MPD mutui

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18/01/2022

Il mutuo fisso è davvero la soluzione migliore per famiglie e single?
I mutui per la casa sono un tema molto caro alle famiglie italiane, così come ogni altra cosa che riguardi del denaro chiesto in prestito. Nel caso specifico dei mutui, è interessante parlarne perché si sta registrando una tendenza importante negli ultimi mesi. Ovvero quella di una sorta di plebiscito dei mutuatari verso il tasso fisso. Il mutuo fisso è davvero la soluzione migliore per famiglie e single? Siamo a oltre il 90%, sia per quanto riguarda l’erogazione di nuovi mutui per la casa, sia per quanto riguarda le surroghe. Che cosa sono le surroghe, per chi ancora non lo sapesse o non le avesse utilizzate? Sono quelle operazioni con cui chi ha già un vecchio mutuo decide di spostarlo in una nuova banca che offre condizioni migliori.
In entrambi i casi oggi è un plebiscito, come detto, verso il fisso. Il variabile praticamente è accantonato nelle scelte degli italiani. Qui all’Ufficio Studi di ProiezionidiBorsa ci siamo chiesti se sia la scelta giusta, dato che in passato non sempre nelle fasi in cui gli italiani hanno preferito il fisso al variabile hanno fatto la scelta giusta. Perché magari sono stati spinti da fattori emotivi, dalla paura.
O magari hanno scelto il fisso perché in quel momento i tassi variabili, e quindi gli indici Euribor che determinano il calcolo della rata del mutuo variabile, erano saliti momentaneamente per una paura sui mercati finanziari o per una crisi di liquidità delle banche. Salvo poi scoprire che quando questa crisi, dopo qualche mese, è regolarmente rientrata, chi ha scelto il tasso fisso si è trovato a pagare una rata molto più alta rispetto a quella che avrebbe avuto se avesse scelto il variabile
Il mutuo fisso è davvero la soluzione migliore per famiglie e single?
In questo caso, però, possiamo dire che ci troviamo abbastanza d’accordo con gli italiani che stanno scegliendo il mutuo fisso. Perché molto semplicemente oggi un fisso costa intorno allo 0,5%. E anche il variabile costa intorno allo 0,5%, ovviamente parlando delle migliori condizioni offerte dalle banche sul mercato. È chiaro che non c’è più una differenza, un risparmio, in partenza del variabile sul fisso. Risparmio che storicamente c’è sempre stato, ed è stato anche intorno ai 2-3 punti percentuali. Oggi manca questa differenza, questo risparmio, questo vantaggio in partenza del variabile.
Il mutuo fisso è davvero la soluzione migliore per famiglie e single, quindi? Il variabile in teoria espone a rischi, per quanto oggi sembrino limitati, di futuri rialzi dei tassi, futuri rialzi delle rate. È chiaro che questa assicurazione, che invece è incorporata implicitamente in un mutuo a tasso fisso, oggi la si paga zero, o pochissimo facendo un fisso. Ed è quindi chiaro che gli italiani che stanno optando per questa soluzione, in linea generale, stiano facendo la scelta giusta.
Poi è chiaro che la cosa è da valutare caso per caso, offerta per offerta. Soprattutto poiché chi surroga da variabile a fisso bisogna prima vedere quale tasso di partenza abbia e quale quello di arrivo. Ma, in ogni caso, in termini generali, ci sentiamo di poter dire che le famiglie italiane stiano centrando la scelta finanziaria di scegliere il mutuo a tasso fisso.

29/06/2021
22/03/2021

Ti serve liquidità?
Fai una Cessione del quinto!

La cessione del quinto dello stipendio è un particolare tipo di prestito personale, destinato a lavoratori dipendenti e pensionati.

È un finanziamento che puoi richiedere per bisogni personali che riguardano la vita privata e familiare come, ad esempio, l’acquisto di un’auto, di un televisore, di un corso di formazione o per necessità di denaro liquido.

Questo tipo di finanziamento prevede l’obbligo di un’assicurazione per garantire il pagamento del debito residuo in caso di perdita del lavoro o di decesso del titolare. Chi richiede la cessione del quinto ha tutte le tutele e i diritti previsti dal credito ai consumatori qualunque sia l’importo del finanziamento.

Come funziona?
Che tu sia un lavoratore pubblico o privato oppure un pensionato, la legge ti permette di restituire la somma avuta in prestito cedendo al finanziatore fino a un quinto della pensione o dello stipendio. In pratica, il datore di lavoro o l’ente previdenziale ti trattiene la rata dallo stipendio o dalla pensione e la versa al finanziatore.

La cessione del quinto dello stipendio è una forma di credito non finalizzato. Per credito non finalizzato si intende che non sei tenuto a specificare come spenderai i soldi.

Chi può richiedere la cessione del quinto?
I requisiti richiesti per accedere a questa forma di credito personale sono:

Per i dipendenti:
contratto a tempo indeterminato
residenza Italiana
età compresa tra 18 e 63 anni
assicurabilità dell’azienda se si è dipendenti di un'azienda privata.
Per i pensionati:
età non superiore ai 90 anni al momento della scadenza del finanziamento (spesso le società limitano a 85 anni);
pensione con un importo minimo (quello stabilito annualmente per legge) al netto della quota cedibile.

Quanto si può chiedere in prestito e qual è la durata del rimborso?
La somma massima del prestito viene stabilita sulla base dell’importo dello stipendio o della pensione. La durata del rimborso va da un minimo di 2 anni a un massimo di 10 anni.

Il finanziamento è rinnovabile, ma a determinate condizioni:

se è decorso un limite minimo di tempo pari ai 2/5 dell’intera durata del prestito iniziale, ovvero se hai rimborsato almeno il 40% del numero delle rate previste;
se vuoi rinnovare un’operazione di durata pari od inferiore a 5 anni con una di 10 anni.
Se sei un pensionato puoi richiedere la cessione di un solo quinto, perché sulla pensione si può fare una sola trattenuta, il cui valore non può superare il quinto della somma mensile percepita.

Se sei un dipendente puoi chiedere un finanziamento più alto perché puoi cedere un ulteriore quinto del tuo stipendio, ovvero sullo stipendio è possibile fare due trattenute. In questo caso, oltre alla cessione del quinto, dovrai stipulare con il finanziatore anche il contratto di “delegazione di pagamento”.

Il datore di lavoro è tenuto ad aderire alla cessione del quinto mentre è libero di aderire o meno alla delegazione di pagamento.

Si può recedere dal contratto?
Quando un finanziamento è "credito ai consumatori", la legge prevede particolari tutele e diritti del consumatore rispetto ad altri tipi di finanziamento.

Puoi recedere dal contratto entro 14 giorni dalla data della firma inviando una comunicazione al finanziatore secondo le modalità indicate. Per recedere non devi dare alcuna motivazione.

Se nel frattempo hai ricevuto il finanziamento, anche solo in parte, devi restituire la somma ricevuta entro 30 giorni dalla comunicazione del recesso, pagando gli interessi maturati fino alla restituzione. Recedere dal contratto di credito significa recedere anche dai servizi accessori forniti dal finanziatore o da terzi, a meno che i terzi non dimostrino che forniscono autonomamente tali servizi, a prescindere dall’accordo con il finanziatore.

Anche il finanziatore può recedere, ma deve comunicartelo con almeno due mesi di preavviso. Puoi rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento in tutto o in parte l’importo dovuto. In questo caso hai diritto alla riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi - che di fatto hai anticipato - dovuti alla vita residua del contratto, per esempio quelli dell’assicurazione

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Casoria
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