Ristoriamoci

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Adelaide Ristori di Napoli; ha coinvolto in primis gli alunni alunni della scuola primaria con un giornale di classe che vedeva come referenti _Angela Ristaldo e Gabriella Tirozzi. Dal 2010 il giornale è redatto dai docenti Ristaldo e Innocenzo Calzone, entrambi pubblicisti con un gruppo di alunni dalla quinta primaria alla terza secondaria di primo grado. Fedele ai suoi primi intenti il giornale predilige il punto di vista dei bambini e teenager.

Photos from Ristoriamoci's post 20/05/2026

Ieri, martedì 19 maggio, ultimo incontro con la redazione di Ristoriamoci per quest'anno e non potevamo finire i lavori meglio incontrando in un podcast lo scrittore Vincenzo Di Giorgio, di seguito il nostro resoconto dell'intervista che potete seguire integralmente a questo link: https://www.youtube.com/live/Ie59o8xsp1Y?si=duia6XiF7-QFhz7E

Vincenzo Di Giorgio: lo "Scrittore del Popolo" che insegna ai ragazzi il valore del desiderio

Nella redazione di "Ristoriamoci”, nel cuore di Forcella, lo scrittore napoletano si mette a n**o davanti agli studenti, raccontando una vita fatta di umiltà, passione per la scrittura e un profondo legame con la propria terra. Di fronte a una redazione attiva da ben 19 anni presso la scuola Confalonieri-Ristori, Vincenzo Di Giorgio è stato presentato non come un uomo di "ruolo", ma come una persona semplice che ha saputo trasformare la propria esperienza di vita in narrativa. Definito dai suoi editori lo "scrittore del popolo", Di Giorgio incarna l'idea che il talento non dipenda necessariamente dai titoli di studio, possedendo lui la sola licenza media, ma dalla capacità di osservare e raccontare la realtà con autenticità. Per Di Giorgio, scrivere non è stata una scelta tardiva, ma un'esigenza nata nell'infanzia, quando già "scriveva lettere a Gesù". La sua ispirazione nasce tra le strade di Napoli, in particolare dal Corso Garibaldi, dove ogni palazzo e ogni volto diventano materiale narrativo. La sua è una scrittura di dettagli: dove gli altri vedono una maschera di Pulcinella, lui si interroga sul perché quel nero sia così profondo; dove altri vedono una bella donna, lui nota la simbologia di un tatuaggio.
Uno dei momenti più toccanti dell'intervista è stato il racconto del suo lavoro giovanile in un bar. Di Giorgio ha ricordato l'odore della crema delle zeppole di San Giuseppe, spiegando ai ragazzi una lezione fondamentale: "È più bello desiderare una cosa che averla già tra le mani". In un'epoca di gratificazioni istantanee, lo scrittore invita i giovani a riscoprire la fiamma del desiderio e a non farsi ingannare dal possesso materiale, poiché "la felicità non è rappresentata dal ruolo" o dalla ricchezza, ma dalla serenità interiore. Rivolgendosi agli studenti, Di Giorgio ha esaltato il ruolo dei docenti, definendoli delle vere e proprie guide e lo studio una "potenza". Ha confessato il suo rammarico per non aver potuto proseguire gli studi a causa delle difficoltà economiche della famiglia, incoraggiando i ragazzi a non separare la scuola dalla vita reale. "Prima di essere scrittori, bisogna essere grandi lettori", ha ammonito, sottolineando come la lettura sia nutrimento per l'anima.
L'autore non ha risparmiato critiche all'uso eccessivo della tecnologia, coniando il termine "Dionet" per descrivere lo smartphone, un "mostro" che divora la curiosità e la concentrazione. Secondo Di Giorgio, la società attuale non vuole persone intelligenti ma "inquadrate", e l'unico modo per difendersi è restare uniti e ascoltare chi ha l'esperienza per insegnare.
In risposta alle riflessioni di un ex alunno sul senso di smarrimento delle nuove generazioni, lo scrittore ha rifiutato l'idea di attendere un'apocalisse purificatrice. Il suo invito è quello di essere "virus positivi" che infettano l'ambiente circostante con il bene, partendo dalle piccole azioni quotidiane in classe e in famiglia.
L'incontro si è concluso con una metafora visiva: la "Y" di Forcella. Per Di Giorgio, quella forcella rappresenta il bivio della vita: i ragazzi possono scegliere se perdersi o andare dritti verso la propria meta, seguendo la strada del miglioramento costante.
Vincenzo Di Giorgio lascia ai ragazzi non solo i suoi libri, ma soprattutto un esempio di umanità: quella di un uomo che, pur lavorando nella vigilanza, non ha mai smesso di appuntare su un blocchetto i sogni e le storie del suo popolo.
Tra i suoi libri:
• Il Vangelo di Napoli: pubblicato nel 2017 con Arduino Sacco editore.
• Uomo di strada (citato anche come Il Vangelo di Napoli uomo di strada): un'opera che ha richiesto quasi un anno di lavoro.
• Il borgo dello sballo: definito come il suo ultimo libro al momento dell'intervista, è stato presentato al Salone del Libro di Torino.
• Il tavolo magico: pubblicato con Tozuolo editore, scritto in circa un mese e mezzo.
• Taxi 081: un libro che racconta la storia di un tassista immaginario in grado di "aggiustare" la mente delle persone.
• Il villaggio di caos: un'opera dedicata ai bambini.
• Il condominio dei matti: titolo di un nuovo libro che lo scrittore dichiara di stare scrivendo durante l'incontro.

RistoriE 19/05/2026

https://youtube.com/live/Ie59o8xsp1Y?is=qXnZ7decnS24FaDw

RistoriE I ragazzi di Ristoriamoci intervisteranno lo scrittore Vincenzo Di Giorgio "Lo scrittore del popolo".🎙️ Nuovo allo streaming o vuoi migliorare? Dai un'occhi...

Photos from Ristoriamoci's post 14/05/2026

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