PD Collegno

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Il Partito Democratico di Collegno ha raccolto, con consapevolezza e responsabilità, il testimone di una grande tradizione amministrativa radicata nella città, ancorando i propri riferimenti ideali ad un tesoro di valori, quali la pace, l’uguaglianza, la libertà, la giustizia, la solidarietà contenuti nella Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza.

10/06/2026

Iniziata la Festa dell’Unità a Collegno con i saluti del Segretario Angelo Gennaro:

Buonasera a tutte e tutti, è con grande piacere e con sincera emozione che vi do il benvenuto, ho l’onore di aprire la Festa dell’unità di Collegno.
Prima di essere impegnato in politica, nella vita faccio l’educatore, un ruolo che mi permette di guardare il mondo con gli occhi di chi ogni giorno incontra persone, famiglie, ragazze e ragazzi che cercano il proprio posto nella società.
È uno sguardo che mi accompagna anche nell’impegno politico, perché educare e fare politica hanno molto in comune: entrambe richiedono ascolto, responsabilità e soprattutto la capacità di immaginare il futuro.
Forse è proprio per questo che oggi avverto e vivo con preoccupazione le contraddizioni del tempo che stiamo vivendo. Un tempo in cui le scelte a livello internazionale ricadono sulla vita quotidiana delle persone, alimentando insicurezze, disuguaglianze e un diffuso senso di smarrimento.
Nella quotidianità abbiamo normalizzato le guerre, i conflitti che sembrano non trovare soluzione, non si riesce a dare forza alla diplomazia che troppo spesso lascia spazio alla prepotenza e alla prevaricazione. Sentiamo crescere dentro di noi una domanda semplice ma fondamentale: che mondo stiamo
costruendo?
La pace non è uno SLOGAN. La pace è una condizione concreta di vita. È la possibilità di studiare, lavorare, costruire una famiglia, coltivare sogni e progetti.
Quando manca la pace, non soffrono soltanto i popoli colpiti dalle bombe. Si impoveriscono anche le nostre società, si indeboliscono le democrazie, si alimentano paure che rischiano di diventare muri tra le persone.
Quando si osserva la realtà con gli occhi di un educatore, la domanda che emerge più forte di tutte è questa: quale futuro stiamo preparando per le nuove generazioni?
Per anni abbiamo detto ai giovani che studiando e impegnandosi avrebbero trovato il loro posto nella società. Oggi molti di loro fanno tutto quello che abbiamo chiesto: studiano, si formano, lavorano. Eppure continuano a sentirsi
precari, a rinviare scelte di vita, a non sapere se potranno costruirsi un futuro stabile.
Molti ragazzi e ragazze oggi non chiedono privilegi. Chiedono ascolto.
Chiedono di poter immaginare il proprio futuro, se possibile senza dover lasciare il proprio Paese per trovare un’opportunità. Chiedono di essere coinvolti nelle scelte che riguardano il loro domani. Chiedono che la speranza torni a essere un diritto e non un lusso.
E se oggi tanti giovani cercano da soli la strada per costruire il proprio futuro, è anche perché troppo spesso la politica e le istituzioni non hanno saputo accompagnarli abbastanza. Non possiamo accettare che il talento, l’impegno e
i sogni di una generazione dipendano esclusivamente dalle condizioni economiche o sociali di partenza.
Tra poco il nostro Sindaco parlerà di educazione e di scuola, che rappresenta il più grande investimento che una comunità possa fare. Ma permettetemi di dire che non è ovunque una priorità. Ogni volta che si indeboliscono l’istruzione, la formazione e la cultura, si indebolisce anche la democrazia. Ogni volta che si rinuncia a investire sul sapere, si rinuncia a costruire futuro.
Non possiamo ignorare altre ferite aperte del nostro Paese. La sanità pubblica, che dovrebbe garantire uguaglianza e diritti, è sempre più spesso ostacolata da carenze di risorse, da lunghe attese e crescenti difficoltà. Sappiamo bene che quando la salute diventa un privilegio anziché un diritto, a pagare il prezzo più alto sono sempre le persone più fragili.
Così come non possiamo ignorare la questione del lavoro. Per generazioni il lavoro è stato il principale strumento di emancipazione sociale. Oggi, invece, per troppi uomini e donne il lavoro è precario, sottopagato, talvolta persino
sfruttato. Non è accettabile che esistano persone che lavorano ogni giorno e
continuano a essere povere. Non è accettabile che la sicurezza sul lavoro sia ancora una conquista incompleta. Non è accettabile che la dignità del lavoro venga sacrificata in nome del profitto.
Sarebbe facile pensare che nulla possa cambiare. Ma se siamo qui questa sera è
perché crediamo esattamente nel contrario.
La Festa dell’Unità non è soltanto una tradizione. È un luogo di incontro, di
partecipazione, di confronto. È uno spazio in cui si costruiscono relazioni, si condividono idee e si rafforza il senso di comunità. È la dimostrazione concreta che esiste ancora una parte del Paese che non si rassegna all’indifferenza e che continua a credere nel valore dell’impegno collettivo.
La storia ci insegna che i diritti non sono mai stati concessi spontaneamente.
Sono stati conquistati grazie all’impegno di donne e uomini che hanno creduto nella giustizia sociale, nella solidarietà, nella pace e nella dignità delle persone.
Nel mio lavoro di educatore incontro ragazzi che hanno talento e voglia di fare.
Ma troppo spesso incontro anche la paura di non farcela, la convinzione che l'impegno non basti, che il futuro dipenda più dalla fortuna che dalle proprie capacità. E quando un giovane perde fiducia nelle proprie possibilità, tutta la
comunità perde qualcosa.
Dobbiamo pensare al modo per consentire ad una ragazza ad un ragazzo, anche a Collegno, possano immaginare il proprio futuro qui, e immaginare che l’opzione di andare all’estro rientri nel novero delle esperienze necessarie,
ma con la certezza di poter tornare. I nostri giovani devono poter credere che l'impegno, lo studio e il lavoro possano ancora migliorare la loro vita.
Una società è davvero forte quando sa accompagnare.
Apriamo questa Festa dell’Unità con una convinzione che sento profondamente,
come educatore e come amministratore: il futuro non è qualcosa che accade, il
futuro è qualcosa che costruiamo ogni giorno.
Facciamolo insieme. Difendendo i nostri valori, portando avanti le scelte con
passione e determinazione.
Buona Festa dell’Unità a tutte e a tutti

Vi aspettiamo fino a domenica 14 giugno!

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