"Dalla via Putignani al giardino interno c’è una sequenza di tre spazi totalmente differenti che come struttura mi hanno suggerito tre diversi paesaggi/atmosfere per segnare un ritmo e accompagnare il visitatore dallo standard di una via del centro (livello materiale) all’eccellenza del giardino Eden (livello spirituale)”. Ancora una volta un tentativo di unione attraverso l’architettura - così d
efinisce il progetto per MISIA ARTE, Tarsh*to architetto, artista, designer che nel 2002 ha curato la realizzazione dello spazio in via Putignani 153, diciotto anni dopo l’apertura della prima storica galleria sempre nella stessa strada al civico 97. Allora al progetto essenziale e poetico subito pubblicato su Vogue Casa nel settembre 1985, collaborarono la designer barese SHAMA e l’artista napoletano UGO MARANO.
“Vale la pena di guardare le molte sottigliezze, il riecheggiamento allusivo del negozio, i materiali preziosi, l’antichissimo uso del mosaico, l’illuminazione particolarissima. Così RICCARDO DALISI descrive nel 1984 in un suo articolo il nuovo particolare innovativo negozio nel cuore di Bari. Anna e Regina Gambatesa e in seguito Angela De Pinto in questi venticinque anni di attività hanno percorso un itinerario eclettico tra mostre, happening, presentazioni, sempre mirato all’indagine sull’abitare, proponendo possibili mondi accostati secondo un’interpretazione e uno stile oggi del tutto riconoscibile che caratterizza lo spirito della ricerca della galleria MISIA ARTE e col quale la gallerista Anna Gambatesa (interior decorator) si contraddistingue per i suoi interventi collaborando alla progettazione di luoghi di vita e di lavoro. Il nome MISIA è stato scelto evocando la poco nota ma incisiva “Misia Sert” nata Maria Godebska regina e musa accogliente della Parigi fin de siècle amica intima di Cocò Chanel, Picasso, Mallarmè, Renoir, Toulouse Loutrec, Proust, Cocteau, Stravinsky, Debussy…
Agitata, appassionata ed appassionante eminenza rosa e finanziatrice dei “Ballettes russes” nelle stanze della cui casa trovò conforto ed ispirazione la grande cultura europea. Oggi, insieme ad Anna Gambatesa, c’è suo figlio Stefano Straziota -vocazione interior designer- con la cui ollaborazione la galleria si apre anche a progetti dal respiro contemporaneo. Prendono vita, dal suo estro, mobili e oggetti, in cui la ricerca sulla materia convive con la ricercatezza delle forme.