Florenaissance

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04/04/2026

IL 25 DI MAGGIO LA CHIESA RICORDA SANTA MARIA MADDALENA DEI PAZZI, suora carmelitana fiorentina conosciuta per le numerose esperienze mistiche.
A lei è dedicata una chiesa fiorentina.

31/03/2026

L'ARTE COME UN DONO DI DIO
Un anonimo biografo di Tiziano racconta che ancora bambino Tiziano stupì la popolazione di Pieve di Cadore, suo paese natale, dipingendo su una parete una Vergine con il bambino utilizzando del nettare di fiori.
Vasari, principe di tutti i biografi, ci ha raccontato qualcosa di simile riguardo a Giotto e Andrea del Castagno, entrambi pastori, che dettero il loro primo saggio di abilità mentre badavano il gregge paterno: Giotto disegnò una pecora con un carboncino su una pietra, Andrea del Castagno ne graffì invece il profilo con un coltello appuntito. Il primo venne poi notato dal maestro Cimabue, mentre il secondo fu visto da Bernardetto dei Medici. In entrambi i casi iniziò così la loro carriera artistica.
Il racconto sull'artista bambino che dimostra sua abilità prim'ancora d'iniziare un apprendistato è abbastanza comune nella storia dell'arte: qualcosa di simile, pur con alcune differenze, è stato raccontato riguardo ad altri artisti che durante la loro infanzia hanno dato prova di una non comune capacità: Pordenone, Beccafumi, Zurbarán, Goya...
Tutte queste leggende sono probabilmente false o esagerate: sono state usate dai biografi solo per riempire un vuoto di informazioni e per soddisfare al tempo stesso il bisogno psicologico di credere che il genio di Giotto di Tiziano o Zurbarán era stato predeterminato da una predisposizione genetica, dal destino o da Dio. Boschini, Dolce, Vasari e tutti i biografi di quei tempi erano uomini molto colti e tutti avevano letto ciò che aveva scritto Aristotele: l'abilità artistica è un dono proveniente da Dio e il modo migliore per spiegarlo era quello di ricorrere a strabilianti doti naturali prima che il futuro artista ricevesse una qualsiasi educazione. L'artista doveva essere una specie di Melchisedek, piovuto dal cielo sulla terra, senza padre ne' madre.
Anche gli artisti rinascimentali nordeuropei ritenevano che l'arte fosse un dono divino: Dürer dipinse se' stesso in un autoritratto in una posa frontale, fissando dritto e con una posizione della mano quasi a voler imitare Cristo.Van Eyck intagliò sulla cornice del suo autoritratto l'iscrizione "Johannes van Eyck mi ha fatto il XXI ottobre MCCCC33" dove 33 si distingue dal resto dell'anno essendo scritto numeri arabi anziché romani: 33 era l'età in cui Gesù era morto. In questo modo anche Van Eyck e Dürer dichiaravano che la loro abilità superava quella dei semplici artigiani poichè era un'abilità derivante da Dio stesso. In questo modo il grande artista veniva considerato un artefice, quasi un creatore, e l'atto di creare è un qualcosa che solo Dio può fare. Dio, o qualcuno con un dono dato da Dio.

15/03/2026

Nel mio lavoro ci metto tutta la mia passione.
I turisti se ne accorgono e talvolta me lo riconoscono.
E' bello voler bene al proprio lavoro. E quando lo si fa bene è una gran bella soddisfazione.

08/03/2026

“Vedete in che modo Cristo unì a sé la sua Sposa, vedete con quale cibo ci nutre. Per il suo sangue nasciamo, con il suo sangue alimentiamo la nostra vita. Come la donna nutre il figlio col proprio latte, così il Cristo nutre costantemente col suo sangue coloro che ha rigenerato.” (Giovanni Crisostomo, Cat. 3, 19)
Foto da archivio Zeri Bologna.

Photos from Florenaissance's post 28/02/2026

Quell'area geografica che oggi chiamiamo Valdarno, un tempo, all'incirca centomila anni fa, non esisteva. Il fiume Arno andava a impantanarsi in un grande lago piuttosto acquitrinoso. Poi all'improvviso l'Arno riuscì a trovare un varco in quella zona chiusa a ovest dal massiccio del Montalbano. Fu così che quel lago andò pian piano assorbendosi, quel grande lago divenne palude e pian piano la palude scomparve e in quella pianura sorsero, molte decine di migliaia di anni più tardi, Pontassieve, Firenze, Sesto Fiorentino, Scandicci, Prato, Agliana e Pistoia...
Furono soprattutto i coloni romani di Florentia che provvidero a bonificare quella palude e a regimare il corso dell'Arno, anche se una buona parte di questi lavori di ingegneria furono compiuti in epoca granducale.
Il ricordo di quella grande palude rimane ancor oggi: è il Padule di Fucecchio situato al confine tra le province di Firenze, Pistoia e Pisa. E' una zona naturalistica protetta, con numerose specie faunistiche che la frequentano.
Mi pare opportuno ricordare che Leonardo da Vinci era nato proprio da queste parti, ad Anchiano per la precisione. E tutta la zona, da Vinci a San Baronto, a Spicchio fino a Lamporecchio e al padule di Fucecchio era molto familiare all'adolescente Leonardo, che proprio attorno al Padule e aree limitrofe iniziò a interessarsi, conoscere, studiare geologia, fisica, ornitologia, metereologia, botanica...
Visto dalle alture di San Baronto, il Padule di Fucecchio pare quasi un lago che nell'ora del tramonto magicamente si accende.

Buona Toscana a tutti voi!

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