RAL TV

RAL TV

Condividi

11/07/2026

MUSICA. ANCHE QUESTA PIATTAFORMA RENDE OMAGGIO A UNO DEI GIGANTI DELLA MUSICA ITALIANA: PEPPINO DI CAPRI. Peppino di Capri (Giuseppe Faiella) è stato precocissimo e ha segnato una carriera lunga e felice, che lo portò anche innumerevoli volte sul palco del Festival di Sanremo, che vinse due volte. Peppino di Capri ha venduto 35 milioni di dischi e ha sfornato tanti successi

11/07/2026

GUBBIO. Svolta per la viabilità a Gubbio: al via la gara per la bretella di Madonna dei Perugini. L’Assessore ai Lavori Pubblici, Urbanistica e Protezione Civile SPARTACO CAPPANNELLI fa il punto su un’opera attesa da tempo: il ripristino e la riqualificazione definitiva del tratto stradale che collegherà via Perugina a via Parruccini. COSA CAMBIERÀ ? 1. MENO TRAFFICO: Permetterà di alleggerire la circolazione tra due delle arterie più importanti della città.2. PIÙ PARCHEGGI: Verranno riabilitate le aree di sosta in quel tratto, strategiche anche in vista del periodo natalizio e per l’afflusso di visitatori in occasione dell’Accensione dell’Albero

10/07/2026

GUBBIO. LE TAVOLE EUGUBINE. Tavole Iguvine, un patrimonio che guarda all’UnescoDue giorni dedicati al più importante documento dell’antica Umbria: al centro del dibattito la candidatura al programma “Memory of the World. Sono considerate il più importante documento della lingua e della civiltàdegli antichi Umbri e oggi sono candidate a entrare nella memoria del mondo. Le Tavole Iguvine,autentico tesoro custodito nel Museo Civico Palazzo dei Consoli, saranno protagoniste dell’edizione2026 della Festa delle Tavole, l’appuntamento di due giorni con cui il Comune di Gubbio el’IRDAU, l’Istituto di Ricerca e Documentazione sugli Antichi Umbri, raccontano ogni anno algrande pubblico il valore di uno dei documenti più straordinari della storia antica.Quest’anno l’attenzione sarà rivolta soprattutto al percorso che vede le Tavole candidate dall'Italiaal registro UNESCO “Memory of the World”, riconoscimento internazionale dedicato ai documentidi eccezionale valore per l’umanità, e proprio questo percorso sarà al centro della conferenza inprogramma sabato 11 luglio alle ore 18 al Museo Civico Palazzo dei Consoli, un’importanteoccasione per condividere con la cittadinanza il lavoro svolto negli ultimi anni e illustrare ilsignificato della candidatura internazionale.Dopo i saluti del sindaco Vittorio Fiorucci e dell'assessore alla Cultura Paola Salciarini,interverranno Elena Sinibaldi, della Direzione Generale Affari Europei e Internazionali - Servizio IIUNESCO del Ministero della Cultura, il professor Augusto Ancillotti, dell'Istituto di Ricerca eDocumentazione sugli Antichi Umbri, e Alberto Calderini, Università degli Studi di Perugia.Al termine dell’incontro, in collaborazione con il Centro Sociale San Pietro, sarà proposta unadegustazione di pietanze realizzate con alimenti citati nelle Tavole Iguvine, offrendo ai partecipantiun originale viaggio tra storia, archeologia e tradizioni gastronomiche.La Festa delle Tavole proseguirà domenica 12 luglio con due visite guidate gratuite, in programmaalle ore 11 e alle ore 16, dedicate alle Tavole Iguvine e al Museo Civico Palazzo dei Consoli, perconsentire a cittadini e visitatori di conoscere da vicino uno dei documenti più importanti dellastoria antica.Promossa dal Comune di Gubbio e dall’IRDAU, la Festa delle Tavole rappresenta dal 2013 unappuntamento dedicato alla divulgazione scientifica e alla valorizzazione del patrimonio storico eidentitario della città: un’occasione per riscoprire un documento che continua a suscitare l'interessedella comunità scientifica internazionale e che oggi guarda a un nuovo, prestigioso traguardo

Photos from RAL TV's post 09/07/2026

GUBBIO, PER LA RUBRICA “LO SPORTELLO DI ARIANNA” DI ARIANNA ANGELI: RICONOSCERE, ACCOGLIERE, FORMARE. LA SFIDA DEI CENTRI ANTIVIOLENZA NEL RACCONTO DI RITA PAGNOZZI, DA SEMPRE IN PRIMA LINEA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE. A Gubbio, il Centro Antiviolenza “Maria Eda (Edes) Panfili” rappresenta un punto di riferimento fondamentale, un luogo sicuro e discreto per tutte le donne che si trovano a vivere situazioni di abuso, violenza o controllo psicologico. Attivo 24 ore su 24 grazie al numero 353 414 3438, il centro offre ascolto, supporto legale, psicologico e, soprattutto, uno spazio libero dal giudizio dove ricominciare a progettare il proprio futuro. Il numero 353 414 3438 è attivo sempre. Quando una donna chiama, dall'altra parte trova una persona formata, pronta ad accogliere il suo sfogo o la sua richiesta d'aiuto. Non c'è alcuna fretta e, soprattutto, c'è la massima garanzia di anonimato e riservatezza. Il primo passo è l'ascolto. Successivamente, se la donna lo desidera, sia attivano percorsi personalizzati: colloqui di supporto, consulenze legali o contatti con le strutture protette se c'è un pericolo imminente. Il centro eugubino si può raggiungere ai seguenti contatti: email: [email protected] Orari di apertura: Lunedì ore 15.00 – 19.00 Martedì ore 9.00 – 13.00 / 14.00 – 18.00 Mercoledì ore 11.30 – 13.30 Giovedì ore 10.00 – 14.00 Venerdì ore 9.30 – 11.30. Per capire meglio la storia di questi progetti, abbiamo fatto qualche domanda a una delle collaboratrici del centro, la Prof.ssa Rita Pagnozzi (in foto), campana ma naturalizzata a Gubbio, già presidente della Commissione Pari Opportunità (CPO) e da sempre in prima linea per i diritti delle donne nel territorio eugubino: “Io mi occupo di formazione negli enti pubblici e privati , prevenzione e di contrasto alla violenza di genere. Ho cominciato la mia formazione oltre 20 anni fa con l’Associazione “Artemisia” di Firenze, che è stata l’apripista dei CAV in Italia, ma continuo a formarmi tuttora. Io faccio l’insegnante di IRC e nei CAV sono una collaboratrice. Ho seguito e studiato da vicino la nascita di questi primi presidi contro la violenza di genere, dapprima con l’Istituzione della “Casa delle donne” nel 1989, poi quando per la prima volta a Ravenna nel 1996 si riuniscono 70 CAV. I Centri Anti Violenza vengono poi istituzionalizzati nel 2013 dopo che l’Italia firma la “Convenzione di Istanbul” insieme ad altri paesi firmatari e si impegna ad istituire le case-rifugio e i famosi numeri 1522. In Italia c’era già un terreno fertile sul tema sin dagli anni ‘70 quando le femministe della “Seconda ondata” si erano costituite in gruppi soprattutto al centro-nord, grazie al contributo fondamentale, tra tante altre, di Lea Melandri che ha scelto di batttersi per la causa femminista ed ora vive nell’indigenza. Le esperienze private erano dunque diffuse, tanto che nacque lo slogan “Il personale è politico”, perché quella violenza che finalmente veniva raccontata era poi fatta propria da altre donne in quella cultura patriarcale in cui tutte noi in quegli anni siamo siamo cresciute e da cui cerchiamo con difficoltà di affrancarci ancora oggi. E’ una battaglia quotidiana. Allora si comprese che c’era un’emergenza sottaciuta e che era tempo nei primi anni anni ‘90 di far nascere “La Casa internazionale delle donne”. Questo a livello nazionale. A Gubbio nel 2011-2012 viene aperto uno Puno per volontà dell’allora Assessora Michela Tinti, in cui anche io ero già presente come volontaria insieme alle assistenti sociali: si trattava di un progetto locale partito da un progetto regionale denominato UNA (Umbria Network Antiviolenza), poi con la ratifica di Convenzione di Istanbul l’Italia istituisce i primi presidi territoriali e alcune misure attraverso le Regioni. Da allora in Umbria nascono vari CVA, i residenziali continuano ad essere solo quelli di Terni e Perugia e poi ci sono le case rifugio. Quello di Gubbio è un CAV non residenziale che si occupa della prima accoglienza. Ci sono incontri psicosociali in cui si ascoltano i bisogni delle vittime di violenza e i rischi di recidiva da parte dell’uomo maltrattante. Prendiamo in carico queste donne ed in rete insieme ai Servizi sociali, i CSM della ASl e le Forze dell'Ordine cerchiamo di capire quale sia la risposta più adeguata. Con i Carabinieri di Gubbio c'è una stretta collaborazione, molte donne ce le mandano loro, e per fortuna anche le avvocate che le assistono si stanno sensibilizzando. L’Associazione che gestisce il CAV di Gubbio e di altre realtà in Umbria è “Liberamente Donna” che tra gli altri servizi fornisce anche un supporto psicologico gratuito e una consulenza legale gratuita con avvocate che hanno fatto una precisa scelta etica e politica difendendo solo donne vittime e non uomini maltrattanti. Le donne che accedono a questi servizi sono tante, questo significa che la lotta contro la violenza di genere è ancora un’emergenza, nonostante il nostro territorio sia sensibile ai temi sociali e a questo in particolare, ci sono ancora tutta una serie di reticenze culturali purtroppo che si manifestano nei silenzi e nelle mancate denunce delle donne che subiscono violenza. Chi come noi lavora a scuola ha a che fare con un’altro tipo di violenza, che è la violenza assistita cui assistono i minori all’interno delle famiglie sia che i minori siano presenti all'atto violento o meno. Anche qui c’è bisogno di supporto e di capire che la differenza tra CONFLITTO e VIOLENZA. Quando ci sta un equilibrio di potere all’interno della coppia e si assiste a delle criticità, noi parliamo di relazione conflittuale. Quando uno dei due partner è in una situazione di superiorità, ad esempio economica (spesso la donna non lavora), lì si configura la violenza economica. Se invece c’è una superiorità culturale, frequente soprattutto quando uno dei due partner è straniero, spesso la donna è fatta sentire inferiore. In tutti questi casi si parla comunque di violenza”. Molto vere queste parole della prof.ssa Pagnozzi. Aggiungerei soltanto che la lotta alla violenza di genere va fatta a 360° perché, nonostante l'Italia vanti questa bella storia sui CAV, in realtà la tutela va fatta anche fuori da lì perché a volte la cultura sessista si annida anche tra le pieghe della Giustizia come ci ricorda il caso di Audrey Ubeda, una donna vittima di partner violento, che ha promosso il ricorso alla Corte europea per i Diritti dell'uomo contro la Giustizia italiana dopo la richiesta di archiviazione che una pm di Benevento aveva depositato in relazione alla sua denuncia per le violenze subite dall'allora compagno (purtroppo si tratta spesso di donne che sono ostili alle donne vittime di violenza, nonostante i femminicidi siano ormai nel nostro paese una piaga sociale). Il pm, infatti, aveva liquidato un episodio, durante il quale il compagno della donna avrebbe puntato un coltello alla gola della signora come uno "scherzo di cattivo gusto" e aveva affermato che era difficile dimostrare che lui fosse a conoscenza della mancanza di consenso della signora al rapporto sessuale, considerando che "[era] normale che gli uomini dovessero superare un minimo livello di resistenza che ogni donna tendeva a opporre quando [era] stanca della vita quotidiana e un uomo [le faceva] avance sessuali". Dopo la sentenza dei giudici di Strasburgo ha detto: "Per me è una svolta, un nuovo inizio...È una battaglia per tutte le donne, spero che non si ripeta più per nessuna quello che ha sconvolto la mia vita". Ora il marito violento è stato condannato in primo grado, si attende l'esito dell'appello ma, dopo una battaglia legale coi figli durate 3 anni sono stati allontanati dall'uomo...La Corte ha per l'appunto ritenuto che le richieste di archiviazione riflettessero "una cultura sessista e stereotipata" e ha condiviso le preoccupazioni espresse in una relazione del Grevio (Gruppo di esperti sulle misure contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica), secondo cui tali stereotipi potrebbero portare le vittime di violenza e femminicidi "a subire un'ulteriore vittimizzazione (secondaria) in aula". È quello che è successo a tante ed anche a Chiara Poggi, Melania Rea, Giulia Cecchettin, Giulia Tramontano sia in tribunale sia sul piano mediatico, ma purtroppo non lo hanno potuto raccontare. Audrey sì e lo racconta anche per loro fin Lassù

Vuoi che la tua azienda sia il Società Di Media più quotato a Gubbio?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Digitare

Telefono

Sito Web

Indirizzo


Gubbio
06024