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L’Associazione Culturale Lab5 è un’Associazione di promozione sociale libera, apartitica, apolitica; non ha scopo di lucro e persegue finalità di utilità sociale per la promozione culturale, filosofica e ambientale. Gli scopi principali dell’Associazione sono quelli di promuovere la libera circolazione delle idee, della lettura intesa come piacere e miglioramento personale, della Filosofia come riferimento metodologico per la realizzazione di dibattiti e approcci comunicativi, la promozione di buone pratiche per uno stile di vita sostenibile e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali.

25/10/2026
20/10/2026

Casa del Mutilato: le 21 stanze siano dedicate ai iarrusi di l’Arvulu Rossu!

Nel 1939, mentre a Catania veniva completata la Casa del Mutilato — monumento di marmo e retorica bellicista ed edificato per celebrare l’ideologia del regime —, a pochi passi di distanza si consumava una delle pagine più buie della repressione fascista.

All’ombra di l’Arvulu Rossu, l’albero nei pressi di Piazza Alcalà che rappresentava l’unico spazio informale di respiro, socialità e libertà per la comunità locale, la Questura scatenava una caccia all’uomo sistematica. Decine di giovani vennero arrestati, bollati come iarrusi e deportati al confino sull’isola di San Domino, nelle Tremiti.
Vite spezzate, dignità calpestate e corpi reclusi con la sola “colpa” di desiderare ed essere se stessi.

🏛️ La Regione vuole un museo? Noi chiediamo Giustizia e Riscatto Storico!
Oggi che l’immobile di Piazza Bellini si avvia verso una nuova vita con fondi pubblici, non possiamo accettare una ricostruzione burocratica o una memoria edulcorata.
Confiscare eticamente un bene nato dall’apparato fascista per intitolarlo a chi dal fascismo fu perseguitato, arrestato e confinato è un atto doveroso di riparazione storica e politica.

🚩 21 STANZE PER LE LORO STORIE: Le 21 stanze della Casa del Mutilato diventino un percorso espositivo permanente e un centro documentale per ricostruire, nome per nome, la vita e le vicende dei iarrusi deportati a San Domino.
🚩 UN POLO ANTIFASCISTA E LGBTQIA+: Un luogo nato per glorificare la guerra e il controllo sociale deve trasformarsi in un laboratorio di memoria attiva, ricerca sui diritti e lotta contro ogni forma di discriminazione e autoritarismo.
🚩 RESTITUIRSI LA CITTÀ: Portiamo fuori dall’oblio le storie di chi venne deportato nell’indifferenza.

LA MEMORIA NON È UN SOPRAMMOBILE, È LOTTA DEL PRESENTE. Non c’è reale rigenerazione urbana senza una rigenerazione radicale, inclusiva e antifascista.
Le stanze del fascismo ai iarrusi perseguitati dal fascismo! ✊🏳️‍🌈

19/10/2026

I centri storici non sono vetrine da museo né parchi giochi ad uso e consumo del turismo mordi e fuggi! Non basta che un’opera sia imponente, firmata o di verosimile fattura per essere “paracadutata” in uno spazio monumentale che possiede già un’identità formale e una storia ben precise.

📍 L’installazione dei “Fighting Horses” di Arturo Di Modica in Piazza Università è il simbolo di una deriva e di una pochezza culturale sconcertante. 
Troppo spesso le nostre Amministrazioni confondono la vera riqualificazione con la solita marchetta turistica: creare il landmark acchiappa-clic per vendere gadget, fare scatti per i social e imbellettare la città con la solita mania dei murales o con gigantografie di bronzo che stridono terribilmente con il contesto.

❓ Un vero intervento urbano o solo un “corpo estraneo”?
Non si tratta di essere “noiosi nostalgici” o di rifiutare l’arte contemporanea:

L’integrazione riuscita: Opere come la statua bronzea di Gioeni o i meravigliosi 4 lampioni del 1957 si integrano in Piazza Università perché ne rispettano la scala, i materiali e l’armonia. 

L’effetto eco-mostro formale: Un’opera imponente e decontestualizzata come i Fighting Horses soffoca l’armonia barocca e produce solo omologazione e desertificazione culturale.

Di fronte all’approssimazione culturale delle ultime proposte, MEGLIO IL NULLA CHE IL PEGGIO. Meglio uno spazio vuoto — pronto a essere valorizzato in futuro con progetti ponderati e all’altezza — piuttosto che tollerare che un’installazione “temporanea” rimanga lì per sempre per inerzia burocratica e pigrizia!

Lanciare l’allarme oggi significa salvare il cuore e la dignità della nostra città domani.

💬 Fino a quando tollereremo che la nostra storia venga usata come semplice fondale da selfie? Dite la vostra nei commenti!

17/10/2026

Basta con la narrazione mafiosa sulla Sicilia.
Siamo stanchi. Stanchi di aprire la TV, sfogliare riviste internazionali o camminare per le nostre città e vedere la tragica storia della nostra terra ridotta a una macchietta folkloristica.

T-shirt con la sagoma del Padrino nei souvenir shop. Sottotitoli di libri che riassumono duemila anni di storia in “Dagli antichi Greci a Cosa Nostra”. Serie TV e film che continuano a romanticizzare assassini, estorsori e criminali, trasformandoli in icone pop da vendere al pubblico globale.

La mafia non è “colore locale”. Non è una canzone con lo scacciapensieri, non è una coppola, non è un’attrazione turistica.

La mafia è sangue. È racket che soffoca chi prova a fare impresa. È depauperamento del territorio, è corruzione, è paura, è morte. È la ragione per cui generazioni di giovani siciliani sono stati costretti ad abbandonare la propria terra.

Spettacolarizzarla ed estetizzarla per fare click, vendere copie o attirare turisti superficiali è un atto di mancanza di rispetto viscerale:

* Verso le decine di magistrati, le forze dell’ordine, i giornalisti e i cittadini innocenti massacrati.
* Verso chi ogni giorno sceglie di restare, fare impresa onesta e combattere il sistema a testa alta.
* Verso un popolo che ha un patrimonio culturale unico al mondo e che viene sistematicamente ingabbiato nello stesso identico stereotipo da decenni.

La Sicilia è la culla della letteratura italiana, è architettura arabo-normanna, è agricoltura d’eccellenza, è resistenza civile, è accoglienza, è innovazione.

Smettetela di raccontarci con gli occhi di chi cerca solo il delitto e la lupara. Smettetela di lucrare sul nostro dolore. La Sicilia non è Cosa Nostra. E noi siamo pronti a prenderci il racconto che ci spetta.

16/10/2026

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