trainante” che, oltre ad essere causa di una frazione considerevole delle emissioni di CO2, è complice consapevole del livello asfissiante di controllo e repressione in ambito lavorativo e non di questi ultimi tempi.
Il disgusto però arriva verso la fine dell’articolo, quando si enuncia pomposamente che questo progetto è “voluto e sostenuto dai giovani”, citando ad esempio che “Proprio all'istituto di Brindisi […] si è trasferito P. Ruggiero, giovanissimo attivista che sulle tematiche del surriscaldamento ha già scritto un libro”. Della serie, se i vostri idoli ci vanno, andateci anche voi, tanto siete giovani e non capite niente...
Dopotutto questo atteggiamento non stupisce, visto che Elis vanta di aver ben 280 “role model” (personaggi a cui ispirarsi) che utilizzerà durante le attività didattiche: solo a noi questa sembra un’attività invasiva e feroce delle pubblic relation aziendali nell’istituzione pubblica?
Solo a noi sembra surreale che queste società da 2000 miliardi vengano a formare insegnanti e studentesse su “come salvare il pianeta lavorando da noi”?
Solo a noi sembra una violenza inaudita incarcerare i giovani nel mondo del lavoro, costringendoli ad impieghi inquinanti o mal pagati, ricattandoli con il fatto che questo è “un mondo dove si stima che l'80% dei lavori futuri richiederà competenze Stem”?
Ci pare invece molto chiaro come non servano né licei specializzati, né una tecnocrazia illuminata, né percorsi PCTO “green” per dare “consapevolezza ai giovani”.
Chiunque esca da una scuola è già fin troppo consapevole della mancanza di futuro che ha davanti, ce l’ha mostrato palesemente. Quello che manca sono le possibilità di mettersi veramente in gioco per questo mondo, evitando quell’abisso di depressione e apatia in cui ci si getta sempre più spesso per sopravvivere alla “consapevolezza”.
Ma, che lo vogliano o no, queste possibilità ce le riprenderemo...

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