AM Consulenze

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Alfonso Monaco in AM Consulenze offre esperienza sul campo automobilistico e meccanico per attività relative ad omologazioni, collaudi, cad, sicurezza del lavoro per piccole e medie imprese e progettazione. Marcature CE con ente qualificato e certificato Accredia. Team a Vs disposizione per analisi preventiva delle metodologie da utilizzarsi nell'ottimizzazione dei processi produttivi, e/o post produttivi.

15/10/2015

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Elearning SICUREZZA

Photos from AM Consulenze's post 17/06/2015

Nel settore delle imprese di pulizie, costituito spesso da piccole imprese con attività di lavoro in diversi ambiti (uffici, scuole, alberghi, case di cura, abitazioni, industrie, ...), il fenomeno infortunistico è significativo. Infatti gli indici di incidenza – come riportato dai dati dell’Inail - sono superiori all’indice medio di tutte le attività lavorative e sono addirittura confrontabili con settori ad alto rischio infortunistico come il settore trasporti.

Per migliorare la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori in questo comparto, presentiamo alcune pubblicazioni prodotte, per l’ Expo 2015 di Milano, dal Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’ Azienda Sanitaria Locale di Milano.

Dall’ opuscolo informativo per i lavoratori “Il settore delle pulizie”, curato da F. Borello, V. Cassinelli e T.Vai, riprendiamo un elenco non esaustivo dei danni per i lavoratori che possono dipendere dalla mancanza di un’idonea prevenzione: “mal di schiena, discopatie, lesioni muscolari, lesioni alla spalla, tendinite gomito, tunnel carpale, traumi piccole articolazioni, ferita da taglio, ferita da punta, dermatiti, allergie, intossicazioni”, ...

Nel quaderno tecnico per i datori di lavoro “La sicurezza nelle imprese di pulizia”, realizzato da G. Cattaneo, F. Borello e V. Cassinelli, si segnala che tra gli infortuni “prevalgono scivolamento, urto/schiacciamento, movimentazione manuale dei carichi e caduta dall’alto”.
Inoltre sono possibili infortuni da contatto o inalazione con prodotti chimici e di particolare interesse sono “gli infortuni a rischio biologico prevalentemente da aghi a sospetta contami-nazione, più raramente da contatto con materiale biologico”.
E gli studi scientifici riportano “una elevata frequenza di disturbi muscolo scheletrici che costituiscono il 30-40% delle malattie professionali del settore. Altre patologie frequenti sono a carico della cute (dermatiti) e dell’apparato respiratorio (asma)”.

Questi dunque sono i rischi per la sicurezza e la salute in ordine di priorità:
- “rischi di cadute dall’alto nell’uso di scale portatili;
- rischi di scivolamento, urto, schiacciamento;
- rischi di contatto con agenti chimici;
- rischi di contatto con agenti biologici;
- movimentazione manuale carichi e movimenti ripetitivi;
- rischi da utilizzo di attrezzature elettriche;
- altri”.

11/06/2015

L'ESTATE E' ARRIVATA, MA CI SENTIAMO SICURI SULLE SPIAGGE...?

La Prassi UNI per gli stabilimenti balneari

In considerazione delle caratteristiche molto peculiari dei luoghi di lavoro quali gli “stabilimenti balneari”, e della loro estrema diffusione sulle coste italiane, sono state emesse negli ultimi anni delle Prassi di riferimento UNI, elaborate sulle basi generiche definite dalla normativa nazionale di riferimento, che introducono prescrizioni tecniche applicabili in modo specifico a qualsiasi tipologia di struttura ricettiva balneare, e tenendo conto delle peculiarità e delle dimensioni della stessa, ne consentono anche una classificazione rispetto a standard di riferimento trasversali tra le strutture considerate, in termini di requisiti qualitativi e di misure di sicurezza. Le Prassi UNI PdR 1:2012 (elaborate dall’unione degli stabilimenti balneari della Versilia ma assolutamente applicabili a qualsiasi tipologia di struttura italiana indipendentemente dalla localizzazione geografica) definiscono dei criteri minimi di sicurezza che devono essere rispettati per poter considerare uno stabilimento a norma di legge ed al di sotto dei quali non è possibile andare in termini di sicurezza per i clienti ed il personale, qualità dei servizi offerti, fruibilità delle strutture e sostenibilità ambientale.

Valutazione dei rischi

Nell’ottica della valutazione dei rischi è importante tenere conto di alcuni singolari aspetti che differenziano la tipologia di esercizio in esame rispetto ad ambienti di lavoro di stile più tradizionale; il primo di questi aspetti è quello relativo, come accennato, al fatto che l’utenza è spesso eterogenea in termini di provenienza geografica e che quindi le misure di prevenzione e di protezione devono essere studiate e calibrate in modo da renderne la comprensione il più immediata possibile a clienti di diversi luoghi d’origine. Un secondo aspetto è legato alla stagionalità dell’esercizio, alcuni aspetti della formazione del personale per esempio, piuttosto che della verifica dei criteri e dei requisiti di sicurezza, devono avere obbligatoriamente periodicità studiate sul carattere ricorrente e temporaneo dell’attività.
Merita infine un doveroso accenno l’aspetto relativo all’ambiente ed alle misure di sostenibilità rivolte a ridurre l’impatto negativo sull’ambiente naturale ed a tutela del paesaggio, misure che devono essere elaborate in coordinamento con i rispettivi enti locali di competenza e con, in alcuni casi, l’ufficio portuale della guardia costiera di riferimento.

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