Talento Calcio

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16/05/2026

VADO, IL PRESIDENTE MINACCIA: “LA PROMOZIONE IN C MI COSTA TROPPO, POTREI RIPARTIRE DALL’ECCELLENZA”

Dalla festa alla paura, dal sogno Serie C all’incubo di dover ricominciare addirittura dall’Eccellenza. In casa Vado, a pochi giorni dalla storica promozione tra i professionisti, il clima è diventato improvvisamente pesantissimo.

Il presidente Tarabotto ha infatti lanciato un messaggio durissimo sul futuro del club rossoblù, mettendo in dubbio l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C. Una frase che, per una piazza che ha appena celebrato un ritorno atteso da decenni, suona quasi come una doccia gelata.

Il nodo è soprattutto economico e burocratico. Per il salto dalla Serie D alla Lega Pro, il Vado deve completare una serie di passaggi obbligatori: trasformazione societaria da ASD a S.r.l., fideiussione da 700 mila euro, documentazione economica in regola e disponibilità di uno stadio omologato per la categoria. Sullo sfondo resta anche il tema del Chittolina, impianto di casa dei rossoblù, per il quale al momento non sembrano esserci certezze concrete sugli interventi necessari, che costerebbero 800k!

Tarabotto non ha usato giri di parole. Il presidente ha spiegato di essere rimasto spiazzato da alcune situazioni emerse nelle verifiche e ha ammesso che, allo stato attuale, l’iscrizione non sarebbe scontata. Anzi, il patron ha dichiarato che, se i conti e le condizioni non dovessero convincerlo, potrebbe anche valutare una ripartenza dall’Eccellenza.

Una posizione che fa rumore, anche perché arriva subito dopo una stagione costruita per vincere. Il Vado ha conquistato sul campo un risultato storico, ha acceso l’entusiasmo della tifoseria e ha riportato la città davanti a una prospettiva che mancava da una vita sportiva intera. Proprio per questo, il rischio di vedere tutto svanire ora appare ancora più doloroso.

Il presidente ha comunque precisato di voler attendere risposte definitive dai professionisti incaricati di analizzare la situazione. Prima della decisione finale, quindi, ci saranno ancora controlli e valutazioni. Nel frattempo, Tarabotto ha anche rassicurato squadra e tesserati sul pagamento di stipendi e premi, parlando di una cifra importante da saldare tra il 25 e il 26 maggio.

Resta però il punto centrale: il Vado ha vinto il campionato, ma oggi non sa ancora se potrà davvero giocare in Serie C.

Ed è qui che nasce la domanda più scomoda. È giusto che il passaggio tra Serie D e professionismo costi così tanto da mettere in crisi una società appena promossa? La Lega Pro richiede garanzie, strutture, fideiussioni e solidità economica: requisiti comprensibili per evitare avventure improvvisate. Ma dall’altra parte il salto sembra ormai diventato un muro enorme per tante realtà dilettantistiche.

C’è poi un’altra riflessione inevitabile: perché costruire una squadra da promozione, sostenere un campionato di vertice, alimentare il sogno della Serie C, se poi non si hanno davvero i mezzi per affrontare il passaggio di categoria?

La tifoseria del Vado ha vissuto settimane di entusiasmo, festa e orgoglio. Ora però rischia di passare dal sogno di tornare tra i professionisti dopo 8decennii alla paura di ripartire dall’Eccellenza. E questo, per chi ha seguito la squadra tutto l’anno, è un colpo durissimo.

Forse allora bisognava chiederselo prima: era meglio costruire una squadra per vincere a tutti i costi, oppure programmare una Serie D più sostenibile, magari da metà classifica, senza promettere implicitamente un salto che oggi rischia di non essere sostenibile?

Il campo ha dato il suo verdetto. Il Vado la Serie C l’ha conquistata. Ora però deve arrivare il verdetto più difficile: quello dei conti, delle strutture e della programmazione. Perché una promozione senza possibilità di iscrizione non è solo un problema societario. È una ferita per una città, per una tifoseria e per tutti quelli che hanno creduto davvero nel sogno rossoblù.

05/05/2026

SAVOIA TORNA TRA I PRO: TORRE ANNUNZIATA IN FESTA DOPO 11 ANNI

Torre Annunziata si risveglia tra bandiere, cori e un entusiasmo che non si vedeva da anni. Il Savoia è di nuovo tra i professionisti: la vittoria netta contro la Sancataldese, 3-0, ha messo il sigillo su una stagione intensa, combattuta fino all’ultimo e vissuta sempre sul filo.

Allo stadio Giraud si respirava aria di grande occasione già prima del fischio d’inizio. Tribuna gremita, curva compatta e tutta vestita di bianco: novanta minuti vissuti con il fiato sospeso, fino a quando la partita ha preso la direzione giusta. Il vantaggio nel primo tempo ha fatto esplodere il pubblico, ma è nella ripresa che la sensazione è diventata certezza: il Savoia non si sarebbe fatto sfuggire questa occasione.

Il triplice fischio ha liberato tutta la tensione accumulata in mesi di battaglie. Dentro lo stadio, ma anche fuori, dove tanti tifosi si erano radunati per non perdersi un momento di quella che è diventata una giornata storica. Cori, fumogeni, clacson: la città si è trasformata in un’unica grande festa.

Un ritorno atteso 11anni, che ha un sapore ancora più speciale se si pensa al percorso del club. Tra difficoltà, rifondazioni e passaggi complicati, il Savoia ha dovuto ricostruire praticamente tutto. Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato davvero.

Decisivo l’ingresso della nuova proprietà: Emanuele Filiberto di Savoia, che ha rilevato la società a fine 2022, ha dato una nuova direzione al progetto, riportando entusiasmo e ambizione in un ambiente che ne aveva bisogno. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una squadra competitiva, una piazza ritrovata e una promozione che rappresenta molto più di un semplice salto di categoria.

Per Torre Annunziata è un ritorno che richiama anche ricordi importanti: il Savoia, infatti, ha già calcato palcoscenici di livello, partecipando anche al campionato di Serie B nella stagione 1999-2000. Un passato che torna a essere un riferimento, non più solo un ricordo.

Ora si apre una nuova fase. La Serie C porterà nuove sfide, nuovi avversari e soprattutto tanti derby, in un contesto sempre più competitivo e ricco di rivalità territoriali. Tutte sfide che la proprieta'ha intenzione d'affrontare nel migliore dei modi, allestendo una squada in grado di fare bene anche tra i PRO.

29/04/2026

SERIE D NEL CAOS: ESPOSTO DELLA REGGINA CONTRO IL MESSINA : CLASSIFICA A RISCHIO STRAVOLGIMENTO

Nel girone I di Serie D si apre un nuovo fronte che rischia di cambiare gli equilibri della stagione. La Reggina Calcio 1914 ha deciso di rivolgersi alla procura federale della FIGC, presentando un esposto in cui si segnalano presunte irregolarità legate alla posizione dell’ACR Messina e dei suoi dirigenti.

Al centro della contestazione c’è la partecipazione del Messina al campionato nonostante una situazione economica compromessa già nella scorsa stagione, con una dichiarazione di insolvenza seguita da una pesante penalizzazione in classifica. Secondo quanto riportato dalla società amaranto, questo quadro avrebbe potuto incidere fin dall’inizio sulla regolarità dell’iscrizione e, di conseguenza, sulla validità dei tesseramenti dei calciatori utilizzati nel corso dell’anno.

Il punto più delicato riguarda proprio l’impiego di questi giocatori: nell’esposto si ipotizza che una parte rilevante delle gare disputate dal Messina – comprese quelle contro la Reggina – possa essere stata giocata con tesseramenti non pienamente regolari. Due sfide che hanno inciso anche sul campo, con un successo dei siciliani e un pareggio, risultati che ora finiscono inevitabilmente sotto la lente.

La questione, se confermata, non si limiterebbe a un singolo caso ma rischierebbe di allargarsi all’intero girone. L’eventuale irregolarità delle partite disputate potrebbe infatti alterare la classifica generale, con ripercussioni dirette su promozioni, playoff e playout. Non a caso, da ambienti vicini alla Reggina si parla della necessità di un intervento rapido da parte della federazione, anche per evitare che la fase finale della stagione venga condizionata da verdetti successivi.

Nel frattempo, altre società del campionato – tra cui la Sancataldese Calcio e l’Acireale Calcio – avrebbero presentato segnalazioni simili, segno che il tema non riguarda un solo club ma un malessere più diffuso all’interno del girone.

C’è poi un ulteriore elemento che rende il quadro ancora più complesso: una possibile indagine federale parallela su un numero significativo di partite disputate durante la stagione. Se le verifiche dovessero portare a una revisione dei risultati, lo scenario cambierebbe radicalmente. In quel caso, la Reggina potrebbe ritrovarsi in testa alla classifica e in posizione favorevole per il salto di categoria.

Per ora si resta nel campo delle ipotesi e degli accertamenti, ma una cosa è chiara: la vicenda ha già acceso i riflettori su un finale di stagione che rischia di essere deciso più nelle aule federali che sul terreno di gioco.

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