Marco ROCCA
Cari Amiche e Amici chiavaresi,
sono Marco Rocca, vivo nel quartiere di Ri Piani e lavoro a Chiavari, figlio di Franco Rocca, storico ed attuale Sindaco di Zoagli e già Consigliere Regionale per due legislature. Sono laureato in Ingegneria Ambientale, già Consigliere Comunale nel gruppo “Noi di Chiavari”. Il miei percorsi formativo e professionale mi hanno permesso di approfondire tematiche come i
14/04/2026
D͎J͎S͎E͎T͎ ͎E͎V͎E͎N͎T͎
Guardate questa . Bella, vero?
gremita per il 🎛 di Charlotte de Witte.
Al di là dei singoli 🎶🎵...un evento da manuale... ma di quale manuale?
Io questa la conosco bene.
Per motivi di lavoro, so esattamente quante persone sono autorizzate a stare in quello spazio.
Se non ricordo male: 5.000 ( ).
In questa foto ce ne sono almeno tre o quattro volte tante 😲. Come si stima? Con il metodo Jacobs, usato da ingegneri e forze dell'ordine di tutto il mondo: si calcola l'area occupata dalla folla (resa disponibile al ) e si moltiplica per la densità media.
Piazza Matteotti ha circa 7.000 m².
In questa foto almeno il 70-80% è gremito, con una densità da evento in piedi di 3-4 persone per metro quadro.
Il risultato: tra 15.000 e 20.000 ( ) persone.
Le ? Tre lati su quattro. Il lato palco è chiuso.
Immaginatevi un petardo. Uno spray al peperoncino... Un momento di panico così com'è accaduto per Torino. Con quella densità e quella geometria...
Mi immagino che ci sia stata una forte discrepanza fra il contenuto nel di e quello che è arrivato come pubblico... quindi un non atteso da parte degli (il )... o forse un (grave e molto ) nella redazione del Piano stesso!! 😮😥
Devo aggiungere anche una riflessione — del tutto personale, ovviamente — su come certe autorizzazioni arrivino con una facilità sorprendente a seconda di chi organizza. Ma questa è un'altra storia. O forse è la stessa.
21/03/2026
𝐃𝐞𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢
Il ha ai ministeri per finanziare una riduzione delle accise di venti giorni, con un taglio al Ministero della Salute di 86 milioni.
Mi pare quasi superfluo specificarvi che il finanziamento della sanità pubblica è per me un argomento importantissimo. Proprio per questo, quando se ne parla, penso sia importante ricondurre le informazioni nella giusta prospettiva, affinché ognuno possa farsi un'opinione più fondata.
I fatti sono reali. Il taglio c'è, è documentato nell'Allegato 1 del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e non lo inventa nessuno. Potete leggerlo qui.
https://www.gazzettaufficiale.it/.../2026/03/18/26G00052/SG
Il taglio non finanzia esclusivamente la riduzione delle accise. Il copre un pacchetto più ampio che include sia la riduzione temporanea delle per venti giorni (417,4 milioni), sia un credito d'imposta per le imprese di commisurato alla maggior spesa rispetto a febbraio (100 milioni) e un credito del 20% per il settore della (10 milioni).
Per capire il peso reale del decreto basta un calcolo: il Fondo Sanitario Nazionale 2026 ammonta a circa 143 miliardi di euro. Ottantasei milioni rappresentano circa lo 0,06% del totale, meno di un decimo di punto percentuale. Sul piano macro, l'impatto è assolutamente marginale, anche se resta da capire su quali voci specifiche del bilancio sanitario verrà concentrato.
Inoltre, bisogna sottolineare che la riduzione delle accise abbassa il costo del carburante in generale, con effetti anche sui costi di ambulanze e mezzi sanitari. Si tratta ovviamente di benefici difficili da quantificare e non necessariamente compensativi che, tuttavia, complicano ulteriormente la narrazione catastrofista.
La critica più fondata riguarda invece gli strumenti scelti.
Nel 2022 il governo aveva utilizzato un meccanismo in parte finanziato con il maggior gettito IVA legato all'aumento dei prezzi dei carburanti, evitando di intervenire direttamente sui bilanci dei ministeri.
Si poteva fare lo stesso?
Sinceramente non so dirvelo con certezza, ma di sicuro i tagli lineari rimangono lo strumento più rapido da attivare in un decreto d'urgenza. Il governo ha privilegiato evidentemente la velocità.
Alternative esistevano, ma nessuna era indolore né disponibile in tempi stretti. I tagli ai ministeri sono rozzi, ma consentono di agire subito. Rimangono però aperte altre domanda legittime: quali voci specifiche del bilancio sanitario subiranno la riduzione? Avranno un impatto reale sull'assistenza sanitaria?
Personalmente, ritengo che l'effetto sul sistema nel suo complesso sarà praticamente invisibile. Resta però la possibilità che alcune voci o progetti specifici subiscano rallentamenti o riduzioni, e il quadro completo potrà essere valutato solo quando saranno definiti i dettagli del riparto.
Quello che comunque emerge da questa vicenda è solo la superficie di un problema più profondo: finché resteremo strutturalmente dipendenti dalle fonti , decreti del genere saranno inevitabili, qualunque governo sia al potere.
Il rischio, come sempre, è restare intrappolati nella polemica del momento, anziché affrontare il nodo che merita più di un titolo allarmistico.
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