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Il datore Certificazione e controlli sono dovuti ?
Fino ad ora il lavoro domestico non è stato “toccato” dai provvedimenti degl Governo per arginare l’epidemia di coronavirus. Ma colf, badanti e baby sitter che si recano sul posto di lavoro (o compiono mansioni, come fare la spesa o andare in farmacia) per conto del datore, devono portare con sé un’autocertificazione con le generalità del datore di lavoro. Il datore dovrà rendersi disponibile nel caso di eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine, chiamate a confermare la veridicità delle informazioni.
ULTERIORE NOVITA'
Il 15/01/2020 con protocollo n. 8945/2020 l'Agenzia delle Entrate ha approvato il modello 730/202 redditi 2019 ed i relativi allegati ad eccezione della circolare dei calcoli.
Nel frattempo, è possibile iniziare a stabilire le novità che interessano la dichiarazione dei redditi per il prossimo anno, come l’addio al modello cartaceo: dal 2020, istruzioni e modelli per il 730 saranno disponibili solo online.
Un’altra novità riguarda l’estensione del modello 730 anche gli eredi delle persone decedute nel 2019, o entro il 23 luglio 2020, ma solo se il de cuius possedeva i requisiti per utilizzare direttamente il modello 730.
Vediamo altre novità in attesa di entrare nel dettaglio prossimamente:
• i figli di età non superiore a 24 anni sono considerati a carico se possiedono redditi fino a 4.000 euro, dunque le istruzioni relative ai familiari a carico sono state aggiornate dall’Agenzia delle Entrate;
• è stato aumentato l’importo massimo annuo per la detrazione delle spese d’istruzione fino a 800 euro;
• i lavoratori residenti a Campione d’Italia potranno usufruire dell’agevolazione fiscale a loro riservata grazie all’istituzione di due nuovi codici tributo;
• chi impartisce lezioni private deve indicare il codice “5” se sceglie la tassazione ordinaria, oppure deve presentare anche il quadro RM insieme al modello Redditi PF 2020;
• per le erogazioni liberali in favore di Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, nel rigo E36 è stata inserita la colonna denominata “Residuo precedente dichiarazione” per l’indicazione dell’importo deducibile non utilizzato nella dichiarazione dei redditi relativa al 2018;
• ci sarà un unico rigo (E56 nella sezione III C del quadro E) per la nuova detrazione al 50% per “riscatto della laurea” e delle “colonnine per ricarica” di auto elettriche, in cui va indicato l’importo delle due detrazioni;
• nel quadro C del modello è stata eliminata la colonna 5 “Quota Tfr” del rigo C14 in seguito alla mancata proroga per il 2019 delle disposizioni che prevedevano l’erogazione in busta paga della quota di TFR maturata nel periodo.
• il credito d’imposta sport-bonus;
• il credito d’imposta per bonifica ambientale.
Pensioni quota 100, al via le domande. Ecco requisiti, paletti, finestre di uscita e regole sulla liquidazione
Quota 100” entra nella fase operativa. Da oggi è possibile infatti presentare la richiesta per andare in pensione anticipatamente rispetto alle norme finora esistenti. L’agevolazione non riguarda evidentemente tutti i lavoratori ma solo quelli che si trovano in determinate condizioni previste nel decreto legge 4/2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 23 del 28 gennaio. Nel dettaglio, potranno presentare la domanda i lavoratori del settore pubblico e privato che abbiano raggiunto i 62 anni di età e versato almeno 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021: una platea di circa 300mila persone nel solo 2019. I due requisiti non saranno flessibili: non si potrà cioè andare in pensione con “quota 100” avendo maturato 61 anni di età e 39 di contributi. Ma sarà invece possibile con 62 anni di età, 35 anni di contributi e 3 anni di contribuzione da disoccupazione. In più il diritto conseguito entro dicembre 2021 potrà essere esercitato “anche successivamente”.
Divieto di cumulo con altri redditi – Il decreto dispone l’assoluta impossibilità di sommare la pensione ottenuta con “Quota 100” ad altri introiti se non nei limiti dei 5mila euro lordi annui per prestazioni occasionali. Questo vincolo potrebbe rendere l’opzione meno attraente per il personale medico scongiurando in parte l’esodo di massa temuto dai sindacati. Per gli insegnanti ci sarà una precisa tabella di marcia in nome della continuità dell’insegnamento, mentre per forze armate, polizia, vigili del fuoco, guardia di finanza e polizia penitenziaria continueranno ad applicarsi i regimi più favorevoli previsti nel decreto legislativo 165/97.
Assegno più leggero rispetto alla pensione di vecchiaia, non a quella anticipata – “Il testo del decreto non prevede alcun ricalcolo dell’assegno, cui si continueranno ad applicare le regole di calcolo pensionistiche tradizionali (metodo retributivo, misto o contributivo a seconda della contribuzione posseduta al 31.12.1995)”, spiega Antonello Orlando della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. “Non vi sono, dunque, decurtazioni riservate alle pensioni in Quota 100 né passaggi di metodo di calcolo (come l’obbligo di opzione per il contributivo che si attiva con opzione donna). Evidentemente, qualora l’assicurato proseguisse a contribuire, il montante contributivo continuerebbe a crescere restituendo una pensione più alta, ma non si può parlare di una penalizzazione in senso stretto”. Il “taglio” dell’assegno sarà quindi rispetto alla pensione di vecchiaia perché ci sono meno anni di contributi e sarà proporzionale al periodo di anticipo: secondo la Cisl, nell’ipotesi di uscita dal mercato del lavoro quattro anni prima della maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia il taglio dell’assegno potrebbe essere compreso fra il 16 e il 22 per cento.
16/04/2018
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