Fausto Donadelli

Fausto Donadelli

Condividi

Quando ci si allena lo si fa per conseguire degli obiettivi e così come si può avere un coach per il raggiungimento di traguardi fisici e prestazioni atletiche, ci si può avvalere anche di un mental coach capace di "allenarci" a gestire aspetti psicologici come la motivazione e i vari stati d’animo, il creare un sistema di credenze efficaci, il come affrontare e superare paure e condizionamenti, i

21/04/2026

Ci sono risultati che parlano da soli…

e poi ci sono percorsi che meritano di essere raccontati.

Vedere Matteo Dagasso ricevere il premio “Inside the Sport” 2026 come giovane promessa del calcio italiano è un ulteriore conferma di qualcosa che ho visto fin dal primo giorno in cui ha scelto di alllenare non solo il proprio corpo…

Perché il talento ti fa emergere ma, da solo non basta…

È ciò che fai ogni giorno, lontano dai riflettori, che ti permette di fare davvero la differenza…

E tu, Matteo, questa differenza hai scelto di costruirla…

Allenamento dopo allenamento.
Difficoltà dopo difficoltà.
Crescita dopo crescita…

Orgoglioso non solo del giocatore che ora tutti posso vedere ma, soprattutto, dell’uomo che stai diventando…

Perché i premi arrivano…
ma la mentalità resta.

E quella è ciò che ti porterà ancora più lontano.

08/04/2026

There are moments when the market doesn’t just react…
it anticipates.

And that’s where the real questions begin.

15 minutes before an announcement powerful enough to crash oil prices,
someone sells hundreds of millions of dollars worth of oil.

Not hours before.
Not the day before.
15 minutes.

Then the news drops.
Prices fall.
And someone cashes in.

Now stop for a second.

If you had that information…
how much would you have made?

Someone actually did.
And it wasn’t luck.

This isn’t just trading.
This isn’t just geopolitics.

It’s the line between those who know first…
and those kept in the dark.

Between those playing the game…
and those being played.

And the craziest part?
This is happening right in front of us.

And we stay quiet.
Watching.
Taking the hit.

At this point, the question isn’t “what happened.”

The real question is:
how much longer are we going to pretend nothing’s wrong?

Because this isn’t just about markets.
This is about the system.

And maybe it’s time to wake up.

05/04/2026

C’è una cosa che mi sta facendo riflettere molto, ultimamente.

Vedo sempre più persone che, dopo poche ore di formazione (e spesso online), escono con un certificato in mano e iniziano a definirsi mental coach.

E non è il certificato che mi colpisce. Non è nemmeno il percorso in sé.

È quello che succede dopo.

Perché lavorare con la mente delle persone non è qualcosa che si può improvvisare.
Non è solo questione di tecniche, di strumenti, di modelli imparati bene.

È presenza.
È capacità di stare dentro al silenzio di qualcuno quando non sa cosa dire.
È riconoscere quando fermarsi, quando non spingere, quando non intervenire.

E queste cose non si imparano in 60 ore.

Si costruiscono nel tempo.
Con l’esperienza.
Con gli errori.
Con il confronto.
Con il mettersi in discussione, tante volte.

Quello che mi preoccupa non è che qualcuno inizi anzi, iniziare è giusto.

Mi preoccupa quando si pensa di essere già pronti.
Quando manca la consapevolezza dei propri limiti.
Quando si entra nella vita delle persone senza rendersi conto del peso che ha quel ruolo.

Perché dall’altra parte non ci sono “clienti”.

Ci sono persone.

Con storie, fragilità, momenti delicati.

E basta poco, a volte, per lasciare un segno nel modo sbagliato.

Attenzione, non sto dicendo che servano anni per poter aiutare qualcuno.

Sto dicendo che serve rispetto per quello che si sta facendo.

E forse, oggi più che mai, serve anche imparare a distinguere.

Se stai cercando qualcuno a cui affidarti, non fermarti a un titolo.
Non fermarti a una certificazione.
Ascolta come quella persona parla.
Osserva quanto spazio lascia, quanto comprende davvero, quanto è presente.

E se senti qualcosa che non ti convince fino in fondo… fidati.

Se invece sei all’inizio di questo percorso, prenditi tempo.
Non avere fretta di arrivare.
Non avere bisogno di definirti subito.

Crescere in questo lavoro è qualcosa di più lento, ma anche molto più profondo.
E proprio per questo, molto più vero.

Alla fine, non è il nome che ti dai a fare la differenza.
È come le persone stanno dopo essere passate da te.

01/04/2026

Terza eliminazione consecutiva dai Mondiali.

E no, non è solo una questione tecnica o tattica.

È quello che succede quando si sottovaluta la mente, quando si confonde il mental coaching con il marketing, quando si mette qualcuno a “lavorare sulla testa” degli atleti senza avere davvero la capacità di liberarli.

Un atleta non ha bisogno di essere riempito di concetti.
Ha bisogno di sentirsi libero.

Libero di sbagliare.
Libero di esprimersi.
Libero di giocare.

Se invece aggiungi pressione alla pressione, crei solo blocchi.

E poi ci chiediamo perché, nei momenti che contano, le gambe diventano pesanti.

Vuoi che la tua figura pubblica sia il Figura Pubblica più quotato a Lugano?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Indirizzo


Lugano