Amala

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04/12/2018

Il tifoso juventino è apolide, delocalizzato, trapiantato, infiltrato, sempre ospite e mai padrone. Non ha appartenenza toponomastica, non ha città, si annida ovunque. Esso (sottolineo:esso) diventa tale per mancanza di legame alla sua terra, si lega alla squadra vincente che diventa l'orfanotrofio dei falliti. È un debole, si lega alla squadra che "vince" più spesso per cercare di mascherare tutta la sua insicurezza e infelicità nella vita di tutti i giorni così a lavoro con i colleghi e sui social può vantarsi e dire "la juve è forte, io tifo juve così sono forte anch'io"...
Si sa, il matrimonio con la squadra del cuore è indissolubile ma quello juventino è un matrimonio di interesse, in quanto è l'unica tifoseria che non è legata alla maglia, ma solo ai trofei “vinti”, e appena questo ciclo finirà spariranno dai social e svuoteranno lo stadio come hanno sempre fatto, per questo in tutta la loro storia hanno sempre avuto stadi piccolissimi con una capienza ridicola.
Per loro la vittoria non sarà mai goduta, vivendo da infiltrati ma soprattutto NON vivendo di passione pura non potranno mai gioire veramente.

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